Con la brutta sconfitta dei Bucks contro gli Spurs dell’altro ieri, Milwaukee è ufficialmente fuori dalla post-season, per la prima volta dopo 9 anni. Si chiude dunque così la disastrosa stagione di Giannis e compagni. I Bucks, che già ad inizio anno si presentavano come una squadra peggiore rispetto alla passata stagione, si sono poi confermati tra le peggiori franchigie della lega. Non è però di questa idea invece Doc Rivers, che dopo la partita con San Antonio ha tratto le proprie personalissime opinioni sulla stagione. Stando infatti alle parole del coach di Milwaukee, gran parte del loro fallimento è passato per i numerosi infortuni.
“È deludente. Da quando sono arrivato qui non abbiamo mai avuto una rosa al completo e ci sono sempre mancati giocatori importanti” ha detto Rivers. “Avevamo bisogno di più giocatori in salute. Avevamo una rosa ridotta, lo sapevamo già prima dell’inizio della stagione e le cose non sono andate come speravamo.”
Sicuramente i Bucks quest’anno non sono stati fortunati con gli infortuni, con Giannis stesso spesso in infermeria. La realtà dei fatti però, con la quale la dirigenza di Milwaukee avrebbe dovuto fare i conti prima, è la bassa competitività del roster. Dopo un’intera estate segnata dalle voci di mercato legate ad Antetokounmpo, il front office aveva l’obbligo quantomeno di cercare di rendere il roster competitivo. Così non è stato, ed ora con ogni probabilità rischiano di perdere Giannis in estate.
La verità quindi è che non sono stati gli infortuni, ma il roster stesso ha impedito ai Bucks di provare ad andare ai playoffs. Perché, nonostante l’Est non sia super competitivo, il solo Antetokounmpo, circondato dai vari Turner, Portis e compagnia bella non ti portano fino in fondo. Ora ci vorrà una presa di coraggio da parte dei vertici della franchigia, per premere il pulsante di autodistruzione e ricominciare il rebuilding.
