Sei partite per determinare la griglia della post season di Eurolega e cinque squadre per l’ultimo posto utile per accedere ai play-in e tra queste c’è anche l’Olimpia Milano. La squadra milanese è chiamata ad un exploit per battere la concorrenza di Valencia, Partizan, Efes e Bayern sul filo di lana in questa parte finale di Regular Season europea.
Mancano solo sei giornate al termine di questa spettacolare Eurolega e pochissimi sono i verdetti già pronunciati dalla massima manifestazione del basket continentale, con l’eccezione delle ultime due della classe ormai certe: l’Asvel Villeurbanne e l’Alba Berlino.
Non sono matematicamente fuori dalla corsa play-in neanche di Stella Rossa Belgrado e Zalgiris Kaunas, anche se servirebbe una seria incommensurabile di miracoli sportivi, mentre anche il primo posto del Real Madrid dovrà attendere qualche giornata ancora per essere ufficiale, visto anche il calo fisiologico della squadra della capitale spagnola nelle ultime giornate.
In mezzo ci sono 2 blocchi ben distinti, con l’eccezione forse di 2 squadre come Maccabi e Baskonia, in un limbo della classifica, quasi certe di non poter entrare nei playoffs ed altrettanto certe di poter accedere ai play-in. Il primo gruppo di squadre, formato da Barcellona, Panathinaikos, Monaco, Olympiacos, Fenerbhace e Virtus Bologna, lotta per entrare direttamente nei playoffs (i primi 6 posti) senza passare dalla lotteria dei play-in
Il secondo gruppo, formato da Valencia, Partizan, Olimpia Milano, Efes e Bayern, si darà invece battaglia per l’ultimo posticino (il 10° posto) utile per accedere ai play-in, quello che, attraverso 2 eroiche vittorie in trasferta, darebbe il diritto di battersi al meglio delle 5 partite verosimilmente contro il Real Madrid per un posto nelle Final Four
Noi ci soffermeremo sulle possibilità della squadra di Ettore Messina di agguantare sul filo di lana, dopo una finora pessima campagna europea, quel posticino al sole dell’Eurolega, per continuare a nutrire per ancora qualche settimana il sogno di una post season europea, due anni dopo la sfortunata eliminazione da parte dell’Efes di Ataman, poi campione, di una allora incerottata Olimpia targata Chacho Rodriguez e 3 anni dopo l’accesso alle Final Four con il tiro sulla sirena mancato da Kevin Punter nella semifinale contro il Barcellona.
Niente di scientifico, nulla di matematico, ancora meno di magico o scaramantico: solo uno sforzo di razionalità per mettere a confronto perché per alcuni aspetti questa impresa sia possibile mentre per altri appaia come altamente improbabile se non addirittura impossibile.
Eurolega, l’Olimpia Milano ai play-in: perché si può fare!
Perché la matematica non è un’opinione e verosimilmente vincendo almeno 5 delle 6 partite in programma, cioè centrando la percentuale finale del 50% di vittorie (17-17) al termine della Regular Season, l’ultimo posto utile per accedere ai play-in dovrebbe essere assicurato.
Perché resta la convinzione, confermata anche dalle molteplici vittorie di prestigio contro le big della manifestazione, che il potenziale di Olimpia Milano, come tutti indicavano ad inizio stagione, resti quello di una squadra da Playoffs e da Final Four in questa Eurolega, sebbene con tutti i dubbi inerenti il gioco e gli equilibri in campo.
Perché l’Olimpia potrebbe (il condizionale è d’obbligo) finalmente inanellare una serie di partite con un roster abbastanza completo, al netto delle assenze di Baron e Poythress, che però non sono mai stati un fattore in questa stagione, e degli acciacchi dei convalescenti Lo, Mirotic, e Shields spesso in infermeria in questa tribolata stagione milanese.
Perché l’Olimpia, pur avendo il calendario forse peggiore delle 5 squadre che lottano per il 10° posto, ha paradossalmente dimostrato di cavarsela meglio con le squadre più blasonate e contro le quali non aveva nulla da perdere piuttosto che con le squadre di caratura inferiore, con le quali ha perso punti e partite incredibili.
Perché la missione milanese è quasi impossibile
Perché la logica e la razionalità impongono di pensare che una squadra che ha vissuto una stagione tormentata, con prestazioni altalenanti, ma sempre tendenti al brutto, non possa di punto in bianco cambiare radicalmente rotta: insomma non c’è nulla che faccia pensare che una squadra con poco più del 42% di vittorie in 28 partite improvvisamente infili una serie di partite con l’85% o addirittura il 100% di successi.
Perché analizzando il calendario delle 5 squadre coinvolte nella lotta per il 10° posto, l’Olimpia ha un pessimo calendario, unica del gruppetto insieme al Valencia con 4 trasferte sulle 6 partite e con solo una partita con una squadra dalla classifica peggiore (lo Zalgiris, col quale ha comunque già perso in casa).
In questo senso la squadra con il calendario teoricamente migliore tra le sei sembrerebbe l’Efes, che incontra le ultime tre della classifica (Asvel, Alba e Stella Rossa), mentre è probabile che gli scontri diretti tra Valencia, Bayern e Partizan possano risultare decisivi nella corsa ai play-in.
Perché se è vero che l’Olimpia ha recuperato quasi tutti, le condizioni di Mirotic, Lo, Shields, Tonut sono tutt’altro che ottimali e Milano dovrà anche lottare sul fronte interno per preservare una buona posizione nella corsa ai playoffs del campionato italiano, con notevole dispendio di energie fisiche e nervose.
Perché ogni volta che l’Olimpia Milano è arrivata ad una partita, in teoria persino facile sulla carta, che avrebbe potuto rappresentare una sliding door per rientrare in classifica sotto alle migliori, ha deluso le aspettative e ricacciato indietro i sogni di gloria della squadra milanese e dei suoi tifosi.
Perché se come si dice in questi casi “saranno 6 finali” allora persino nella stagione italiana il bilancio è pessimo nelle partite “dentro o fuori”: nelle due competizioni nazionali finora giocate Milano ha perso in semifinale contro la Virtus in Supercoppa ed ancora più sorprendentemente è stata battuta da Napoli in Coppa Italia.
Perché, nonostante le recentissime dichiarazioni di Messina dopo la sconfitta con la Bologna di domenica scorsa, i segnali di svolta nelle prestazioni della squadra milanese non appaiono ai più così evidenti quanto sembrano essere per il coach Olimpia (ed al limite queste dichiarazioni di fiducia ce le saremmo aspettate forse più dopo la convincente partita col Partizan che dopo quella contro la Virtus, nella quale Milano è stata sotto per 40 minuti)
Quante possibilità per l’Olimpia Milano di agganciare il 10° posto in Eurolega?
Viste le considerazioni precedenti, quante potrebbero essere allora le probabilità che l’Olimpia Milano acceda alla post season dalla porticina del 10° posto nei play-in (astraendo dai calcoli troppo complessi sulla classifica avulsa e la differenza canestri negli scontri diretti, troppo complicati da calcolare ed ancora incompleti perché mancano una serie di scontri diretti tra le 5 pretendenti)? Probabilmente pochissime. Una percentuale oscillante tra il 10% ed il 15% sarebbe già razionalmente benevola, ma visto come si era messa la situazione in Eurolega fin dall’inizio della stagione, come si dice a Milano “Piutost’ che nient’ l’è mej piutost”
