Nella storia dell’Euroleague la nazione con più titoli in bacheca è l’Italia, e gran parte dei successi ottenuti sono arrivati tra l’inizio degli anni 70 e la fine degli anni 80. Partendo da Varese e scendendo fino a Roma quattro squadre hanno portato nella nostra nazione ben 10 titoli. Cinque di questi vinti dalla sola Ignis Varese nell’arco di 7 stagioni, tra il 69 e il 76.
PRIMA DELL’EUROLEAGUE: VARESE PADRONA D’EUROPA
Il dominio varesino inizia nella stagione 1969-1970 dopo la vittoria del terzo scudetto, che vale l’accesso alla coppa dei campioni. La squadra, guidata dal giovane Dino Meneghin (20 anni da poco compiuti), riesce ad arrivare in finale per la prima volta nella storia. Ad attenderla c’è l’armata russa, i campioni in carica del CSKA che 5 anni prima eliminarono proprio Varese in semifinale, ad un passo dal sogno.
La finale però non fu la prima partita della stagione tra le due squadre, che si affrontarono già nel girone dei quarti di finale, con una sonora sconfitta ai danni della squadra italiana per 83-60. Ma la finale fù tutta un’altra storia, l’ottimo inizio dei varesini fece subito capire che la musica era cambiata. Trascinati da un Meneghin da 20 punti e un Raga da 19, la Ignis si aggiudica la sua prima coppa dei campioni con il risultato finale di 79-74.

Ignis Varese campione d’Europa 1970
In un’intervista di qualche anno fa, il capitano Ottorino Flaborea dichiarò: “Vincemmo altre finali e altre coppe dopo Sarajevo, ma quel successo fu incredibile e permise alla Ignis di iniziare la sua serie straordinaria. Fu una serata entusiasmante e ancora oggi, parlando con gli altri protagonisti di quella squadra, mi vengono in mente solo cose belle”.
Dopo il primo successo Varese si presentò in finale per le successive 9 stagioni. Riuscendo però a vincere il titolo soltanto in quattro occasioni, nei bienni 71-73 e 74-76.
Nella stagione successiva all’ultima finale persa da Varese nessuna italiana arrivò in finale, con la sola Virtus Bologna che si fermò ad un passo dall’ultima partita, arrivando quarta nel girone di semifinale (girone composto da 6 squadre dove le prime due si sarebbero giocate l’ambita coppa). Nelle successive 4 stagioni l’Italia tornò protagonista in finale, prima con la sconfitta delle V nere in finale per 80-79 contro il Maccabi Tel Aviv nella memorabile finale di Strasburgo.
Nei 3 anni successivi la coppa fece ritorno nel nostro paese, Cantù si aggiudicò il titolo per due stagioni consecutive prima proprio contro il Maccabi, e poi nel derby tutto lombardo contro Milano giocato a Grenoble. Fu una partita incredibile, dopo un inizio ottimo da parte di Cantù raggiungendo un vantaggio anche di 15 punti. A quel punto la Billy Milano le prova tutte, e grazie ad una grande difesa sfodera un parziale di 10-0 in tre minuti, riaprendo la partita in vista dell’ultimo quarto. Parziali e contro parziali portarono le due squadre al 69-68 finale per Cantù, con l’errore di Franco Borselli che manda sul ferro la palla della possibile vittoria proprio allo scadere.
Nella stagione 1983-1984 è il turno della Virtus Roma che a Ginevra si laurea campione d’Europa contro il Barcellona vincendo per 79-73, scrivendo

Virtus Roma campione d’Europa 1984
un pezzo di storia, in quanto diventò la prima squadra esordiente ad alzare il trofeo. I romani guidati da coach Bianchini in panchina, e da Larry Wright in campo (ex Washington Bullets e Detroit Pistons) a metà partita era sotto di 10 punti, ma grazie all’ex NBA autore di 27 punti la squadra porta a casa il trofeo vincendo di 6 punti.
Queste le parole di Wright qualche anno dopo su quanto successo nell’intervallo che ha cambiato la partita: “All’intervallo nessuno pensava che ce la potevamo fare. Sono il leader della squadra e sentivo di dover fare qualcosa. Negli spogliatoi dico al coach e ai compagni di fidarsi di me: ce la faremo, diventeremo campioni d’europa. L’esperienza del college mi ha insegnato che una partita di basket non è mai finita. Bisogna correre, fino a quel momento l’avevamo fatto male. Ho detto ai compagni di non preoccuparsi, datemi la palla e vinciamo noi.”
Nei due anni successivi il domino europeo passa nelle mani croate del Cibona Zagabria, ma nella stagione 1986-1987 arriva il momento di Milano. Dopo la finale persa con Cantù nel 1983 e il terzo posto nella stagione 1985-1986 la Tracer Milano vince per due anni consecutivi il titolo battendo per due anni consecutivi il Maccabi Tel Aviv prima per 71-69 e poi per 90-84. Con la doppietta milanese si chiuse il ciclo che vide le squadre italiane dominare l’Europa del basket in lungo e in largo per circa 20 anni.
L’Euroleague riserverà qualche sorpresa positiva all’Olimpia Milano unica italiana della competizione?
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