A 48 ore di distanza da gara-3, Reyer Venezia e Olimpia Milano tornano a calcare il parquet del Taliercio per il quarto atto delle Finali Scudetto 2025-26.
Dopo il dominio biancorosso nei primi due episodi della serie, l’aria lagunare ha giovato agli orogranata, che di fronte al pubblico amico hanno annullato il primo match point a Brooks e soci e accorciato le distanze sul 2-1. Gli uomini di Spahija non sono però nella posizione di rilassarsi, considerando che anche questa sera non sono ammessi errori se vogliono rimandare tutto alla decisiva gara-5.
Reyer Venezia 72-86 Olimpia Milano: l’analisi di gara-4
L’Olimpia Milano non delude. Conquista di forza gara-4 stendendo una stoica Reyer Venezia e conquista il 32° scudetto della propria storia. Una vittoria sudata, tutt’altro che scontata. Al massimo prevedibile. Un successo ottenuto dai biancorossi facendo pesare tutto il talento e la superiorità della propria squadra.
Ad essere decisiva è ancora la ripresa, dove stavolta Venezia non riesce a sfondare. Anzi, è costretta a subire. L’Olimpia, a differenza di quanto visto in gara-3, alza il livello difensivo e in attacco colpisce senza pietà trascinata da Brooks e Shields (autori di 17 die 23 punti totali di squadra del terzo quarto). Dopo un paio di prove tecniche di fuga, dal 54-52 Milano trova un parziale di 14-4 che la porta all’alba degli ultimi 10′ di gioco sul +12.
L’ultimo quarto è tutto meno che pura gestione, con la Reyer che prova a rientrare in tutti i modi. Nel momento più critico entra in scena uno dei giocatori che si era visto meno, e che aveva anche deluso: Marko Guduric. Il serbo trova canestri pesantissimi, sia dall’arco che dalla lunetta, permettendo ai compagni di rimanere sui tre possessi di vantaggio. Entrati negli ultimi 3′ di partita avvengono le giocate che chiudono i conti: tripla di Ellis (altro giocatore tutt’altro che in luce fino a quel momento) per il +11 e successivo 0/2 ai liberi di un generosissimo Tessitori. Game, set and match.
Nel successo dei biancorossi pesa tantissimo la lotta a rimbalzo. L’Olimpia non solo si porta a casa il duello sotto le plance per 42 a 35, ma con i 17 rimbalzi offensivi conquistati si crea tantissime seconde occasioni e toglie il contropiede a Venezia. Nel terzo atto infatti i lagunari avevano creato il break decisivo accelerando il ritmo e trovando svariati canestri in ripartenza o con rapide transizioni. Ottime anche le % al tiro per la truppa di coach Poeta, che trova il fondo della retina con costanza sopra il 50% da due e il 33% dall’arco (sbagliando comunque un po’ troppi tiri aperti). Altro dato significativo è quello delle palle perse: un problema nei primi due quarti (9) a cui è stata trovata una soluzione nella seconda, e decisiva, metà di gara (5).
Al di là della fase offensiva però, la differenza l’ha fatta una ritrovata energia difensiva. Nel momento clou Milano ha alzato il livello e concesso poco ai propri avversari: 32 i punti subiti complessivamente negli ultimi 20′, 8 in meno di quelli presi nella prima parte di gara e 27 in meno di quelli patiti nella stessa finestra temporale in gara-3.
Dall’altro lato troviamo una Reyer che è stata tutt’altro che vittima sacrificale. Gli orogranata, al di là dei primi due atti della serie, hanno venduto carissima la pelle e hanno costretto l’Olimpia a dare il massimo per evitare di a doversi giocare lo scudetto in una decisiva gara-5. Se sulla carta la superiorità dei biancorossi non era in discussione, il cuore e la grinta dei lagunari hanno appiattito il gap, regalando due partite di grandissima intensità e spettacolo.
In questo quarto atto i padroni di casa non sono riusciti a replicare quanto fatto 48 ore fa, rimanendo comunque in partita fino a 3′ dalla conclusione. Pesano come un macigno i troppi rimbalzi offensivi concessi, così come i troppi errori da dentro l’arco (42% da due). In generale Venezia non trova mai continuità a livello realizzativo, vedendo calare le proprie percentuali con il passare dei minuti. E questa volta il duo Tessitori-Cole non basta a trascinare i compagni.
A livello difensivo gli uomini di Spahija giocano comunque una solida partita, costringendo gli avversari a dover dar fondo a tutto il proprio talento per trovare il fondo della retina. Onore quindi agli orogranata, che chiudono sicuramente a testa alta.
Il tabellino del match
Parziali: 20-19; 20-26; 16-23; 16-18;
Totali: 20-19; 40-45; 56-68; 72-86;
Reyer Venezia: Tessitori* 15, Cole* 17, Horton 2, Lever NE, De Nicolao, Candi 2, Bowman* 12, Wheatle 6, Nikolic NE, Parks* 10, Wiltjer* 8, Valentine. Rimbalzi: Tessitori 10. Assist: Cole 5. Coach: Spahija
Olimpia Milano: Mannion 3, Ellis* 9, Tonut NE, Bolmaro 4, Brooks* 15, Leday* 9, Ricci 4, Flaccadori NE, Guduric 15, Diop 5, Shields* 12, Nebo* 10. Rimbalzi: Nebo 8. Assist: Ellis 5. Coach: Poeta





