È stato un quarto di finale elettrizzante quello giocato tra Italia e Lituania a Lille. Due nazionali che hanno combattuto su ogni pallone a viso aperto, senza paura e con tanta voglia di vincere e di dimostrare la propria forza, il proprio modo di intendere il basket.
Partenza subito forte dei lituani che tra P&R centrali e il dominio fisico tipico del loro modo di giocare, si portano subito avanti ma l’Italia c’è e risponde con le triple pesanti di Belinelli e Gallinari. Partita sempre in bilico, nonostante l’Italia prova a fuggire ad inizio secondo-quarto, seguita subito da uno sprint della Lituania che viene prontamente fermato dalla classe operaia rappresentata da Aradori-Cusin-Melli. Una partita vera, di quelle in cui il fisico si fa sentire, una partita che doveva vedere un netto predominio lituano sui rimbalzi, cosa che sostanzialmente poi non è avvenuta.
Merito del grande sacrificio messo in campo dagli azzurri, dei significativi rimbalzi in attacco recuperati e degli attenti tagliafuori praticati da Bargnani e Gallinari sui temibili lunghi lituani. Una partita tiratissima che ha visto la Lituania verso la via del successo a 4 minuti dalla fine con un vantaggio di +6, prontamente ed eroicamente arginata dal rientro azzurro rappresentato dalle giocate difensive di Gentile e Bargnani su tutti (si veda l’ultimo attacco lituano) e dall’inarginabile Gallinari, un po’ meno coinvolto nell’attacco italiano rispetto alle altre partite del torneo, ma comunque fondamentale nell’ultimo quarto di gioco, dove trova contatti pesantissimi che lo mandavano con costanza in lunetta, fino al tiro in precario equilibrio che riporta la situazione in parità, sul 79-79.
All’overtime, però, è dominio lituano: l’Italia ha finito la benzina e si vede. Troppi i palloni persi, frutto per lo più di scarsa lucidità e carenza di idee, la Lituania ne approfitta e a piccoli passi, tra la prepotenza fisica e tecnica di Valanciunas, autore di una doppia-doppia da 26 punti e 15 rimbalzi, e la tripla decisiva firmata da Jankunas, mandano a monte i sogni di gloria italiani: finisce 95-85 per la Lituania ma l’Italia ha una grande sensazione di amarezza.
Amarezza che non deriva da una sensazione del tipo “si poteva fare di più” bensì è figlia della consapevolezza che questa Italia poteva essere tranquillamente presente tra le migliori 4 d’Europa, perché si può stare qui a criticare gli errori difensivi vicino a canestro, si può star qui ad elencare gli errori dei singoli all’infinito ma si può star qui, però, e fare gli applausi a questa nazionale, a questo gruppo di ragazzi unito, solido, compattatosi superando le difficoltà dovute ad un inizio di Europeo non semplice e alla perdita del proprio capitano, Gigi Datome. Un gruppo che è cresciuto di giorno in giorno, di partita in partita, sacrificandosi l’uno per l’altro, lottando su ogni pallone, su ogni limite individuale e collettivo, nella speranza di regalare a se stessi e all’Italia intera una gioia indescrivibile per i tifosi e indecifrabile per il movimento di basket italiano.
Purtroppo, però, non sempre i sogni riescono a diventare realtà, bisogna essere coscienti anche di questo. Questi ragazzi però ci hanno provato con tutto ciò che avevano dentro e per questo non potranno essere mai criticati. Onore agli avversari ma onore anche e soprattutto a questa Italia, nella speranza che questa magnifica spedizione europea sia servita ad aprire gli occhi ad un popolo troppo accecato dalla luce calcistica: il basket c’è ed è un movimento in costante crescita sul territorio italiano. La speranza è quella che i sacrifici di oggi servano a sviluppare un’idea di basket anche a livello italiano, ce lo meritiamo un po’ tutti.
Ad ogni modo, l’avventura non è ancora finita: c’è una qualificazione al Pre-Olimpico da raggiungere già domani contro la Repubblica Ceca. Adesso non ci resta che staccare la spina, non pensare alla cocente delusione patita e rimboccarsi le maniche per tornare a tifare nuovamente, tutti insieme, questa volta con una nuova missione: sorprendere il mondo intero a Rio 2016.
Per NBAPassion,
Mario Tomaino (@Mariot_22 on Twitter)


