Quinto ed ultimo nome dei possibili acquisti che i Rockets potrebbero fare in questa imminente free agency: Carmelo Anthony, ormai la star più privilegiata di questo mercato NBA. Non c’è da stupirsi se effettivamente è così. Le sue medie stagionali sono 27.4 PPG, 3.1 APG ed 8.1 RPG. Grandissimo scorer , Melo ha un arsenale offensivo invidiabile: può giocare in post, può sparare da 2 e da 3 in faccia a chiunque e mettere il tiro ed inoltre passa anche bene la palla. Certo, sappiamo tutti che Anthony non è un grande difensore, ma il nuovo coach difensivo dei Rockets potrebbe aiutarlo in questa sua lacuna.
In questa stagione con i Knicks Melo le ha tentate tutte, ma purtroppo è andata male, e la colpa non è stata di certo la sua. Se vuole vincere qualcosa, potrebbe seriamente prendere in considerazione i Rockets: lui, Howard e Harden, un big three che dire che fa paura è poco. Melo ha tirato con circa il 40% da 3 quest’anno, e sappiamo tutti il tiratore maestoso che è, pertanto con la straordinaria capacità di penetrazione che possiede James Harden, si potrebbe creare una combinazione letale tra i due, con un Howard che sotto canestro se in forma ed invogliato potrebbe dominare, e tutto ciò potrebbe far davvero sognare in grande Houston.
Con Mike Miller, Pau Gasol, Lance Stephenson, Evan Turner ed adesso Carmelo Anthony, vediamo comunque i Rockets di fronte ad una grande scelta: prendere dei role players o grandi nomi?
Per NBA Passion,
Alberto Arbuse

Un interessamento c’è stato da parte dei New Orleans Hornets, che teoricamente con 7 MLN di spazio nel salary cap non avrebbero denaro necessario per poter firmare Monroe, ma con una sign and trade si può arrivare ad un accordo. Anche se Monroe è un nativo di New Orleans, non gli importa dove gioca, ma semplicemente avere un max contract. Per far funzionare una sign and trade, i Pellicani avrebbero un paio di giocatori da inserire nello scambio con i Pistons, tra cui Eric Gordon, Tyreke Evans, Jrue Holiday e Ryan Anderson. Holiday lo hanno acquisito la scorsa stagione, pertanto dubito verrà a Detroit o comunque scambiato. Per Evans vale lo stesso discorso, ed anche stesso non credo proprio che Detroit voglia prendere un giocatore senza un 3-point range, soprattutto se è una guardia come lui. Per quanto riguarda Gordon, si potrebbe inserire in uno scambio comprendente anche Josh Smith avendo entrambi dei mega contratti in mano, ma Monroe? Rimarrebbe un non-starter a Detroit. Per quanto riguarda Anderson, Ala Grande, è più vecchio di Monroe e quindi sfaserebbe un po’ il progetto di Detroit di far crescere insieme i due lunghi che sarebbero dovuti essere Monroe (24 anni) e Drummond (20 anni), ma rimane comunque un 26enne e quindi ancora giovane, ed inoltre finalmente aiuterebbe il sistema dei Pistons ma soprattutto Drummond con un tiro da 3 e dalla media molto efficace (19.8 PPG con 6.5 RPG per lui quest’anno con una percentuale del 43.8% condito da un 40.9% da 3). Ma c’è una cosa da evidenziare ancora, ovvero la situazione contrattuale, a causa della quale i Pistons ed i Pelicans sarebbero impossibilitati a commerciare un Monroe-Anderson, eppure se ci fosse una possibilità di sign and trade, si partirebbe sicuramente da un Monroe-Anderson, con un Monroe a cui sicuramente piacerebbe giocare in coppia con Anthony Davis, e con dei Pistons che, attenzione, dovranno valutare se Anderson rientrerà al 100% dal brutto infortunio al collo che lo ha tenuto fuori la maggior parte di questa stagione.
Stephenson, e lo abbiamo visto in episodi come il soffio nell’orecchio di LeBron James durante la serie contro gli Heat degli ultimi Playoffs, potrebbe però essere anche una distrazione per la squadra, anche se c’è da dire che in ogni partita si può stare sicuri che darà tutto sé stesso, e questo lo ha dimostrato. Per quanto riguarda la situazione contrattuale, il cartellino di Stephenson è un po’ per aria vista e considerata la sua potenziale distrazione di cui parlavamo prima, ma ad un prezzo giusto potrebbe essere un’ottima innesto per Houston. I Rockets con Stephenson dovranno però tenere a mente una cosa: o la va, o la spacca. Alto rischio, ma con una potenziale ricompensa.




Grandissimo arsenale offensivo per lui: maestro del post, eccelso assist man ed ottimo tiratore per allargare il campo, insomma uno skin set da fare invidia. Gasol prenderebbe il posto di Omer Asik in un eventuale arrivo ai Rockets, formando con Howard una Twin Towers che i tifosi dei Rockets potranno finalmente godersi dopo anni e anni di attesa; con la partenza nello starting five, Terrence Jones potrà utilizzare il suo incredibile motore di forza come sesto uomo, dando grande energia ad una panchina che deve sicuramente essere corretta. Durante queste due ultime stagioni, Gasol ha sempre subito il paragone che lo vedeva sotto rispetto al fratello Marc, e avrebbe un’occasione per riscattarsi arrivando ai Rockets, seppur con la possibilità di prendere un contratto non ai livelli di quest’anno.





