Dopo 6 stagioni i Chicago Bulls hanno deciso di cambiare al vertice, e licenziare il president of basketball operations Arturas Karnisovas e il Gm Marc Eversley. I due dirigenti pagano dunque i risultati sotto le aspettative della squadra e le troppe scelte errate negli anni.
E nell’ottica della proprietà, perdono anche la contesa tecnica con coach Billy Donovan che resta invece al suo posto in panchina e sarà la figura chiave del nuovo corso. Dopo la cacciata del duo Karnisovas-Eversley infatti, Jerry Reinsdorf si incontrerà con coach Donovan per confermarlo “a ogni costo” come riporta il Chicagon Sun-Times. Per Donovan sarebbe pronto un ruolo di maggior rilievo decisionale e con alcune responsabilità anche nel front office, ancora da definire.
Una mossa che arriva con la stagione regolare ancora in corso seppur agli sgoccioli. Come ultimo atto della sua gestione Karnisovas ha terminato di smantellare il roster che proprio l’executive lituano aveva costruito, cedendo gli ultimi “pezzi” Nikola Vucevic, Coby White e Ayo Dosunmu. In tre anni con le cessioni di DeMar DeRozan, Zach LaVine, Lonzo Ball, Vucevic, White, Dosunmu e Alex Caruso i Bulls non hanno ricavato neppure una prima scelta futura al draft e acquisito giocatori non funzionali, come Jaden Ivey una volta prospetto interessante e invece tagliato la scorsa settimana per ragioni comportamentali e disciplinari. Un flop che ha segnato il destino del duo dirigente a Chicago.
La cacciata di Karnisovas e Eversley era inoltre diventata un passo necessario per convincere Billy Donovan a restare e non ascoltare le sirene da North Carolina per la panchina dei Tar Heels, che andrà invece a Michael Malone. Resta il fatto che i Bulls, a poche settimane dal draft NBA, sono ora senza guida del front office e dovranno muoversi: Chicago avrà una scelta di lottery e se i Portland Trail Blazers avanzeranno ai playoffs, la loro scelta al primo giro passerà ai Bulls.
Bulls che con soli 9 giocatori già sotto contratto per la prossima stagione saranno una delle squadre con più spazio salariale a disposizione, un altro passaggio da non fallire. Anfernee Simons e Collin Sexton saranno free agent e la loro riconferma andrà valutata così come quella di Guerschon Yabusele. Giocatori come Isaac Okoro e Jalen Smith sono invece da considerare cedibili mentre Leonard Miller, prospetto interessante ricevuto da Minnesota a febbraio alla trade deadline, è eleggibile per un’estensione di contratto. Gli unici intoccabili sono al momento Josh Giddey e Matas Buzelis, una delle poche scelte strategiche di successo della gestione Karnisovas-Eversley.
Per il front office? Se coach Donovan dovesse lasciare, oppure restare solo come allenatore e senza incarichi dirigenziali, i nomi spesi per il ruolo sono quelli di Kyle Korver, un ex a Chicago, e di Mike Dunleavy (altro ex, oggi Gm agli Warriors) e Landry Fields. Sempre per continuare col fil rouge degli ex, un possibile ingresso di Masai Ujiri nel front office potrebbe riportare a Chicago Luol Deng, con un ruolo di primo piano.
