Nemmeno con 40 punti di Kevin Durant e una tripla doppia da 33 punti, 13 rimbalzi e 10 assist di Alperen Sengun gli Houston Rockets (43-28) sono riusciti a battere i Chicago Bulls la cui stagione è finita da tempo. KD e compagni hanno subito 132 punti allo United Center e perso la quinta partita delle ultime 10 giocate.
Houston ha subito 41 punti nel primo quarto di gioco (41-21) ma ha poi rimontato con la sua coppia di star. Con 4:35 da giocare nel quarto periodo i Rockets erano avanti per 112-108 prima di crollare e subire 20 punti in 4 minuti, con i canestri di Josh Giddey, Matas Buzelis e danneggiati da una difesa corta e insufficiente.
Gli esterni dei Bulls, Giddey e Collin Sexton su tutti, hanno regolarmente attaccato in palleggio e “infilato” il più lento Sengun, e sfruttato le rotazioni difensive di Houston. 19 su 38 da tre il risultato finale per Chicago, con 5 su 9 dall’arco per Buzelis (23 punti alla fine). Sexton è stato il top scorer con 25 punti in uscita dalla panchina.
I Rockets hanno invece chiuso con 11 su 41 da tre, zavorrati da Reed Sheppard e Jabari Smith Jr incapaci si segnare buoni tiri. Una serata storta che ha vanificato i numeri di Durant e Sengun. Il tutto per la frustrazione di coach Ime Udoka che s’è fatto cacciare per doppio fallo tecnico a 9 secondi dal termine e che ha definito “soft” l’arbitraggio. Ma che ha anche criticato (e non è la prima volta che accade) i suoi giocatori per l’atteggiamento avuto in partita. “Non abbiamo rispettato il gioco e il campo, e i nostri avversari, per questo abbiamo concesso loro 41 punti (nel primo quarto, ndr), per come abbiamo giocato in attacco e in difesa. Questa è la NBA e se inizi così, perdi. Per noi è un’altra brutta sconfitta“.
Gli Houston Rockets sono finiti al sesto posto in classifica a Ovest con mezza partita di distacco da Denver Nuggets e Minnesota Timberwolves, e 2.5 gare dai Los Angeles Lakers terzi.
