Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsMiami HeatButler, il rientro è un flop: Denver travolge Miami. “La verità verrà fuori, intanto gioco”

Butler, il rientro è un flop: Denver travolge Miami. “La verità verrà fuori, intanto gioco”

di Michele Gibin
butler rientro

Jimmy Butler ha scelto una maniera sobria per celebrare il suo rientro da una sospensione di 7 partite per condotta “a detrimento della squadra”, citando il famoso fax con cui Michael Jordan annunciava al mondo il suo ritorno al basket giocato, nel 1995: “I’m back“.

La partita, sua e dei Miami Heat, non è stata però poi esattamente jordanesca. Miami ha perso per 133-113 contro i Denver Nuggets lanciatissimi di un Nikola Jokic da 24 punti, 12 rimbalzi e 10 assist e di un Jamal Murray in palla in questo periodo, da 30 punti. Il Butler di Montecristo di punti ne ha segnati 18 con 3 rimbalzi e 2 assist, giocando al piccolo trotto, gli Heat erano già sotto di 13 punti con 68 punti subiti a fine primo tempo e non si sono più riavvicinati.

Un rientro, quello di Jimmy, che assomiglia tanto a quello farlocco del 2018 quando dopo aver rotto con i Minnesota Timberwolves e aver chiesto la trade, Butler fece finta di giocare alcune partite in attesa di essere finalmente ceduto. Erano le settimane in cui Butler non giocava i back to back citando nel report degli infortuni una “general soreness” che diede anche vita a un meme tanto bello quanto sottovalutato. Vedremo se anche a Miami toccherà la stessa sorte.

Dopo la partita, e soprattutto dopo l’insopportabile prosopopea trollista, Jimmy Butler ha rilasciato dichiarazioni di stima verso i compagni di squadra “che non c’entrano” e per il resto si è affidato alla Provvidenza. “Non resta che giocare, a questo punto. So che cosa mi viene richiesto di fare mentre sono qui e lo farò al meglio delle mie possibilità. Ma la situazione è questa, letteralmente. Che cosa succederà dopo la trade deadline se sarò ancora qui? Ci sono troppi se in questa domanda, io giocherò e basta. Oggi è stato bello scendere in campo coi ragazzi, nonostante ciò che potete pensare io non ho alcun problema con loro, sono amici. Non avrò mai problemi con loro, ed è stato bello riprendere a giocare“.

In queste settimane si è detto un po’ di tutto, io personalmente non ho detto nulla. Ma lasciamo che la gente parli“. Quindi la consueta, stanca promessa di raccontare la propria versione a bocce ferme: “la verità verrà a galla. Intanto finché sono qui vado in campo e gioco“.

Prima della partita coach Erik Spoelstra aveva provato a fare da parafulmine alla squadra: “La nostra lega è complessa e noi siamo in una situazione particolare. Ma è davvero un mondo fatto di complessità, e noi siamo preparati a navigare nelle complessità. Il mio lavoro è mettere in campo questa squadra pronta a giocare a alto livello. Ed è ciò che farò, come non sono affari vostri, voi cercate le storie, io cerco di preparare i miei giocatori al meglio. Siamo professionisti, siamo pronti a scendere in campo per stasera ed è l’unica cosa che conta“.

Il problema per Miami che anche Denver era pronta a scendere in campo, i Nuggets hanno vinto la quinta partita delle ultime 6 giocate e sono quarti nella Western Conference e in ascesa. I Miami Heat invece hanno pagato le tante distrazioni, con un record di 20-20 sono noni a Est e la trade deadline dista ancora tre lunghissime settimane.

 
 
 
 
 
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