Amici di Serie A Beko passion, inauguriamo oggi questa nuova rubrica di approfondimento sui giovani italiani più interessanti del torneo di Serie A, daremo spazio a quei ragazzi che tra qualche anno potranno essere protagonisti non solo del primo campionato ma soprattutto della nazionale. Mettetevi comodi, oggi parliamo di Stefano Tonut.
Negli ultimi anni la pallacanestro mondiale è ricca di storie di padri e figli che hanno avuto successo nel mondo professionistico, pensate a Joe “Jellybean” Bryant e al figlio, un ragazzotto chiamato con il nome di una bistecca giapponese che chiuderà la carriera “solo” come seconda migliore guardia della storia NBA. Sempre restando negli States ci sarebbe da menzionare anche un certo Steph Curry, mvp della scorsa stagione regolare e campione con i suoi Warriors, figlio di Dell mortifero tiratore da tre punti nella lega degli anni 90. Pensate a Dino Meneghin e al figlio Andrea, il primo vero e proprio monumento della storia della pallacanestro italica, il secondo se giocasse oggi avrebbe un ruolo importante in qualunque franchigia NBA. Ci sono poi i casi di Vittorio e Danilo Gallinari, dei fratelli Gentile e del padre Nando e di Amedeo e Carlo Della Valle.
Nelle ultime stagioni di Legadue gold un ragazzo classe ’93 si è messo in mostra giocando a Trieste, Stefano Tonut, se “questo nome non vi è nuovo” per dirlo alla Totò, probabilmente è perché vi ricorderete di Alberto Tonut, giocatore simbolo della Livorno che arrivò in finale contro Milano nella stagione 88-89 e che perse lo scudetto solo negli ultimi secondi di gara 5, con l’annullamento del canestro decisivo. Alberto, ala di 202 cm, fece parte della spedizione vincente della nazionale agli europei di Nantes ’83 e vinse anche un oro ai Giochi del Mediterraneo del ’93.
Tonut jr. si appresta ad iniziare il suo primo campionato di Serie A con la maglia della Reyer Venezia di coach Carlo Recalcati, Stefano è una guardia di 194 cm che può giocare anche playmaker, ha una grande capacità di giocare in uno contro uno, sa superare il proprio marcatore e riesce spesso a servire i compagni appostati sull’arco dei tre punti. Nonostante sia pericoloso soprattutto in penetrazione grazie alla velocità e alla capacità di reggere i contatti e restare in equilibrio, Stefano negli ultimi anni è migliorato molto anche nei tiri dalla media e lunga distanza. Nel campionato appena trascorso è stato il quarto marcatore del campionato di Serie A2 gold (primo tra gli italiani) a 19,2 punti di media conditi da 4 rimbalzi, 2,4 assistenze e 2 palle rubate a partita (terzo della lega). Da sottolineare è la crescita costante che questo ragazzo ha avuto nel corso delle ultime stagioni, diventando uno dei leader di Trieste nell’ultima stagione conclusasi al secondo turno dei play-off. Il dato che è indicativo della voglia di lavorare sui propri limiti è la percentuale nel tiro da tre punti, se nella stagione 2013/2014 Tonut tirava con il 32,4%, in questa stagione ha raggiunto il 36,1%, inoltre c’è da considerare che quest’anno ha preso 316 tiri da tre punti contro i 142 della stagione precedente.
Ovviamente il livello delle squadre di A2 gold è inferiore rispetto alla Serie A, e adattarsi ad una realtà di vertice come quella della Reyer non sarà semplice, il livello fisico salirà e anche la pressione nel dover essere produttivi dalla panchina avendo meno libertà rispetto agli anni di Trieste. L’altra faccia della medaglia però riguarda la possibilità di essere allenati da un vincente come Carlo Recalcati, gestore di risorse umane che in molte grandi aziende si sognano, in più l’esempio di un campione come Thomas Ress e di fuoriclasse come Phil Goss e Mike Green, non potranno che aiutare Tonut nella sua crescita fuori e dentro il campo del palazzetto “Taliercio”. Dopotutto la voglia di migliorare e di confrontarsi con i migliori non sembra mancare a questo ragazzo che in aprile in un’interessante intervista rilasciata a Claudio Pea (http://www.claudiopea.it/alberto-stefano-tonut/ qui il link) dichiarava che avrebbe voluto confrontarsi con Amedeo Della Valle e Michele Vitali (due tra i migliori coetanei) per guadagnarsi un posto agli europei di quest’anno.
Se la voglia e la passione di Tonut jr. resteranno le stesse, a Venezia quest’anno migliorerà ancora e chissà che non possa aiutare la nazionale a tornare a quei giochi olimpici che mancano dalle “notti magiche” di Atene 2004.
Per Nba Passion
Francesco Fevola

