Il portavoce del presidente russo Vladimir Putin e ex ambasciatore russo negli Stati Uniti, Yuri Ushakov, ha dichiarato domenica che il rilascio della campionessa WNBA Brittney Griner “non è una priorità” per la diplomazia russa al momento.
Secondo Ushakov, neppure l’urgenza del presidente USA Joe Biden per il rimpatrio di Griner (e di Paul Whelan) sarebbe da prendere come genuina, bensì “motivata dalle imminenti elezioni mid term” per il rinnovo di Senato e Congresso. “Per questo il presidente contina a parlare della necessità di riportare a casa una giocatrice di basket condannata per traffico di droga. Per noi, ripeto, al momento non si tratta di una priorità“.
Quella del diplomatico è la prima risposta per vie ufficiali alle parole di Biden, che la scorsa settimana alla CNN aveva negato ogni intenzione di promuovere un incontro con Putin al prossimo G20 in programma a novembre. “Se però Putin vorrà parlarmi, e parlare del rilascio di Brittney Griner, allora lo ascolterò“, così aveva detto.
Alcuni giorni fa, la moglie della giocatrice, Cherelle Griner, aveva raccontato dell’ultima telefonata avuta con Brittney, che sta passando in queste settimane “il momento più difficile” dopo la condanna a 9 anni di carcere ricevuta in agosto in Russia. Secondo Cherelle, Brittney Griner “teme di essere trasferita presto in un campo di lavoro forzato“, e che l’opinione pubblica e la politica USA possa averla dimenticata.
Brittney Griner, 32 anni, è una 7 volte All-Star WNBA e 2 volte medaglia d’oro olimpica con Team USA, ed è stata arrestata a febbraio all’aeroporto Sheremetyevo di Mosca perché in possesso nel suo bagaglio di meno di un grammo di olio di hashish per sigaretta elettronica, in alcune cartucce ricaricabili. Posseso che le è costato una condanna a 9 anni per detenzione e traffico di stupefacenti, il massimo della pena previsto per tale reato in Russia.
Secondo l’amministrazione USA, Griner è detenuta illegalmente e adoperata dalla Russia come pedina di scambio e pressione politica. Durante le fasi finali del processo, il segretario di Stato USA Antony Blinken aveva formalizzato una proposta di scambio di detenuti con Mosca per il rimpatrio sia della giocatrice che del cittadino americano ed ex Marine Paul Whelan, condannato nel 2020 a 16 anni di galera per spionaggio. Proposta accolta dai russi ma a cui al momento non è stato dato seguito.
Il 25 ottobre prossimo è stata fissata l’udienza d’appello contro la condanna, chiesto e ottenuto dai legali di Brittney Griner.

