In Italia si cita sempre Franco Baresi e il suo recupero in soli 20 giorni ai Mondiali di calcio di USA 1994, in cui gli Azzurri di Arrigo Sacchi arrivarono fino in finale con il Brasile.
Baresi si era lesionato il menisco del ginocchio destro nella seconda partita del girone a 4 squadre, contro la Norvegia, e sole tre settimane più tardi fu in grado di giocare 120 minuti con il Brasile, nel caldo asfissiante di Pasadena, e di tirare pure uno dei calci di rigore che costarono il Mondiale all’Italia. Lo storico capitano del Milan fu operato subito per il suo infortunio, recuperò e ci giocò sopra.
Quando i giocatori NBA si fanno male al menisco, che si debbano operare o meno, stanno fuori delle ere geologiche se rapportate al “caso Baresi“, che è indubbiamente uno dei recuperi più rapidi e sorprendenti da un infortunio del genere nella storia dello sport mondiale a alto livello. L’ultimo della lista a infortunarsi al menisco del ginocchio è stato Karl-Anthony Towns dei Minnesota Timberwolves che resterà fuori almeno 4 settimane ma saranno certamente di più. Joel Embiid si è fatto male a inizio febbraio, e dopo 5 settimane ancora non si vede una data per il rientro, l’MVP NBA 2023 sarebbe ancora “tutt’altro che vicino” al ritorno in campo dopo la sua operazione. E intanto i suoi Philadelphia 76ers scivolano in classifica, tanto da chiedersi se davvero a Embiid e ai Sixers convenga giocare ancora in questa stagione e correre dei rischi.
In una situazione simile si trovò un Iron Man NBA come Jimmy Butler, nel 2018 alla sua unica stagione completa con i Minnesota Timberwolves. Butler si fece male il 23 febbraio e avrebbe finito per saltare 17 partite e rientrare in tempo per salvare i Twolves, vincere lo spareggio playoffs contro i Denver Nuggets e giocare il primo turno in post-season. Quello di Jimmy Butler è però il caso di rientro da una lesione meniscale più rapido per un giocatore NBA di recente.
Nel 2017 Joel Embiid saltò le ultime 37 partite di stagione regolare, in un’edizione perdente dei 76ers che optarono per non far rientrare più in corsa la loro giovane star per evitare rischi, con la stagione già in archivio. Sempre Embiid ai playoffs del 2021 si fece male contro gli Washington Wizards in gara 4 del primo turno, ma con i Sixers competitivi per la finale NBA scelse di giocare sull’infortunio, saltò una sola partita e dopo la stagione non ebbe bisogno di un intervento chirurgico al ginocchio. Le sue prestazioni furono però limitate dal problema fisico.
Ai playoffs del 2023 Kawhi Leonard degli LA Clippers si era procurato una lesione meniscale già in gara 1 del primo turno contro i Phoenix Suns, Kawhi avrebbe giocato in gara 2 per poi scoprire l’entità dell’infortunio e non mettere più piede in campo. I Clippers avevano deciso di fermarlo, Kawhi sarebbe tornato in campo per l’inizio della stagione in corso.
E ancora, la stagione da rookie di Zion Williamson è stata limitata a sole 24 partite a causa di una lesione al menisco subita in pre-season. Zion avrebbe saltato ben 44 partite, con rientro a gennaio e prima dello stop a marzo della stagione NBA per la pandemia.
Andando un poco più indietro, Chris Paul nel 2010 subì un infortunio al menisco del ginocchio sinistro con operazione, CP3 avrebbe saltato 25 partite e circa due mesi prima di tornare in campo con i New Orleans Hornets. Nel 2013, dopo aver saltato l’intera stagione precedente per un’operazione al legamento crociato del ginocchio sinistro, Derrick Rose dei Chicago Bulls si procurò dopo appena 9 partite di regular season una lesione al menisco del ginocchio destro. I Bulls, per eccesso di precauzione, lo fermarono per il resto dell’annata dopo l’intervento di ricostruzione.
