Home Lega Basket AReyer Venezia 26-27 sarà ancora protagonista? L’analisi del roster

Reyer Venezia 26-27 sarà ancora protagonista? L’analisi del roster

di Andrea Grosso

Le finali scudetto in Serie A, con una serie di statistiche altisonanti, e gli ottavi di finale di Eurocup maturati la scorsa stagione hanno sancito la riscossa che la Reyer Venezia necessitava di incassare. Perché parliamoci chiaro: la formazione orogranata, che è considerata una delle squadre più forti sia del campionato italiano che della seconda competizione europea, era qualche anno che faticava a portare a casa obiettivi di rilievo.
E’ quindi dai risultati ottenuti nell’ultima annata che deve ripartire la Reyer Venezia 2026-2027. I lagunari da dovranno da un lato confermarsi nel ruolo di “terzo incomodo” tra Olimpia Milano e Virtus Bologna, mentre nel panorama europeo l’obiettivo non può che essere quello di approdare alle fasi finali dell’EuroCup. Per raggiungere questi traguardi la società fondata nel 1925 è andata nella direzione della semi-continuità: alla conferma di pedine-chiave del gruppo si è affiancata un’attenta selezione di giocatori talentuosi che non solo coprono le uscite, ma tracciano anche una linea chiara a livello di caratteristiche tecniche.

Roster Reyer Venezia 2026-2027

  • Playmaker: Ky Bowman (confermato), Giovanni De Nicolao (confermato), Glinn Watson Jr (ASVEL)
  • Guardie: Leonardo Candi (confermato), Erick Green (Cantù), Sir’Jabari Rice (Andorra)
  • Ali piccole: Sasha Grant (Cremona), Octavio Maretto (Pesaro), Jordan Parks (confermato)
  • Ali grandi: Giga Janelidze (confermato), Louis Olinde (Manresa), Kyle Wiltjer (confermato)
  • Centri: Enoch Boakye (Charleroi), Amedeo Tessitori (confermato)

Al comando delle operazioni ci sarà poi il confermatissimo coach Neven Spahija, giunto ormai al suo quarto anno consecutivo da head coach della formazione orogranata.

Punti forti e punti deboli del roster della Reyer Venezia 2025-2026

Il roster lagunare ufficializzato per questa nuova stagione ha una parola-chiave: versatilità. Sono diverse infatti le pedine in mano a coach Spahija che non solo possono rivestire più di un ruolo, ma possono dare un solido contributo sui tutti gli aspetti fondamentali: punti, rimbalzi, assist e difesa (non in ordine di importanza). A livello realizzativo nello specifico i lagunari possono vantare soluzioni di diverso tipo, sia tra i piccoli che tra i lunghi: dal tiro da tre punti all’attacco in penetrazione, passando per giocate in pick&roll e pick&pop, e chiudendo con transizioni veloci. Insomma, gli schemi e le opzioni a livello offensivo di certo non mancano.

Proprio in merito a quest’ultimo aspetto ci sono due situazioni da mettere in luce. La prima è il duo formato dalle new entry Watson e Rice, che per caratteristiche si annuncia scoppiettante: giocatori rapidi, in grado sia di colpire in prima persona che di mettere in ritmo i compagni. L’unico problema è che il recente infortunio di Rice rimanda a tempo – attualmente – indeterminato questo scenario, anche se al posto dell’ex Andorra si può proporre tranquillamente Green (ultima firma della Reyer volta principalmente a coprire l’assenza di Rice).
La seconda è la figura di Boakye. Per tipologia di gioco e impatto sotto le plance il candese classe 2003 può essere accostato ad un connazionale che un paio di anni fa ha fatto innamorare veneziani, ovvero Kabengele. Al netto della mancanza di pericolosità al di fuori del pitturato, l’ex Charleroi può risultare devastante in situazioni di pick&roll: blocco granitico e buona rollata possono garantire punti diretti oppure il collasso della difesa con conseguente apertura di spazi perimetrali. A livello difensivo può invece rappresentare un ottimo rim protector, sulla scia di quanto fatto anche da Horton lo scorso anno.

Atletismo e fisicità sono altre due caratteristiche che fungono da minimo comune denominatore di questo gruppo, che risultano fondamentali non solo per la fase offensiva ma soprattutto per quella difensiva. Buona copertura del ferro e braccia rapide saranno fondamentali per evitare meno seconde occasioni possibile ai propri avversari e sfruttare ripartenze veloci per rubare punti in contropiede o in transizione.

La Reyer Venezia 2026-2027 non sembra avere, almeno per il momento, evidenti punti deboli. Certo, con metà gruppo ricostruito sarà fondamentale instaurare subito una forte chimica e trovare nel più breve tempo possibile le giuste misure su ambo le metà campo, considerando anche per diverse new entry si tratta della prima esperienza in Italia. Coach Spahija sarà poi chiamato a trovare le giuste combinazioni nei quintetti e ad azzeccare le scelte tattiche per valorizzare al meglio tutte le pedine a disposizione.
Gli orogranata sembrano essere coperti su tutti i ruoli e avere tutte le carte in regola per trovare i risultati che cercano, ma sarà fondamentale partire subito con il piede giusto per evitare rincorse dispendiose nella seconda parte di stagione.

Le ambizioni e gli obiettivi stagionali

L’imperativo per la Reyer Venezia 2026-2027 lo abbiamo di fatto anticipato al termine del primo paragrafo. Nel panorama nazionale l’ambizione è quella di confermarsi elemento disgiuntivo del binomio Olimpia-Virtus, mettendo nel mirino la top3 al termine della regular season (per assicurarsi fattore campo ed evitare insidie al primo turno) e successivamente lo scudetto. Allargando la visione al contesto continentale, per gli orogranata il mero passaggio alla seconda fase dell’EuroCup, e quindi di fatto agli ottavi di finale, può essere considerato solo il minimo sindacale (senza nulla togliere alle concorrenti). Per la truppa agli ordini di coach Spahija l’ambizione non può che essere quella di chiudere tra le migliori quattro squadre della competizione, raggiungendo quindi le semifinali.

Il tutto condito da una ricerca di costanza a livello di risultati, eliminando quindi il fattore rollercoaster che ha caratterizzato l’andamento della squadra lagunare nelle ultime stagioni.

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