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NBA, ora i Mavs sono preoccupati dall’effetto Harrison: il Gm in bilico?

di Michele Gibin
mavs nico harrison

Una vittoria contro i derelitti Washington Wizards non può bastare a frenare i rumors dopo una partenza di stagione così deludente, e i Dallas Mavs si ritrovano già al centro delle speculazioni tra roster e front office.

Dallas ha perso 4 partite di fila prima di battere gli Wizards sabato, peraltro in rimonta nel quarto periodo e dopo aver rischiato un’altra figuraccia. Ci sono voluti 30 punti di Naji Marshall a salvare la nave, in una partita giocata senza Anthony Davis, Klay Thompson e Dereck Lively II. Non un successo che possa sollevare il morale e infatti non è stato così.

A roster, la squadra attuale è giudicabile solo in parte. Davis ha disputato sole tre partite prima di fermarsi di nuovo per un infortunio, la stessa cosa per Dereck Lively II le cui condizioni fisiche stanno però diventando un caso. Kyrie Irving è e resterà out a lungo e il suo sostituto D’Angelo Russell non si è rivelato acquisto azzeccato e sta facendo fatica. Così come Cooper Flagg che è però in una situazione non semplice, e già oggi sotto una certa dose di pressione: i Mavs erano indicati persino come squadra da corsa per i playoffs diretti a Ovest mentre oggi sono in crisi di risultati.

Coach Jason Kidd ha provato a mescolare le carte nelle ultime uscite retrocedendo Klay Thompson in panchina, e sotto canestro è rientrato Daniel Gafford. Il centro ex Bulls e Wizards, tra le chiavi della corsa fino alle NBA Finals appena un anno e mezzo fa, avrebbe interesse sul mercato qualora i Mavericks decidessero di renderlo disponibile ma al momento, con le condizioni fisiche precarie (a essere gentili) di Davis e Lively II in Texas non possono permettersi di perderlo.

Quale peso dare invece ai rumors, citati da Marc Stein via SubStack, che vogliono la proprietà dei Mavs “preoccupata” per l’onda lunga della trade del gennaio scorso con cui Luka Doncic è stato ceduto ai Los Angeles Lakers, è difficile da stabilire. La famiglia Dumont, col rappresentate legale della squadra Patrick Dumont, sarebbero “preoccupati” dalla “crescente negatività” attorno al team causata anche in parte dalla presenza del Gm Nico Harrison. L’uomo che è visto come l’esecutore, colui che ha premuto il bottone della trade Doncic nel gennaio scorso.

Trade che come detto chiaramente dai diretti interessati, è stata chiusa col completo avallo e sostegno della proprietà. Per questo motivo non si capisce come i Dumont possano essere preoccupati ora di conseguenze facilmente prevedibili quanto decici di cedere una superstar amata dalla piazza, con cui i Mavs avevano appena raggiunto le NBA Finals, e che non aveva mai accennato alla possibilità di giocare altrove.

Scaricare Harrison – cosa che non dovrebbe comunque avvenire perlomeno a breve – potrebbe significare recidere ogni legame con la memoria di un evento di magnitudo con pochi precedenti nella storia della NBA per modi e clamore. E potrebbe servire a dare – per quanto triste da dire – un caprio espiatorio in pasto al pubblico e ai tifosi, e a rivitalizzare e togliere gli alibi alla squadra.

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