Home NBA, National Basketball AssociationNBA Passion AppUno scambio finito in secondo piano: sarà Nerlens Noel il colpo della trade deadline?

Uno scambio finito in secondo piano: sarà Nerlens Noel il colpo della trade deadline?

di Niccolo Coveri

Questa deadline in un futuro non troppo lontano potrebbe essere ricordata, oltre all’addio di Boogie da Sacto, anche per una steal clamorosa da parte dei Mavericks: due seconde scelte, Justin Anderson e la salma di Andrew Bogut per Nerlens Noel.

Partiamo dalla decisione di Phila.
Ok, hai Embiid, e pensi d’essere a posto per i prossimi secoli, ma visti i suoi numerosi punti interrogativi dal punto di vista fisico, forse dovrebbe essere naturale pensare ad un piano B. Noel ha caratteristiche da ‘one of a kind’, è un lungo versatile e può anche giocare al suo fianco, cosa che Okafor – per immobilismo e scarsa attitude – non potrà mai fare.
Il problema sta sostanzialmente nel suo contratto in scadenza e i Sixers al momento in cui devono scegliere tra il perderlo a “zero” a fine stagione e rifirmarlo a cifre notevoli vanno col minore dei mali.
Scelta quasi obbligata, perché anche volendo dar fiducia all’ex Wildcat, nessuno – a ragion veduta – sembra al momento interessato a mettersi in casa Okafor. O almeno a sacrificare asset importanti o scelte per lui.

Noel e Ferrell

Noel e Ferrell

Ora TheProcess è fuori senza previsione di rientro e Okafor sembra un fantasma nella metà campo difensiva e ha pretese da franchise player in quella offensiva. Noel da par suo, invece ha già illuminato il deserto dei Mavs e stanotte alla prima da titolare contro Memphis – non esattamente la peggior difesa dell’NBA – ha lasciato andar giù una partita discreta.

15 punti
17 rimbalzi
2 assist
1 rubata
2 stoppate
0 palle perse
60% dal campo

Dei sei canestri segnati a stupire è la varietà: Penetrazione, Taglio, Reverse Lay-up, Gancio, Alley-oop, Rimbalzo offensivo e appoggio.
Non sarà il vostro lungo moderno che allarga il campo e spara da 3 come se non ci fosse un domani, ma la sua capacità d’essere efficiente anche in fase d’attacco e in così svariati modi è un plus non indifferente.
Ovvio, non parliamo di un threat offensivo e sicuramente i Mavs non l’hanno preso per questo. Per Coach Carlisle, che era stato costretto per necessità a virare ad inizio stagione su uno Small Ball estremo con Dirk da 5 e Barnes da 4, l’arrivo di un possibile Tyson Chandler 2.0 è stata una benedizione inaspettata. Il paragone, per quanto possa sembrare al momento eccessivo, non è assolutamente campato in aria.

Nell’ancor giovane Nerlens, classe ’94, si vedono i prodromi di un futuro DPOY. Le capacità fisiche e tecniche erano già note a tutti sin dai tempi del college; tanto da ritenerlo una possibile Uncontested First Pick prima del suo infortunio (citofonare Cleveland che non ha creduto in lui prego. Avete detto Bennett?). Si è visto ancora pochissimo, sia in questa stagione sia nelle sue nuove vesti di Mav, ma le stats sono già esemplificative di ciò che il ragazzo è e potrebbe diventare sotto la guida di un Guru cestistico come Carlisle.
Sui 100 possessi Nerlens è :

5th per stoppate (2.2)
1st per rubate (3.6)
2nd per palle perse recuperate (1.7)
1st per deflections (5.0)

Per rendere l’idea, siamo in linea in termini di stoppate+rubate con un esclusivo club composto da Bobby Jones, Gerald Wallace e The Dream. Se la rim protection è ancora un work in progress (61% concesso) – nonostante la spaventosa stoppata su Gasol che vi ho inserito nei commenti – ma può essere condizionata dalla scarsa rim prevention ai tempi di Phila, i numeri nel midrange e in non-restricted area sono comunque incoraggianti, con gli avversari tenuti costantemente sotto il 40%.

Noel non è e non sarà mai un giocatore franchigia, ma è uno di quelli che la storia di una franchigia la può cambiare. Sicuramente, non è uno che svendi per due banane e quattro noccioline, ma dopo l’affare Cousins potremo sempre dire d’aver visto di peggio.

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