La storia di Alonzo Mourning, raccontata dall’avvocato, brividi assicurati:
Il termine guerriero lo avete sentito tante volte, nello sport ogni tanto se ne abusa, ogni tanto no.
Personalmente non credo se ne abusi nella carriera di Alonzo Mourning.
Questo è un guerriero autentico, era un guerriero autentico forse sarebbe il verbo da utilizzare.
Adesso vi spiego il perché: la seconda chiamata assoluta del draft in cui Shaq fu la prima chiamata
assoluta. Alonzo Mouring, ne è sempre stato il più fiero eversore. 2 metri e 10, dalla Virginia, con un look aggravato
sempre un po incazzato. Meravigliosamente scolpito, un soggetto di una forza, di una eleganza e di un orgoglio possibili solo ad un uomo della sua razza, gli afroamericani.Questo è un giocatore che ha giocato ogni partita come fosse l’ultima e quando giochi così, il tuo corpo, per bello, scolpito che sia, chiede un prezzo. Quando giochi così devi
usare gli anti infiammatori, e dopo averne usati fin troppi
i suoi reni sono saltati. Alonzo Mourning che faceva 220 kili di panca in sala pesi, si era ridotto a non poterne alzare 5.
Trapianto al rene glielo fornisce un suo cugino che lavora in una banca a New York.
Alonzo Mourning, torna a giocare e condurrà i suoi Miami Heat al titolo. Si ritira perché si è fatto male, in una partita con Atlanta. Che cosa è successo?
Niente si è sbranato un ginocchio, è l’ultima battaglia del guerriero. Sono arrivati i sanitari sul terreno di gioco e lui,
che poteva a mala pena rialzarsi ha detto: “Non voglio uscire su una barella. Voglio uscire sulle mie gambe”.
Perché questo è Alonzo Mourning, un messaggio per tutti, pubblico, avversari, compagni: così esce un guerriero di scena.
Fonte “Characters”, RSI – Radio Televisione Svizzera.

