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Non andremo a Rio

di Giacomo Manini

L’Italbasket ha perso all’overtime contro la Croazia per 84 a 78. Finisce così il sogno di approdare alle Olimpiadi di Rio. Cerchiamo di analizzare con un minimo di lucidità quanto accaduto. Evitando sia il “è colpa di Gentile” o “Gallinari è un perdente”, ma anche il “bravi lo stesso”. Niente di tutto ciò.

Inizio “strano”

Non si sta nella pelle, il match inizia e la tensione è alle stelle. I bookmakers davano favorita l’Italbasket, anche perchè nel precedente del preolimpico aveva trionfato con 7 punti di vantaggio. C’è subito una novità, Alessandro Gentile è in quintetto al posto del capitano, Gigi Datome. La partita incomincia e la Croazia parte decisamente meglio, va avanti. Poi accade una cosa singolare e significativa, si spengono i tabelloni del punteggio e viene interrotta la gara. L’attesa prima di ricominciare, è di 23 minuti, un’eternità. Si riprende con la squadra a scacchi ancora al comando. Gentile tiene a galla i suoi. Primo quarto chiuso 19 a 12, con Andrea Bargnani a due falli (un tecnico) e squadra già carica di falli. Il secondo quarto va meglio per l’Italia, che chiude col parziale di 22 a 20 a favore. Planninic è un fattore determinante, limitato solo in parte dall’ottimo Cusin.

La rincorsa

Dopo un primo tempo passato a rincorrere, gli azzurri finalmente nel terzo periodo reagiscono con orgoglio. La solita super difesa di Hackett e i punti di Belinelli (top scorer con 18 punti, con percentuali basse, specialmente nei minuti decisivi), portano l’Italia al testa a testa con i croati. Simon al tiro dalla lunga distanza è una certezza, i croati si aggrappano a lui, mentre Nicolò Melli riesce a contrastare Planninic in difesa e ad attacarlo. Saric e Bogdanovic iniziano a salire di colpi e l’Italbasket ne risente. Il terzo quarto si chiude 18 a 15 per gli azzurri, che iniziano a mettere la freccia e a credere con tutte le forze in Rio 2016. La frazione si conclude con la bomba di Datome per il 54 a 52.

Ultimo quarto

La stoppata irregolare di Melli, non ravvisata dagli arbitri, sembra essere uno di quei segnali del destino. Coach Petrovic va su tutte le furie e la sua squadra ne benificia parecchio. Saric dimostra di essere un fuoriclasse assoluto, 9 punti in fila, che insieme a brutti attacchi italiani, portano la gara sul 63-55. Il margine di +8 a soli 5 minuti al termine, non pare colmabile, ma il pubblico di Torino entra in gioco e trascina la squadra. Tripla del mascherato, canestro dell’uomo con le treccine, 0/2 di Planninic e schiacciata del giocatore del Bamberg. Più o meno questi fattori fanno sì che la guida della partita passi nelle mani dell’Italbasket, 65-66. Quinti falli di Gigione e Gallo che pesano per Messina. Nonostante tutto, l’1 su 2 dalla lunetta di Simon e un miracolo di Melli a rimbalzo consegnano all’Italia l’overtime. (Con canestro dell’anno  sfiorato da Aradori allo scadere).

Overtime

L’apertura del supplementare è ancora nel segno del futuro lungo dei 76ers. Un’altra tripla di Simon sembra nuovamente chiudere la partita sul +5. Ma a questo punto la fiammata di Aradori riapre i discorsi, non aggressivo fino a quel momento, vista l’assenza dei top player, sarebbe servito di più probabilmente. La clamorosa marcatura dall’arco di Bogdanovic e lo spreco in contropiede del figlio di Nando, chiudono la partita. Il verdetto è eloquente, 84 a 78, alle Olimpiadi di Rio ci sarà la Croazia. La delusione dei 14 mila del palasport di Torino, è copiosa.

Stats

Dario Saric incoronato MVP della manifestazione

Dario Saric incoronato MVP della manifestazione

Italia: Gallinari 12+8+4, con 5/13 dal campo. Datome 12. Belinelli 18 con 4 su 15 al tiro e 4 palle perse. Melli 11+8. Hackett 6+6+4. Gentile 6+4 assist. Bargnani 4.   Croazia: Bogdanovic 26+6. Simon 21+5. Saric, MVP e trascinatore per Rio, chiude con 18 punti e 13 rimbalzi. Planninic 13+5. Male Hezonja 2+4 assist.

Analisi della sconfitta, cosa è mancato?

Non è mai colpa di un giocatore soltanto. E’ retorica? No, è verità. Lo avrete sentito più volte, ma come dicevano i romani repetita iuvant. Quindi appurato che non è SOLO per Gentile, l’arbitro o chicchessia, tentiamo di capire la sconfitta. La fase difensiva era il punto forte di questa squadra, ha funzionato solo in parte nella finale. In difesa non è stata ‘Messiniana’. 84 punti non sono eccessivi, ma la costanza con cui Planninic e Saric , hanno punito la nazionale non è accettabile. Cusin, Melli hanno fatto il loro, ma non sono fenomeni. Bargnani invece è parso svogliato e non applicato. La palla ha girato poco in attacco, Belinelli sottotono, anche se non era facile avere tutta la squadra in mano nel finale. Gentile non è stato lucido in certe scelte, pagate poi profumatamente. Non immune da critiche il coach, che forse ha puntato troppo su Gentile come “play”.

Da cosa si riparte?

La maledizione delle olimpiadi continua e da 12 anni, gli anni di attesa, diventeranno 16 o più. Si riparte dalla voglia di rivalsa, certo non è molto diversa da quella che ha trasportato gli azzurri in questo preolimpico per Rio. I punti fermi sono molti: Datome, autore di un torneo non superlativo, ma il capitano è una garanzia. Gallinari, Belinelli, ma anche tutti gli altri, vogliono vincere con la maglia della nazionale. Servono le sconfitte, per arrivare a delle vittorie, quindi ora è il momento di vincere. Il coach è un’altra sicurezza (se firmerà), ha fatto il possibile e l’impossibile per questa nazionale. Ha dato un’identità in difesa, ha fatto scelte pesanti lasciando Cinciarini e Della Valle a casa. Con più tempo a disposizione sicuramente avrebbe reso questa squadra ancora più forte, ma è un discorso applicabile a tutte le nazionali. Tonut è un giovane, come altri, da cui ripartire.

Eroi, colpevoli, scarsi e campioni

La squadra c'è e non è da buttare.

La squadra c’è e non è da buttare.

Ne sentiremo di ogni su questa squadra, che non sono forti o che sono i più forti di sempre. Il talento è indiscutibile, ma una nazionale non si costruisce soltanto così. Le vittorie, così come le sconfitte, sono soggette a troppi fattori nella pallacanestro, per ridurre tutto a bene/male. Gentile è scarso? No, ma è migliorabile e come. Deve lavorare sul tiro, l’attenzione nel gioco, ma è stato e sarà fondamentale. Dagli NBA ci si aspetta sempre qualcosa in più, possiamo dire che è lecito. Perchè non rendono come altri NBA europei? Giocare in squadre non competitive durante l’anno, non fa dimenticare come si affrontano i momenti difficili, ma fa perdere l’abitudine a farlo. Quindi la lucidità viene meno, vedi quinto fallo del Gallo. E’ un fischio sbagliato, d’accordo, ma il movimento del numero 8 può trarre in inganno ed è evitabile. Comunque la squadra c’è, è innegabile.

Bravi lo stesso?!

La retorica del “bravi lo stesso” è bella fino a un certo punto. Si compete in manifestazioni sportive per vincere. D’altro canto la vittoria non è tutto, ci sono così tanti motivi che stabiliscono il vincitore e lo sconfitto, che giudicare una squadra, un coach, un giocatore o addirittura un movimento intero, per un tiro entrato o meno, è senza alcun senso. Sono stati bravi, ci hanno fatto emozionare, ma non hanno raggiunto l’obiettivo, viverlo come una tragedia è sbagliato, viverlo come un fallimento no.La federazione guidata da Petrucci, dovrà prima di tutto rifirmare Ettore Messina e da lì ripartire per costruire una squadra vincente. I giovani come Mussini, Della Valle, Abass, Arcidiacono (velocizzare i tempi burocratici, non sarebbe male), Tonut, Fontecchio e tanti altri saranno giocatori su cui investire. A Rio non ci andrà l’Italbasket, ma l’iter mediatico sta facendo il suo percorso, questa squadra è adorata, non si può non pensare che l’amore per la palla a spicchi sia in crescita e la culminazione in un successo è solo rimandata.

Foto 23

 

 

Cari azzurri, grazie per l’impegno, mi raccomando rispondete tutti presente anche alla prossima chiamata, perchè avremo una rivincita. L’Italia chiamò!

 

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