Dennis Rodman nasce a Trenton, New Jersey, il 13 maggio 1961. Secondo di tre figli, Dennis cresce senza la presenza del padre, pilota reduce del Vietnam che ha abbandonato lui la madre e le sue due sorelle. Soprannominato The Worm sin da piccolo, per il modo in cui si dimenava, non sembra inizialmente portato per il gioco del basket, ma la crescita improvvisa di circa 20 centimetri subito dopo la fine dell’ultimo anno di high school gli permette di trovare posto in una squadra di un piccolo college per chi come lui non ha buoni voti.
Viste le sue buone prestazioni, viene notato dalla Southeastern Oklahoma State University, scuola che prende parte al NAIA(National Association of Intercolegiate Athletics), torneo nel quale Dennis si mette in luce venendo nominato per tre volte NAIA All-American. Grazie a queste buone stagioni, Rodman viene invitato nell’estate del 1986 al torneo pre draft di Portsmouth con i migliori collegiali della stagione. Anche qui dimostra tutte le sue doti dominando la partita, meritandosi una chiamata al draft, la numero 27 del secondo giro posseduta dai Detroit Pistons. In maglia Pistons si guadagna subito la fiducia dei compagni e soprattutto quella di coach Chuck Daly, il quale diventa per Rodman il padre che non ha mai avuto.

Dennis Rodman in maglia Pistons
Dennis gioca come ala piccola e sin dal primo allenamento mostra grande applicazione e dedizione:non è un giocatore che tira molto, anzi la sua dote principale è quella di rimbalzista. Con i Bad Boys di Detroit Rodman arriva subito in finale di Conference alla sua prima stagione in NBA, venendo sconfitti dai Boston Celtics di Larry Bird. Nella stagione successiva la squadra migliora grazie anche all’apporto difensivo di Dennis arrivando nuovamente in finale di conference dove trovarono ancora i Celtics, battuti stavolta per 4-2. Tra i Pistons e il loro primo titolo si mettono in mezzo i Los Angeles Lakers di Magic Johnson e Kareem Abdul-Jabbar: la serie si protrae fino a gara 7 dove sono i gialloviola a spuntarla. L’appuntamento con la vittoria è soltanto rimandato i una stagione, infatti nel 1989 i Pistons vincono il loro primo titolo grazie anche alle grandi doti difensive di Rodman precedentemente nominato difensore dell’anno. Il copione si ripete anche nella stagione successiva, Detroit campione NBA e Dennis miglior difensore della stagione.
Nelle stagioni successive la scena del basket viene letteralmente dominata dai Chicago Bulls di Michael Jordan in grado di annullare i Bad Boys, ma Rodman continua la sua ascesa come difensore rimbalzista e nel 1992 vince il premio come miglior rimbalzista della stagione, il primo di 7 consecutivi. Nella stagione 1993-94 i Detroit Pistons decisero di cederlo ai San Antonio Spurs in cambio di Sean Elliot, tale decisione venne presa dopo che il giocatore venne trovato nel parcheggio della squadra con un fucile carico. In Texas restò però soltanto due anni in quanto lo stile di vita adottato dal giocatore al di fuori dal campo andava in contrasto con la cultura Spurs, che decisero di scambiarlo al termine della seconda stagione con i Chicago Bulls.

Dennis Rodman, Scottie Pippen e Michael Jordan
Nonostante la discutibile vita al di fuori del parquet, in campo Rodman resta uno dei migliori difensori e rimbalzisti della lega, e grazie anche al ritorno di Michael Jordan e alla presenza di Scottie Pippen, i Bulls vincono il titolo per tre anni di seguito, diventando una delle squadre migliori di sempre. Al termine della terza stagione con il ritiro di Jordan i bulls vennero completamente smantellati, per provare una rifondazione vista l’età avanzata di parte della squadra, e quella fu in pratica la fine di Dennis Rodman come giocatore NBA, nonostante provò nei due anni successivi l’avventura con i Los Angeles Lakers prima e con i Dallas Mavericks poi, giocando un totale di 35 partite tra il 1999 e il 2000. Negli anni successivi giocò qualche partita con diverse squadre minori prima di provare la carriera di allenatore che finì praticamente subito. Recentemente, dopo l’esonero di Derek Fisher come allenatore dei New York Knicks Rodman si è offerto a Phil Jackson come possibile allenatore della squadra, senza però riuscire a convincere il suo ex allenatore ai tempi dei Bulls.

Hulk Hogan e Dennis Rodman sul ring della WCW
Come detto la vita extra basket di Rodman fu decisamente movimentata, dopo l’episodio del parcheggio di Detroit dichiarò di aver ucciso il vecchio Dennis come riportato nella sua biografia qualche anno dopo: “Quella notte ho deciso che invece di uccidermi, avrei ucciso l’impostore che aveva portato Rodman in un posto dove non voleva andare. Mi sono detto io vivrò la mia vita nel modo che voglio e sarò felice di farlo.” Durante la sua permanenza a San Antonio intraprese una relazione con la cantante Madonna, e per colpa del suo particolare comportamento venne, come detto, allontanato dalla squadra. Negli anni di Chicago molto famose furono le feste da lui organizzate, a centinaia accorrevano al Crobar di Chicago dove era solito organizzare svariati eventi. Il picco però fu raggiunto quando durante le Finals del 1998 contro i Jazz di Stockton e Malone decise di allontanarsi dalla squadra alla vigilia di gara 4 per entrare nel ring della WCW col nome di Rodzilla. Nonostante questi suoi atteggiamenti Rodman resterà nella storia della NBA come uno dei migliori difensori e rimbalzisti di sempre, con ben 5 anelli, due premi come miglior difensore e 7 come miglior rimbalzista della lega.

