Mavs, prime due sconfitte in preseason

di Davide Bomben

La preseason è finalmente arrivata anche in casa Dallas, ma portando nelle due prime partite solo amare sconfitte.

Nella prima apparizione stagionale, avvenuta nella notte italiana tra il 5 e il 6 ottobre, i Mavericks si sono imbattuti contro Denver e la sua settima scelta dell’ultimo draft (Emmanuel Mudiay) con una squadra rimaneggiata, a causa dei vari infortuni che l’hanno colpita ( Matthews con lo strappo del tendine d’Achille, il centro tunisino Mejri con una frattura al perone della gamba sinistra, JaVale per la frattura da stress alla tibia sinistra, Parsons alle prese con la riabilitazione post chirurgica in riferimento all’operazione subita al ginocchio destro, la distorsione al gomito sinistro che ha colpito il sophomore Dwight Powell e la distorsione al polpaccio sinistro per Deron Williams, oltre al riposo per l’eterno Dirk)

Nonostante quindi l’infermeria piena e una forza di volontà d’animo non indifferente, i texani si sono dovuti arrendere a Denver con un mesto 96 – 86 e con il rookie Mudiay, che in 31 minuti e spiccioli ha collezionato qualcosa come 17 punti, 5 rimbalzi e una palla recuperata, è diventato il top scorer della serata ( per il Gallo solo 7 punti, 6 rimbalzi e 5 assist in 26 minuti).

“Voglio dire, abbiamo fatto molto in allenamento, ma è tutta un’altra cosa quando giochi contro una squadra vera. Ti dà un aspetto diverso su come lavori e su cosa potresti migliorare. Penso che stasera si stata una buona partita” ha commentato Harris ai microfoni di NBA.com

Con il quintetto base guidato da Felton, Jenkins, il rookie Anderson, con Villanueva da 4 e Pachulia da big man, i Mavs avevano intenzione di partire subito forte con tiri piazzati da dietro l’arco, per poter fuggire nel punteggio sin dal primo quarto. Dopo un impietoso 7 su 24, Carlisle decise di aggiustare un po’ il tiro, facendo entrare dalla panchina Harris coadiuvato da Samuel Dalambert e Ndour.

Nonostante ciò, i Mavericks non sono mai riusciti a recuperare lo strappo iniziale, seppur appoggiandosi per il resto dei due quarti a Harris e Villanueva.

Charlie Villanueva

Charlie Villanueva

“Sai, noi conosciamo quello che Charlie (Villanueva n.d.r.) può fare e ho cercato di attirare su di me l’attenzione lasciando lui libero, ha fatto un buon lavoro sul perimetro e sul cercare spaziature; ripeto, penso che questa sera abbiamo giocato bene. In difesa non siamo male, siamo in grado di ottenere qualcosa di meglio e siamo solo all’inizio” ha alla fine dichiarato Harris.

“Abbiamo avuto meno turnover rispetto a loro (Denver, n.d.r.)” – ha aggiunto coach Carlisle“ Ci sono state anche alcune note positive. Ho pensato, per la maggior parte del tempo, che la nostra energia fosse buona e che avessimo bisogno di far giocar pochi minuti ai nostri giocatori chiave. È stata una partita buona, non ottima.”

Dopo queste parole che potevano almeno non far disperare i Mavs, ci hanno pensato i “razzi” di Houston a far abbassare gli occhi ai tifosi di Dallas nel back – to – back di mercoledì notte.

109 a 82 segna il tabellone alla fine dei 48 minuti, con Houston perennemente in vantaggio, senza mai lasciare speranze di un possibile aggancio (parziali dei quarti, sempre a vantaggio Houston: 34 – 23, 33 – 24, 24 – 22, 18 – 13) e continuando a giocare in scioltezza da quando aveva terminato i giochi nei precedenti Playoff.

Quintetto leggermente diverso, quello schierato dai Mavs, rispetto all’incontro contro le “pepite”, con Dalembert al posto di Pachuliadifendere il ferro; ma seppur non ci fosse Dwight Howard, ci ha pensato bene il Barba, James Harden ai più, a far ammattire l’intera difesa dei Mavericks, seppur l’ingresso di J.J. Barea ha provato a scuotere la squadra come Harris contro Denver.

 

James Harden alle prese con il rookie Anderson

James Harden alle prese con il rookie Anderson

Abbiamo molto lavoro da fare” – ha commentato coach Carlisle – “i ragazzi che sono fuori, stanno lavorando duro e abbiamo avuto modo che dobbiamo fare di più; dove siamo indietro è il star bene fisicamente con giocate sagge e non c’era niente che non ci aspettavamo: abbiamo giocato come una buona squadra ma loro sono stati migliori.”

“Penso che abbiamo giocato tutti al meglio” – ha risposto Jenkins“non troppe persone sono rimaste sedute contro Denver e contro Harden stasera. È una grande sfida, specialmente per noi giovani, giocare molti minuti in preseason.”

Jenkins

Jenkins

Ha concluso alla fine un amareggiato Carlisle: “Nel secondo tempo abbiam giocato meglio, stavamo giocando a un livello veramente competitivo con Harden fuori dal campo. Mi piace come abbiamo giocato nel secondo tempo… Diamine, molto meglio del primo!”

I Mavericks affronteranno martedì prossimo gli Oklahoma City Thunder, sperando che le prime due partite siano servite da lezione e che si possano correggere in corsa le letture difensive e gli aiuti nella metà campo offensiva

Per NBA Passion

@DavideBomben

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