LeBron James non tifa più Dallas Cowboys. Lo ha rivelato in diretta su Instagram lo stesso LBJ, che ha spiegato perché ormai da tempo non si dice più supporter della storica franchigia NFL e di aver optato per i Browns della sua Cleveland, in alternativa.
Le ragioni non riguardano il campo né le prestazioni della squadra, ben si le posizioni del proprietario dei Cowboys Jerry Jones: “Ho dovuto purtroppo mollare i Dallas Cowboys, sapete, ne sono successe troppe in quel periodo in cui si parlava tanto dei giocatori che sceglievano di inginocchiarsi durante l’inno (in supporto a Colin Kaepernick e in sostegno al movimento Black Lives Matter, ndr) e di protestare in quella maniera così pacifica. In quel periodo, ai Cowboys tante persone nel front office e ai vertici della squadra dicevano ai giocatori: se anche voi lo farete, non potrete più giocare per questa franchigia. E io non penso fosse una cosa appropriata“.
James ha riferito di essere ancora un sostenitore di diversi giocatori dei Cowboys come CeeDee Lamb, Ezekiel Elliott, Micah Parsons e Trevon Diggs, ma di aver cambiato “fede” e tifare oggi per i Cleveland Browns, come era già del resto evidente seguendo l’account Twitter di LeBron durante i weekend NFL.
Nel 2017, Jerry Jones aveva definito l’inginocchiarsi durante l’inno americano “un segno di mancato rispetto” verso la bandiera USA, “che non è tollerabile”, aggiungendo che i giocatori che avessero scelto di farlo “non avrebbero più giocato” per i Cowboys.

