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Pelicans, la scelta 4 potrebbe essere scambiata, sia per salire che per scendere nel tabellone

I New Orleans Pelicans hanno ottenuto, nell’ambito dell’affare Anthony Davis, tra le altre, la scelta numero 4 al Draft di quest’anno dei Los Angeles Lakers. Forti già della prima scelta, ottenuta con una pesca alla Lotteria molto fortunata, potrebbero puntare a sfruttare quella dei Lakers per muoversi nel tabellone. Non è infatti da escludere che questa potrebbe essere scambiata dal front office diretto da David Griffin durante la notte delle scelte.

Resta tuttavia da capire se verrà spedita ai Memphis Grizzlies per arrivare alla loro seconda scelta o verrà intavolato un affare con qualche franchigia che voglia risalire la china dell’ordine di scelta.

Scelta 4 ai Grizzlies e Barrett ai Pelicans?

Secondo Marc Berman, del New York Post, il primo scenario sarebbe il più probabile. I Pelicans avrebbero infatti a disposizione le tre prime scelte acquisite dall’affare appena concluso con la franchigia gialloviola di Los Angeles, oltre ai giovani giocatori appena accasati alla corte di Coach Alvin Gentry. Questi assetti potrebbero comporre il pacchetto giusto per convincere Memphis a lasciare la sua seconda e accontentarsi della scelta 4 dei Pelicans.

Qualora questo scenario si realizzasse, New Orleans selezionerebbe con ogni probabilità RJ Barrett, amico e compagno di Zion Williamson al college, presso Duke. Che Zion sarà selezionato con la prima scelta è indubbio, mentre un’eventuale chiamata dell’ex compagno di squadra alla numero 2 cambierebbe i piani dei New York Knicks, detentori della terza scelta.

Ad oggi, infatti, il giocatore destinato ad essere scelto dai Grizzlies sembrerebbe Ja Morant, e ciò consegnerebbe Barrett alle disponibilità della franchigia della Grande Mela. Qualora, tuttavia, i rumors sopracitati si confermassero con una cosiddetta “trade up” dei Pelicans, a New York non si strapperebbero i capelli. La squadra di Coach David Fizdale, infatti, non avrebbe problemi a chiamare proprio Morant con la scelta numero 3, qualora Barrett non dovesse essere disponibile. Sempre secondo quanto riportato da Marc Berman.

Suns e Bulls puntano alla quarta scelta

Se da una parte i Pelicans vorrebbero sfruttare la scelta 4 per muoversi verso l’alto nel tabellone dunque, dall’altra c’è chi vorrebbe portarli a muoversi verso il basso. Phoenix Suns e Chicago Bulls sarebbero le potenziali acquirenti, secondo Fletcher Mackel di WSDU. Le due franchigie possono vantare, ad oggi, rispettivamente la scelta numero 6 e numero 7. Per arrivare a quella di New Orleans potrebbero compiere un’operazione simile a quella avvenuta tra Dallas Mavericks e Atlanta Hawks durante il Draft dello scorso anno.

Sarebbero infatti pronte a spedire la loro scelta di quest’anno ed un’altra protetta per il 2020 in cambio della numero 4. Entrambe le squadre sono alla disperata ricerca di una pointguard titolare, e selezionando con una scelta così alta avrebbero la certezza di poter agguantare Darius Garland, che, dopo Ja Morant, si presenta come il migliore in quel ruolo nella classe del 2019.

Ad oggi, David Griffin e i suoi sarebbero nel mezzo di accurate valutazioni, e non sembrano filtrare certezze riguardo le loro mosse relative alla notte delle scelte. Probabilmente non resta altro da fare se non aspettare che il 20 giugno si riveleranno tutte le carte, dando il via ad una off-season che si annuncia scoppiettante.

“I’ll Show You”, Derrick Rose si racconta dagli esordi con i Bulls alla rinascita

derrick rose
Nella stagione della rinascita, Derrick Rose decide di scrivere la sua autobiografia, “I’ll Show You”, scritto a quattro mani con Sam Smith e che uscirà a settembre.

Quella del numero 25 dei T’Wolves è una lunga storia e piena di emozioni contrastanti e colpi di scena.

Approdato ai Bulls come profeta in patria (prima scelta assoluta del draft NBA 2008), a fine stagione Rose vince il premio di rookie dell’anno. Nel 2011 diventa il giocatore più giovane di sempre a vincere il premio di MVP della regular season (a soli 22 anni e 6 mesi), stagione in cui raggiunge assieme ai suoi Bulls la finale della Eastern Conference contro i Miami Heat del trio James-Bosh-Wade).

In gara 1 del primo turno di playoffs della stagione successiva contro i Sixers, il tristemente noto infortunio, prima tappa di un calvario finito solo quest’anno.

derrick rose

Rose salta l’intera annata 2012\13, ed in quella successiva gioca poco più di un mese. Una volta rimesso il piede su un parquet di gioco, Derrick non riesce più a garantire continuità di prestazioni ed a sfoderare quel talento che aveva dimostrato negli anni  pre-infortunio. Con la canotta dei Bulls, D-Rose disputa ancora due stagioni a singhiozzo (diverse le partite saltate ovviamente per infortunio), ed a quel punto i Chicago Bulls sono costretti a sacrificarlo.

Derrick gioca un anno con i New York Knicks e uno con i Cleveland Cavaliers, ma con poca continuità e apporto alle rispettive cause.

Risale invece al febbraio 2018 l’approdo ai Minnesota Timberwolves dove agli ordini del suo vecchio coach Tom Thibodeau Rose si immedesima alla perfezione nei panni del sesto uomo, e con i quali torna ai playoffs. Una rinascita suggellata da una partita da 50 punti, e da un’annata da giocatore tra i più incisivi in uscita dalla panchina della lega.

Derrick Rose racconta: “Twolves? La colpa non fu di Butler”

Le ultime 15 pagine di “I’ll Show You” sono dedicate proprio ai Minnesota Timberwolves, ed ai problemi tra la squadra ed il suo amico ed ex compagno anche ai tempi dei Bulls Jimmy Butler.

Su Jimmy Butler e la sua richiesta di scambio, oltre che sul conseguente caos che ne seguì, Derrick Rose scrive:

Io e Butler parlavamo molto di ciò che stava accadendo in quei giorni. Gli ho consigliato di non perdere la sua influenza sulla squadra e provare a tenerla insieme, mentre cercava di convincere la società a scambiarlo” Ancora Rose: “Il caos che si è creato non è colpa di Jimmy, ma della NBA. Io non ho niente contro Karl-Anthony Towns o gli altri giovani. Karl è molto forte e con molto talento. Ma se prendi questi ragazzi così giovani e li rendi delle star appena mettono piede nella lega, li rovini ancora prima che possano diventare veramente qualcuno“.

Molto interessanti sono le dichiarazioni di Butler, che la point-guard dei T’Wolves riprende nel suo libro:

Jimmy ha subito molto questa eccessiva considerazione dei giovani. Lui diceva sempre alla dirigenza: ‘Perché li pagate più di me quando sono io che vi ho portato ai playoffs?’ Queste sono state le parole di Jimmy, i toni e i modi erano sbagliai, ma aveva ragione

Rose parla poi del suo ruolo – presente e futuro – ai Timberwolves:

Voglio giocare ancora qualche anno. È assurdo pensare di essere già alla mia decima stagione NBA. Finalmente, ho avuto un po’ di tregua dal punto di vista degli infortuni, e questo mi ha permesso di essere nuovamente il giocatore che ero, anche se con qualche anno in più. Se il problema più grande dei Timberwolves riguarda la crescita dei giovani, sarò felice di aiutarli nel cammino alla consacrazione

Dopo il documentario sulla sua carriera, uscito ad aprile, il libro conferma il desiderio di un giocatore che non vede l’ora di raccontare la sua storia (già avvincente nonostante abbia solo 30 anni). Chissà che un nuovo capitolo di questa storia non sia ancora tutta da scrivere, magari con un ritorno nella sua città natale?

I Chicago Bulls puntano a Coby White con la scelta numero 7

draft chicago bulls

I Chicago Bulls, dopo una stagione vissuta negli ultimi posti della classifica della Eastern Conference, sono in attesa dell’imminente off-season.

La prima operazione che dovrà affrontare la coppia Forman-Paxson sarà il Draft NBA. La squadra allenata da Coach Jim Boylen ha la scelta assoluta numero sette per il terzo anno di fila e, visti i tanti giovani prospetti che compongono questo Draft, sarà difficile sbagliare. Delle point-guard a roster, Kris Dunn potrebbe essere usato come pedina di scambio, mentre Ryan Arcidiacono difficilmente partirà titolare. Chicago sembrerebbe allora essere alla disperata ricerca di una point-guard, che potrebbe ottenere già nella notte tra il 20 e il 21 giugno .

Chicago Bulls, promessa a Coby White?

Secondo Steve Kyler di Basketball Insiders, la franchigia dell’Illinois avrebbe promesso alla guardia di North Carolina, Coby White una chiamata alla scelta numero 7.

White è una delle point guard di maggior prospettiva del gruppo di future matricole. Al classe 2000 è bastato un anno di college per sbalordire gli scout NBA, dimostrando grandissimo talento ed un ottimo potenziale. Ovviamente non manca chi lo considera non all’altezza di una chiamata così alta, ma i Bulls sembrerebbero decisi a puntare seriamente sul ragazzo.

Con i Tar Heels, White ha concluso la stagione con una media di 16.1 punti, 4.1 assist e 3.5 rimbalzi a partita. Molto buone anche le percentuali al tiro, 42.2% dal campo ed il 35.3% da oltre l’arco.

Suggestione Ball per i Bulls, ma White è la certezza

Nelle ultime settimane sono girate voci secondo cui i Chicago Bulls avrebbe già sondato il terreno per portare a casa la point-guard dei Los Angeles Lakers Lonzo Ball. La trattativa con i giallo-viola, però, rischia di esser lunga e faticosa, per cui i Bulls potrebbero preferire coprire il ruolo già alla notte del Draft.

Chicago ha già un buon progetto giovani, partito due anni fa con la cessione della stella Jimmy Butler ai Minnesota Timberwolves – proprio in sede di draft – e la ricostruzione totale della squadra. Ora i Bulls hanno un roster ricco di giovani promesse (Lauri Markkanen, Zach LaVine, Wendell Carter Jr, Michael Porter Jr e Denzel Valentine su tutti) e White potrebbe essere proprio la pedina mancante dello scacchiere di Coach Jim Boylen.

Draft lottery, delusione Chicago Bulls, Paxson: “Arriverà comunque un ottimo giocatore”

chicago bulls

Se per l’esito della draft lottery possono esultare New Orleans Pelicans, Memphis Grizzlies e Los Angeles Lakers, lo stesso non si può sostenere per i Chicago Bulls.

La squadra di coach Jim Boylen è “precipitata” sino al settimo posto nell’ordine di chiamata del draft NBA 2019, nonostante i Bulls avessero il 12.5% di possibilità di agganciare persino la prima scelta assoluta.

Un incidente di percorso che non scoraggia però John Paxson, Vice-President of Basketball Operations dei Chicago Bulls: “Dobbiamo superare il momento di delusione e rimetterci all’opera in fretta, c’è tanto lavoro da fare“.

Il nostro impegno ed i nostri obiettivi non cambiano, dal draft arriverà comunque un altro ottimo giocatore, in free agency investiremo risorse su veterani in grado di aiutare la squadra

Naufragato (sorprese a parte) il progetto di affiancare a Lauri Markkanen, Zach LaVine e Wendell Carter Jr. giocatori come Zion Williamson o Ja Morant, i Bulls dovranno selezionare il giocatore che meglio possa adattarsi al presente roster.

Darius Garland da Vanderbilt e Cody White da North Carolina i nomi più interessanti per una squadra che dispone dei soli Kris Dunn e Ryan Arcidiacono nello spot di point-guard.

Difficile che il duo Paxson-Gar Forman possa puntare sul talentuoso Bol Bol da Oregon, in una squadra già forte di Lauri Markkanen e Carter Jr, mentre le piste DeAndre Hunter da Virginia, o Cam Reddish da Duke potrebbero rivelarsi più percorribili.

Ci sono almeno 7 nomi, sette giocatori che seguiamo” Così Paxson a K.C. Johnson del Chicago Tribune “3 delle prime 4 scelte sono dirette ad Ovest, e questo per noi è un risvolto positivo“.

Chicago Bulls, estensione contrattuale pluriennale per coach Jim Boylen

Trovato l’accordo per l‘estensione contrattuale tra coach Jim Boylen ed i Chicago Bulls, l’estensione sarà su base pluriennale.

Come riportato da Adrian Wojnarowski, il nuovo contratto subentrerà con effetto immediato al precedente accordo, che prevedeva per Boylen un’estensione fino al termine della stagione 2019\20, siglata a stagione in corso.

I Bulls hanno così deciso di affidare il percorso di ricostruzione della squadra all’ex assistente di coacg Gregg Popovich, subentrato a Fred Hoiberg lo scorso dicembre. Come dichiarato dalla dirigenza della squadra, i Chicago Bulls considerano coach Boylenl’insegnante di pallacanestro ideale per un roster giovane e di talento“, apprezzando soprattutto le relazioni solide che l’ex head coach dell’università di Utah è riuscito a stabilire con i giocatori in pochi mesi.

Jim( Boylen, ndr) ha una visione precisa della direzione che la squadra dovrà prendere” Così John Paxson, Vice President of Basketball Operations di Bulls “Ed ha fatto finora un gran lavoro qui a Chicago. Coach Boylen ha una grande passione per il suo lavoro e grande capacità di lavorare con i giovani, qualità che noi cerchiamo in un allenatore. I Bulls sono fiduciosi che la strada intrapresa sia quella giusta, ed il nostro impegno è totale“.

Dopo un primo approccio difficile all’indomani del licenziamento di Hoiberg, figura rispettata dallo spogliatoio, Jim Boylen è riuscito ad instaurare un buon rapporto con i giovani Zach LaVine, Lauri Markkanen e Kris Dunn, parte fondamentale assieme a Wendell Carter Jr dello “young core” dei Chicago Bulls.

Dennis Rodman: “LeBron e Durant? Io e i miei Bulls li avremmo fermati”

aneddoti NBA-Aneddoti-NBA-Il giocatore dei Chicago Bulls, Michael Jeffrey Jordan, è stato uno dei migliori attaccanti della storia della NBA, uno dei migliori difensori della storia del basket

Dennis Rodman pensa che i suoi Chicago Bulls, con cui ha giocato negli anni ’90 insieme a Scottie Pippen e Michael Jordan, potrebbero facilmente fermare LeBron James e Kevin Durant.

Collegato ad una sorta di macchina della verità, “The Worm” si è prestato ad alcune domande, in un video postato dal canale YouTube “Overtime”.

Le parole di Dennis Rodman

“Sai chi può fermare Lebron James? Io, Mike e Scottie potremmo” Confessa Rodman, “E’ così facile giocare contro LeBron. E’ f**********e facile giocare contro di lui. Non ha movimenti, Scottie Pippen potrebbe fermarlo velocemente, prima che arrivi io. Il suo gioco è semplice, è solo grosso. Gioca contro giocatoti non molto alti e leggeri rispetto a lui. E’ questo che lo facilita. Io giocavo contro giocatori alti più di 2,10m e che pesavano più di 130kg. Quindi non sarebbe un problema fermarlo.”

Gli è stato poi chiesto di Kevin Durant, che in questi playoffs sta avendo numeri stellari.

“KD è molto simile. Una volta che conosci il suo gioco, è facile giocarci contro. E’ solo lungo. E’ solo molto alto”

Non è la prima critica rivolta dal “verme” nei confronti di LeBron. Dennis Rodman si già era espresso negativamente sul fatto che James avesse deciso di saltare tutte le partite rimanenti di regular season quest’anno, vista la mancata qualificazione dei Los Angeles Lakers ai playoffs: “Michael Jordan non l’ha mai fatto”

Parole forti quelle di Dennis Rodman, parole che nessuno potrebbe oggi verificare con esattezza. Fatto sta che un giocatore come lui, che addirittura studiava il tiro dei compagni per sapere dove sarebbe potuto cadere il rimbalzo, forse, insieme a Pippen, sarebbe probabilmente l’unico in grado di opporsi a LeBron James e Kevin Durant. Sicuramente uno scontro tra titani, tra due dei migliori attaccanti mai visti nella lega e tra due dei migliori difensori degli ultimi 30 anni.

Knicks e Bulls, crollano gli indici di ascolto nella stagione 2018-2019

Secondo lo Sports Business Journal, gli indici di ascolto della NBA in questa stagione sono crollati drasticamente rispetto alla stagione 2017-2018. Tra le squadre meno viste nella NBA troviamo i New York Knicks e i Chicago Bulls, due squadre con una grande storia ma che in questa stagione si sono posizionate nelle parti più basse della classifica.

Le percentuali degli indici di ascolto NBA in netto calo

Come previsto, i Cleveland Cavaliers sono la squadra che ha sofferto di più il calo degli indici di ascolto, con il 58% in meno. Tutto ciò è dovuto ovviamente alla partenza di LeBron James dai Cavs, che quest’anno hanno terminato la stagione con un record di 19-63.

Nel frattempo, anche i Knicks e i Bulls hanno avuto un calo esponenziale. New York è scesa del 38% su MSG Network, mentre Chicago è scesa del 24% su NBC Sports Chicago. Probabilmente, è proprio il fatto che entrambe abbiano finito la stagione nelle ultime posizioni della classifica la ragione principale del poco interesse nelle TV locali. Tutte e due con un record molto negativo: i Knicks con 17-65 e i Bulls con 22-60. Forse i tifosi si aspettavano di più da ambedue le squadre, soprattutto da Chicago visto che il roster non era tra i peggiori.

Più in generale, l’intera NBA ha registrato un crollo degli ascolti del 4% nelle varie TV locali nella stagione 2018-2019, mentre anche le trasmissioni nazionali su canali come ABC, TNT e NBA TV scendono del 5% ogni anno.

Se Bulls e Knicks riusciranno ad arrivare a nomi importanti in free agency o via draft, giocatori come Zion Williamson o Ja Morant, l’indice di entrambe le squadre potrebbero risalire alle stelle. Soprattutto per i New York Knicks, dal momento che nomi di un certo calibro come quelli di Kevin Durant e Kyrie Irving sono stati accostati più volte alla squadra della grande mela.

I Chicago Bulls vogliono liberarsi del contratto di Omer Asik

I Chicago Bulls fanno richiesta alla NBA di rimuovere dal monte salari il contratto del turco Omer Asik.

Come riportato da Shams Charania di The Athletic, la mossa farebbe risparmiare ai Bulls circa 3 milioni di dollari sul salary cap, aggiungendo ulteriore spazio salariale.

Asik aveva fatto ritorno a Chicago il 1 febbraio 2018, in una trade che aveva coinvolto Nikola Mirotic, spedito ai New Orleans Pelicans, Jameer Nelson e Tony Allen. Il 22 settembre 2018 il turco si è dovuto fermare per un problema di artrite cronica, l’ultimo della lista di un lunga serie di guai fisici per l’ex giocatore di Fenerbahçe e Houston Rockets.

Durante la stagione 2016-17, Asik aveva saltato buona parte della regular seson dopo la diagnosi del Morbo di Chron, patologia che colpisce l’apparato digestivo. Le condizioni fisiche del nazionale turco saranno valutate da un medico esterno, che dovrà attestare la non idoneità sportiva di Omer Asik, prima di accordare ai Chicago Bulls la rimozione del suo contratto.

Asik è attualmente sotto contratto per un’altra stagione, dopo aver guadagnato oltre 11 milioni di dollari per la stagione 2018\19.

Bulls, Lauri Markkanen autorizzato a riprendere l’attività sportiva

Lauri Markkanen è stato autorizzato a riprendere l’attività sportiva. Passata, dunque, la paura in casa Bulls che avevano perso il giocatore finlandese per le ultime 2 settimane di regular season a causa di un problema cardiaco.

I Chicago Bulls hanno annunciato giovedì che il giocatore è stato autorizzato a riprendere l’attività sportiva dopo essersi sottoposto agli esami eseguiti con i cardiologi del Rush University Medical Center di Chicago e della Johns Hopkins.

Markkanen, nella partita dello scorso 26 marzo contro i Toronto Raptors, aveva dovuto abbandonare il campo a causa dell’estrema fatica e del battito cardiaco accelerato. Secondo il team dei medici della Rush e Johns Hopkins il problema è stato causato dalla disidratazione e dalla carenza di nutrienti.

La scelta numero 7 del draft 2017,  ha tenuto in questa stagione cifre in crescendo rispetto all’annata da rookie: 18.7 punti, 9.0 rimbalzi, e 1.4 assist con il 36% da tre punti in 32.3 minuti di utilizzo. Markkanen farà ritorno durante la off-season nella sua Finlandia per riprendere gli allenamenti, per poi volare di nuovo a Chicago in estate.

Derrick Rose: ecco il video dei momenti in cui scopre di essere stato scambiato dai Bulls ai Knicks

Derrick Rose

22 giugno 2016, Derrick Rose viene spedito tramite scambio dai Chicago Bulls ai New York Knicks . In quei giorni il vincitore dell’MVP 2011 si trova a Los Angeles, per registrare alcune interviste ed allenamenti per il suo documentario: “Pooh: The Derrick Rose Story“, andato in onda giovedì.

Intorno alle 11:50, Rose sta parlando proprio di scambi. Sta raccontando di come voglia evitare tutti i rumors che lo stanno circondando. Si vocifera infatti di uno scambio verso New York.

“Io voglio stare a Chicago, stiamo provando a vincere e tornare sulla strada giusta. L’unica cosa a cui penso è rimanere a Chicago, li sento i rumors, ma non ho mai pensato di fare i bagagli ed andarmene”.

“Derrick, sta per avvenire uno scambio”

Pochi istanti dopo le sue parole d’amore per la sua città natale, che l’ha scelto al Draft nel 2008, la sua attenzione viene richiamata dall’esterno dell’inquadratura. Il suo telefono ha squillato, a provare a contattarlo è stato il suo agente BJ Armstrong. Rose sa che in quei giorni Armstrong si trova a New York, e ha infatti questa reazione:

“Sono così nervoso, non so neanche il perchè, spero non sia successo nulla”

Lo richiama, ma l’agente non gli risponde subito, lo ricontatta pochi istanti dopo, facendo correre un Rose visibilmente agitato di nuovo verso il telefono.

“Ho appena parlato con Phil Jackson, sta per avvenire uno scambio con New York” Tuona Armstrong.

Derrick è scosso e corre verso l’esterno del seminterrato dove si trovava, il suo respiro è affannoso e spezzato da singhiozzi rimandati giù per la gola a fatica. Le uniche parole che riesce ad articolare sono:

“Sei serio?”

Armstrong, dall’altra parte del telefono e della nazione, gli risponde:

“Senti..volevo che lo sapessi per primo, Phil Jackson mi ha detto che avverrà…ok?”

A poco servono le sue parole, Rose ormai si sta lasciando andare a singhiozzi che non prova neanche più a trattenere, tiene la mano non impegnata a tenere il telefono tra i capelli, quasi a volerseli strappare uno ad uno. Derrick è appena stato tradito dall’amore della sua vita, per cui pochi istanti prima si stava dichiarando, per l’ennesima volta.

“Sono disperato”

L’agente prova a calmarlo, anche se ormai serve a poco:

“Ascolta, l’ho voluto dire a te per primo. Non l’ho detto a nessun altro, dovevi saperlo per primo. Sai cosa voglio che tu faccia? Calmati, ricomponiti e pensa alla grande opportunità che hai ricevuto, NY è La Mecca del basket! Però preparati, quando uscirà fuori sarà una storia enorme, una storia clamorosa da copertina, del tutto diversa dalle altre”

Rose chiude la chiamata e torna a sedersi davanti alle telecamere. Lo sguardo è vacuo, ma vuole continuare l’intervista. I singhiozzi provano ancora a venire a galla, mentre lui tenta invano di soffocarli e di asciugarsi gli occhi con la maglietta. Derrick si sente davvero tradito, non trova le parole giuste per esprimere quanto appena successo.

Un’ironia della sorte pazzesca, un giocatore, un uomo, su cui la vita si è accanita con una rabbia non indifferente. Colpito duramente ancora, e ancora, Derrick ha sempre saputo ricomporre i pezzi e tirare dritto per la sua strada, con la sobrietà e la dignità di un grande uomo.

Ora, 3 anni dopo, potrebbe essere tutto pronto per un suo ritorno storico ai Bulls. Derrick siamo tutti con te.

Derrick Rose, futuro ai Bulls? L’agente apre ad un possibile ritorno

Il sogno dei tifosi dei Chicago Bulls potrebbe realizzarsi durante la prossima estate: il ritorno di Derrick Rose ai Bulls. L’agente della point-guard dei Minnesota Timberwolves, B.J. Armstrong, ha aperto alla possibilità di un approdo del proprio assistito in Illinois.

Intervenuto al programma radiofonico Mully and Haugh, Armstrong ha fatto sapere di essere disposto a prendere in considerazione un’eventuale offerta da parte della franchigia in cui lo stesso agente ha militato nel suo passato da giocatore.

L’ipotesi di rivedere D-Rose nuovamente nella squadra di coach Jim Boylen è di certo fra le più suggestive, ma anche non così remota. L’MVP del 2011 ha vissuto una stagione sensazionale (finita anzitempo a causa di un problema al gomito), in cui ha collezionato18.0 punti, 4.3 assist e 2.7 rimbalzi in 53 match disputati.

Derrick Rose, futuro ai Bulls? Nazr Mohammed, “È un ragazzo di Chicago in tutto e per tutto”

Non solo Armstrong però, in quanto anche un ex compagno di squadra di Rose, Nazr Mohammed, ha rilasciato dichiarazioni che alimentano le speranze dei tifosi Bulls.

“Dal primo giorno da quando sono arrivato a Chicago, ha sempre parlato di cosa significhi vincere un campionato per Chicago”, ha detto, “Parla di come si sentirebbe, essendo un ragazzo di Chicago, a vincere un altro titolo qui. Le persone dovrebbero saperlo. Credetemi: questo è il suo obiettivo principale, il suo desiderio e ciò che lo spinge. È un ragazzo di Chicago in tutto e per tutto”.

I Blazers domano i Bulls e l’emozione, Kanter: “Per Nurkic”, Lillard: “Abbiamo sistema di gioco affidabile”

Enes Kanter-Portland-Trail-Blazers

La partita avrebbe potuto presentare delle insidie, non tanto per l’avversario – dei Chicago Bulls “contati in piedi” come un pugile suonato, senza Lauri Markkanen e demotivati – quanto per l’impatto emotivo del bruttissimo infortunio occorso a Jusuf Nurkic.

Ma i Portland Trail Blazers (47-27) non hanno permesso che le emozioni avessero la meglio sul campo. Vittoria facile allo United Center di Chicago per Damian Lillard e compagni, in una partita mai in discussione e chiusa sul 118-98, e con tutti i giocatori dei Blazers a segnare almeno un punto.

Il posto in quintetto di Nurkic viene preso da Enes Kanter, che in 21 minuti di gioco segna 13 punti e raccoglie 6 rimbalzi. Cattiva serata di tiro per Lillard, ma Seth Curry e Rodney Hood dalla panchina sopperiscono (35 punti in due, 6 su 11 da dietro l’arco).

lo sfortunato lungo bosniaco dei Blazers si trova a Portland, Oregon, dove nella giornata di mercoledì i medici hanno ridotto la frattura a tibia e perone rimediata nei minuti finali della sfida contro i Brooklyn Nets.

I suoi compagni hanno fatto in modo di portare Jusuf Nurkic con loro comunque a Chicago, nel consueto huddle pre-partita:

Prima della gara abbiamo parlato con lui su FaceTime, e questo ci ha dato la giusta energia, vedere la sua faccia, il suo sorriso, e poi nell’huddle recitare ‘1-2-3 Nurk’. Ci ha dato energia positiva, ha significato molto per noi

– Enes Kanter –

Senza Nurkic, e senza la star C.J. McCollum che si riunirà ai compagni al temine del giro di trasferte la settimana prossima, è il “feldmaresciallo” Damian Lillard la guida indiscussa della squadra: “Ai Bulls mancavano tanti giocatori, Hood e Curry stavano segnando, Layman, Moe (Harkless, ndr) hanno sfruttato il loro vantaggio fisico sugli avversari… una partita semplice, l’abbiamo chiusa in fretta (…) Gli infortuni? Abbiamo uno stile di gioco in grado di sopperirvi, sostenibile. Non abbiamo bisogno di sforzi sovrumani da parte di questo o quel giocatore, il nostro è uno stile che può durare (…) difendiamo ed in attacco siamo tutti coinvolti, blocchi, il passaggio in più, ritmo… un sistema su cui possiamo contare“.