La partita di Belgrado contro la Stella Rossa, con l’esclusione di Dimitrjevic e l’inserimento di Armoni Brooks nelle rotazioni del backcourt dell’Olimpia Milano, potrebbe avere segnato un punto di svolta nelle scelte tecniche di coach Messina per affrontare lo sprint finale della Eurolega.
Settimana scorsa il roster con il quale l’Olimpia si è presentata nella bolgia del palazzo della Stella Rossa ha sorpreso non pochi tifosi, forse anche alcuni addetti ai lavori. Al netto della necessità dettata dagli infortuni in serie che hanno colpito la squadra milanese forse più della media delle altre squadre di Eurolega, è stata la prima volta che coach Messina ha deliberatamente scelto di andare con un backcourt senza Dimitrjevic, salvo quando le condizioni dell’ex Unics non fossero al 100%.
Al posto del play macedone nelle rotazioni è entrato Brooks, reduce da alcune eccellenti prestazioni in campionato e capace di offrire soluzioni perimetrali molto importanti al coach milanese. Si è trattato di una scelta certamente molto ponderata da parte della guida tecnica milanese, perché ha significato andare a giocare in una delle arene più calde d’Europa con Mannion e Bolmaro in cabina di regia, giocatore quest’ultimo che però viene spesso utilizzato da guardia, e Flaccadori come back up di ruolo. Evidentemente però il rientro di Bolmaro in piena forma ed anche la capacità di trattamento palla e l’esperienza di Causeur, hanno fatto pendere la bilancia verso questa soluzione tattica.
Difficile capire già adesso se si sia trattato di una bocciatura del play macedone, che, sebbene senza mai entusiasmare e togliere tutti i dubbi con i quali è stato accolto al suo approdo in Olimpia Milano, ha giocato praticamente tutte le partite di Eurolega eccetto alcune per infortunio, con un minutaggio di oltre 10 minuti e cifre ragionevoli (7.9 punti e 3.0 assist di media). Certamente si è trattato di una scelta coraggiosa, perché affrontare lo sprint finale in Eurolega presentandosi con un trattatore di palla in meno, chiamando raramente in causa Flaccadori, contro squadre che spesso hanno 3 o 4 portatori di palla affidabili, è certamente un rischio. Anche perché il Mannion di questa seconda parte della stagione dopo il suo arrivo a Milano è un pochino meno spumeggiante di quello arrivato fresco da Varese e che alla sua prima partita ha dominato il Real Madrid. Evidentemente coach Messina deve avere valutato favorevolmente il trade off con Brooks in termini offensivi, difensivi e d’atletismo, e soprattutto ci piace credere che abbia immaginato di potere avere un’arma molto importante usando Bolmaro da point guard.
Olimpia Milano, Bolmaro più da playmaker in questo finale di Eurolega
Sul piano tattico l’esclusione di Dimitrjevic a favore di Brooks potrebbe significare che l’Olimpia per questo finale di stagione accetti di rinunciare ad un playmaking puro per avere nel ruolo di back up di Mannion proprio Leandro Bolmaro, fisico, atletico, possibilità di difendere su 3 posizioni, persino rimbalzista e capace di spingere spesso la transizione, oltre che di essere un’arma letale in post basso contro giocatori quasi sempre più piccoli di lui fisicamente parlando. In assenza di fisicità sotto canestro senza Nebo da sempre e senza Gillespie, Milano sceglie di andare con più fisico, più dinamismo ed atletismo nel settore delle guardie, con il trio Bolmaro, Brooks, Causeur supportati da Shields e Tonut sul perimetro.
Ammesso e non concesso che la motivazione sia tattica, perché qualche dubbio sulla consistenza fisica, mentale e di determinazione del play macedone, nonostante in Eurolega le abbia giocate praticamente tutte ed in campionato la metà, con numeri onorevoli (fa eccezione il 24% da tre nella competizione europea). Perché rimane dopo quasi 7 mesi di stagione l’interrogativo che ha accompagnato l’arrivo di Dimitrjevic a Milano in estate: sarà un giocatore da Eurolega? Il pubblico di Milano nel post Chacho Rodriguez è stato spesso scottato nel ruolo, con la telenovela Pangos ed altre delusioni come Mitrou-Long. Di conseguenza il pubblico milanese certamente non vorrebbe ripartire di nuovo da zero in questo finale di stagione ed all’inizio della prossima.
Ci risulta difficile non andare su YouTube a rivedere la bella intervista che Basile fa ad Ettore Messina, nella quale ad un certo punto si descrive come un traduttore, che deve spiegare ai giocatori l’esigenza che debbono avere avere per poter giocare una competizione come l’Eurolega, che altrimenti ti mangia e ti espelle. E descrive benissimo le domande che molti si fanno su alcuni giocatori utilizzati poco e proprio totalmente dimenticati nelle rotazioni e persino nelle convocazioni, per i quali il pubblico afferma “poverino, non gioca mai”. Senza arrivare fino lì, preferiamo pensare che l’esclusione di Dimitrjevic a Belgrado (e vedremo cosa succederà martedì a Parigi dopo il forfait per influenza a Brescia) risponda ad una scelta tattica che abbiamo provato ad interpretare. Perché se invece dietro ci fossero i pensieri che così bene il coach milanese ha descritto a Basile, si tratterebbe forse di una bocciatura più importante che avrebbe un impatto sul finale di stagione (ricorderete Pangos persino fuori dalla lista playoffs LBA) e probabilmente sul futuro di Neno a Milano.

