È tornato! Dopo un’infinita attesa di otto lunghissimi anni, è tornato il derby di Bologna.
Da mesi, sotto le torri, non si fa altro che parlare di questo attesissimo evento.
Chi vive e bazzica a Bologna (come il sottoscritto e l’amico Luigi) lo sa perfettamente.
Per questo, ci sentiamo in dovere di presentarvi (scoprirete chi sta da una parte e chi dall’altra continuando con la lettura) l’incontro che incendierà i cuori di tutti gli appassionati della palla a spicchi.
Qui Virtus:
Un po’ di dati random. Otto vittorie di fila la Virtus era un po’ che non le metteva insieme, diciamo pure da inizio millennio, che a seconda dei punti di vista è un’eternità o un attimo fa. Ok, non è la serie A, ma tocca fare con quello che passa il convento, tenendo pur sempre conto che comunque anche gli altri sono nella cadetteria, e che dunque otto di fila restano otto di fila. Un segnale eccellente, perché significa che continuità di rendimento, solidità, e tutti i mezzi per riprendersi il paradiso perduto, passando per la porta stretta di una sola promozione.
Altro dato: serviva una prova di maturità fuori casa, dove la V nera ancora non aveva incontrato un avversario probante, ospitati sempre tutti tra le mura amiche. Vittoria a Roseto degli Abruzzi, per servirvi, e la netta sensazione che, al di là del basso profilo tenuto a inizio annata (si parlava di playoff, ma chi ci credeva?) per la risalita si debba fare i conti con la stellata felsinea.
Ultimo dato: il campionato finora è stato giocato quasi tutto senza Ndoja, che chi scrive pensava sarebbe stato l’asso di briscola della Virtus per il suo essere un lungo capaci di aprirsi e tirare dalla media e lunga distanza, insomma uno “stretch four” come direbbero gli addetti ai lavori che capiscono di coaching (quindi non noi). Ironia a parte, la Virtus arriva a questa stracittadina con i favori del pronostico, e paradossalmente questo può essere un handicap, se si vuole seguire la regola che vuole vincente la squadra più in difficoltà, regola in realtà mai confermata dalle edizioni post-2005, anno della prima risalita bianconera.
Tenendoci solo sul tecnico, quindi, e dimenticando la cabala che se incide lo fa solo a livello psicologico (che conta parimenti, ma può essere tamponato da sane doti di realismo), si può dire che la Virtus arriva meglio a questo derby dal punto di vista della forma fisica e dell’umore. Le già citate otto doppie v consecutive, soprattutto contro Treviso e Roseto, sono propellente in una squadra che ha trovato una propria dimensione, che segna tanto (80.7) ma che subisce anche relativamente poco (72.2, quarta miglior difesa con Udine).
Il derby, però, è partita a sé, soprattutto quello bolognese e in particolar modo questa edizione, la prima in A2 e la prima dopo otto anni. Il modo in cui la Virtus lo approccerà dirà molto sulla sua stagione, non tanto da un punto di vista matematico perché non fa segnare più dei due punti che si portano a casa, ma perché conta soprattutto psicologicamente.
Superasse anche questo esame in modo convincente, virtualmente nessun obiettivo sarebbe precluso, alla V nera.
[Di Luigi Ercolani]

Coreografia dei Forever Boys virtussini

