La terza finestra di qualificazione al Mondiale FIBA 2027 si apre con delle convocazioni Italbasket diverse da quella che il pubblico italiano è abituato a vedere nelle grandi manifestazioni. La lista dei 17 convocati diramata da Luca Banchi per il raduno del 15 giugno a Roma porta con sé diverse novità, quattro esordi assoluti e un chiaro messaggio rivolto al futuro. Tuttavia, come spesso accade nelle finestre estive FIBA, a fare notizia sono anche le assenze.
Il commissario tecnico ha dovuto fare i conti con un mosaico complicato tra playoff ancora in corso, situazioni fisiche da monitorare e scelte di programmazione individuale. Il risultato è un gruppo giovane e sperimentale, nel quale trovano spazio profili emergenti come Lorenzo Bucarelli, Matteo Cavallero, Giovanni Emejuru e Luca Possamai, tutti alla prima chiamata in Nazionale maggiore.
Tra gli assenti, emergono nomi che negli ultimi anni hanno rappresentato una parte importante dell’ossatura azzurra, come Marco Spissu. Il playmaker sardo era stato uno dei punti di riferimento delle prime due finestre di qualificazione e continua a essere uno dei registi più affidabili del panorama italiano. La sua mancata presenza priva il gruppo di esperienza, leadership e conoscenza del sistema azzurro.
Assente anche Nico Mannion, probabilmente il nome tecnicamente più rilevante tra quelli non convocati. Dopo essere stato tra i protagonisti delle precedenti finestre, il playmaker dell’Olimpia Milano non figura nel gruppo che si radunerà a Roma. Una scelta che costringe Banchi a costruire una cabina di regia differente, affidandosi soprattutto a Tommaso Baldasso, Matteo Spagnolo e Matteo Librizzi.
Tra i veterani mancano inoltre Stefano Tonut, Diego Flaccadori, Giampaolo Ricci e Amedeo Tessitori, tutti giocatori che nelle ultime convocazioni avevano garantito solidità ed esperienza internazionale. Il loro forfait accentua ulteriormente il carattere sperimentale della squadra.
Le assenze non raccontano però soltanto indisponibilità, ma anche una precisa strategia. Banchi sembra voler sfruttare questa finestra per ampliare il bacino di giocatori pronti a vestire la maglia azzurra. Non è un caso che molti dei convocati abbiano partecipato ai mini-raduni organizzati durante l’anno e che diversi giovani siano stati monitorati nei mesi scorsi. In quest’ottica, la lista di giugno appare meno come una fotografia dell’Italbasket migliore possibile e più come un laboratorio. L’obiettivo immediato resta quello di affrontare Islanda e Lituania con una squadra competitiva, ma la sensazione è che il vero lavoro sia rivolto al medio termine: allargare le rotazioni, creare nuove opzioni e preparare la Nazionale del futuro.
Per questo motivo, più che i nomi presenti, sono quelli assenti a spiegare il senso della convocazione. La terza finestra delle qualificazioni mondiali rappresenta infatti un passaggio di transizione, nel quale l’Italia cerca nuove risorse senza poter contare su buona parte del proprio nucleo storico. Sarà proprio la risposta dei debuttanti e dei giocatori meno utilizzati finora a dire quanto profonda sia realmente la base del movimento azzurro.
