Draft NBA, Atlanta Hawks disposti a cedere le tre scelte al secondo giro

atlanta hawks

Gli Atlanta Hawks disporranno di ben 6 scelte tra primo e secondo giro al prossimo draft NBA, e l’obiettivo del general manager della squadra Travis Schlenk sarà quello di monetizzare su tanta abbondanza.

Come riportato da Chris Vivlamore del The Atlanta Journal – Constitution, gli Hawks tenteranno di cedere le tre seconde scelte (35, 41 e 44) in cambio di una scelta più alta, magari persino di primo giro qualora se ne presentasse l’occasione:

Non è un segreto, vogliamo provare a muovere le nostre seconde scelte e vedere se possiamo ottenere qualcosa di più” Così Schlenk “Più facile a dirsi che a farsi, ovviamente“.

le manovre degli Atlanta Hawks potrebbero però non limitarsi ad operazioni minori in sede di draft. La squadra della Georgia disporrà al primo giro rispettivamente delle chiamate 8, 10 e 17, e nei giorni scorsi alcuni report, tra cui quelli dell’esperto di draft Jonathan Givony di ESPN e DraftExpress.com, avevano paventato ipotesi di trade tra Hawks e New York Knicks, che coinvolgessero le scelte 8 e 10 di Atlanta in cambio della numero 3 di NY.

Sebbene 6 scelte tra primo e secondo round possano sembrare a prima vista un’ottima opportunità di aggiungere talento, è improbabile che una squadra giovane ed in rifondazione come Atlanta possa accogliere a roster altri 3 o 4 rookie con necessità di minuti e tempo per imparare e crescere.

Lo scorso 6 giugno, Hawks e Brooklyn Nets hanno raggiunto un accordo per una trade che spedirà in Georgia Allen Crabbe, in cambio di Taurean Prince. Nello scambio, Schlenk ha ottenuto la 17esima scelta dei Nets, e la trade attende solo la deadline del 6 luglio per diventare ufficiale.

Golden State Warriors The Day After, il mondo stravolto in 72 ore, Kerr: “Siamo in un loop”

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Golden State Warriors, The Day After.

Raramente in casa Warriors si sono vissute 72 ore più – sportivamente – drammatiche delle ultime passate dai vertici della squadra, GM Bob Myers in testa, e dai giocatori.

L’ultimo dei tanti dettagli emersi dallo spogliatoio degli ormai ex bi-campioni NBA parla di uno Stephen Curry frustratissimo ed arrabbiato accanirsi contro i muri della vecchia Oracle Arena, dopo l’uno-due ricevuto in pieno volto dalla squadra con i gravi infortuni di Kevin Durant e dello sfortunato Klay Thompson.

Frustrazione di Curry già evidente in campo, durante i lunghissimi secondi passati dopo la caduta a terra di Thompson, con il suo sodale di tante battaglie che prima scaglia il pallone sul parquet con forza, per poi raccogliersi con sguardo perso ed il paradenti perennemente tra le labbra, mentre i compagni accompagnavano Klay a braccia verso gli spogliatoi.

Gli Warriors superstiti hanno lottato sino all’ultimo possesso per la loro stagione, ma la off-season più importante della storia della franchigia era virtualmente già iniziata.

Le free agency di Durant e Thompson rimarranno, certezze alle quali si è aggiunta – purtroppo – l’ulteriore certezza che sia il due volte MVP delle finali NBA che il figlio del grande Mychal saranno costretti a saltare per intero la prossima stagione.

Golden State Warriors, Myers: “Durant e Thompson meritano di essere premiati”

I Golden State Warriors porranno al centro della loro estate il rinnovo al massimo salariale di Klay Thompson. Operazione data per scontata già prima dell’infortunio, confermata già tempo fa da uno dei proprietari della squadra (Joe Lacob), ed oggi doverosa dopo l’attaccamento alla causa ed alla squadra dimostrato da Thompson fino alla fine, anche con un ginocchio danneggiato.

Non sarei un buon GM se non comprendessi il valore di Thompson e Durant per la nostra squadra” Così Bob Myers “Siamo 9-1 nelle finali NBA con Kevin (Durant, ndr) in campo, un dato che la dice lunga. Klay (Thompson, ndr) è fantastico, sono due giocatori che ogni squadra dovrebbe avere il dovere di trattenere ad ogni costo“.

Se per Thompson, per chi dà peso a questo tipo di elucubrazioni, potrà valere un sentimento di “appartenenza”, o di lealtà verso la franchigia che 9 anni fa lo scelse in uscita da Washington State ed ha fatto di lui un All-Star ed un 3 volte campione NBA, diverso e più complesso il discorso per Kevin Durant.

L’ex OKC Thunder ha 30 anni. La rottura del tendine d’Achille è uno degli infortuni più brutali che possano capitare ad un giocatore di pallacanestro, e su diversi esempi purtroppo esistenti, sono pochi i casi di giocatori ritornati sui livelli pre-infortunio, ad anni di distanza.

Nelle ultime stagioni, un infortunio del genere è toccato al “vecchio” Kobe Bryant, a Wesley Matthews (allora ai Portland Trail Blazers), a Rudy Gay, ed al compagno di squadra DeMarcus Cousins. Il recupero quanto più pieno possibile dopo l’intervento è – per testimonianza dei diretti interessati – lungo e difficile, con tempi che vanno ben oltre il “semplice” ritorno ufficiale sul campo da gioco.

Kevin Durant potrà tra qualche giorno uscire dal suo contratto biennale da circa 64 milioni di dollari, per negoziare un rinnovo al massimo salariale con gli Warriors, o con un’altra squadra. I primi report parlano di “interesse immutato” da parte delle tante squadre interessate a KD, nonostante il lungo stop che si profila. Verità? Pretattica? Rispetto per la figura di Durant? Difficile dirlo ora, le uniche parole di cui oggi vale la pena tenere conto suono quelle di Myers:

Dirò solo che (Durant e Thompson, ndr) meritano entrambi la giusta riconoscenza. Come detto, sono due giocatori fondamentali per noi (…) trovare persone con le loro qualità umane non è semplice, e quando le trovi farai poi di tutto per tenerle con te“, Bob Myers dichiara implicitamente l’intenzione della squadra di proporre ad entrambi i giocatori il massimo consentito in termini di denaro e durata del contratto.

Steve Kerr ed il futuro dei Golden State Warriors: “Infortuni cambiano il panorama”

Due rinnovi che se portati a buon fine proietteranno il salary cap dei Golden State Warriors alla cifra mai toccata prima di 375 milioni di dollari in salari, ai quali andrà ad aggiungersi la pesante luxury tax prevista per le squadre “recidive”. Il gruppo proprietario degli Warriors ha sempre dichiarato di – sostanzialmente – non farne una questione di soldi. La squadra si trasferirà dal prossimo anno al Chase Center di San Francisco, un palazzo dello sport di proprietà, che ancor prima di aprire i battenti ha già portato nelle casse societarie un miliardo e mezzo di dollari di utili.

Introiti che però andranno confermati ed aumentati nel tempo. Quale potrà essere la reazione del nuovo pubblico di ‘Frisco ad una stagione giocata senza Kevin Durant (che rimanga o che si trasferisca altrove), e senza Klay Thompson (il giocatore più amato dalla gente di Oakland)?

Ci saranno comunque Stephen Curry e Draymond Green, Andre Iguodala giocherà – salvo sorprese – almeno un’altra stagione. Steve Kerr sarà ancora al posto di comando, la squadra cercherà di trattenere Kevon Looney – altro idolo delle folle – se ve ne sarà la possibilità.

DeMarcus Cousins sarà free agent, gli Warriors non avranno altro modo di trattenerlo se non riproponendogli la mid-level exception con cui l’ex Pelicans arrivò sulla Baia la scorsa estate. Scenario difficile da immaginare, sebbene non sia chiaro di quale tipo di mercato potrà godere l’ex stella di Kentucky dopo una stagione complicata.

Dal draft 2019 e dalla scelta numero 28 difficilmente potrà arrivare un giocatore d’impatto immediato, il giovane Damian Jones aveva mostrato segnali di crescita prima di un infortunio che ha posto fine alla sua stagione, e l’anno prossimo avrà una chance di tornare nelle rotazioni di coach Kerr. Quinn Cook sarà free agent, e potrà sicuramente puntare ad un contratto a cifre maggiori in una squadra che possa garantirgli più minuti.

Cousins? Credo che potremo avere una chance (di trattenerlo a Golden State, ndr)” Kerr sulla free agency di DeMarcus Cousins “Speriamo ovviamente per lui che possa andare a guadagnare più soldi altrove, ma chi lo sa? Ogni anno è diverso, quest’estate ci saranno tante squadre con tanto spazio salariale e soldi da spendere. Noi avremo il nostro daffare con Kevin e Klay, ma chi può sapere come le cose si evolveranno? Ciò che posso dire è che c’è un futuro in questa squadra per DeMarcus Cousins, se deciderà di rimanere“.

Gli infortuni hanno gettato tutto in un loop” Ancora Steve Kerr, che ha terminato la sua stagione abbracciando da fratello maggiore un delusissimo Curry dopo l’errore sull’ultimo possesso di gara 6 “Non ho idea di che cosa Kevin Durant deciderà di fare. Quello che so è che rivogliamo tutti qui, pensiamo che quella attuale sia la situazione ottimale sia per noi che per lui. Per cui, proseguiamo con l’idea di trattenerlo qui con noi, sapendo però che la scelta spetta solo a lui, e che sarà una scelta che noi rispetteremo. Vogliamo solo il suo bene, la decisione sarà solo sua“.

Quello che è accaduto negli ultimi giorni” Prosegue Kerr “Non ha precedenti, nemmeno negli incubi più terribili. Due infortuni così a due dei tuoi giocatori migliori, a poche ore di distanza. Quando mai potrà accadere di nuovo una cosa del genere? Ora siamo in acque inesplorate“.

Raptors campioni NBA 2019, lunedì la parata a Toronto

Los Angeles Lakers rumors Kawhi Leonard-raptors campioni nba Kawhi Leonard

Raptors campioni NBA, la parata celebrativa per le strade di Toronto si terrà lunedì 17 giugno.

Il tour della squadra prenderà il via alle ore 10 dall’OVO Athletic Centre (il centro di allenamento dei Raptors) e si dirigerà verso il centro cittadino procedendo per Lake Shore Boulevard, per poi concludersi davanti alla Toronto City Hall, il famoso complesso di edifici pubblici, uno dei simboli della capitale dell’Ontario.

Non vediamo l’ora di poter mostrare a tutti il nostro Larry O’Brien Trophy” Così il presidente della squadra Masai UjiriLa vittoria significa tantissimo per la nostra città e per il Canada tutto, lunedì celebreremo il raggiungimento di un grande obiettivo“.

Una vittoria davvero rara per la metropoli canadese quella dei Raptors campioni NBA 2019. Prima di Kawhi Leonard e compagni, l’ultimo titolo in uno dei 4 principali sport nordamericani risaliva al 1993, alle World Series vinte dai Toronto Blue Jays contro gli Atlanta Braves (MLB).

La parata per i Raptors campioni NBA sarà la seconda da MVP delle finali per Kawhi Leonard, che dopo la vittoria di gara 6 è diventato il primo giocatore nella storia della NBA a vincere il premio di miglior giocatore di una serie finale in entrambe le conference, e solo il terzo giocatore ogni epoca a vincere il titolo di MVP delle finals con due squadre diverse (Kareem-Abdul Jabbar e LeBron James gli altri due).

Niente player option, Jimmy Butler sarà free agent e Lakers interessati

jimmy butler free agent

Jimmy Butler non eserciterà la player option da 19.8 milioni di dollari prevista sull’ultimo anno del suo contratto, e diventerà unrestricted free agent a partire dal prossimo 30 giugno.

Decisione scontata per l’ex giocatore di Chicago Bulls e Minnesota Timberwolves, dallo scorso novembre in forza ai Philadelphia 76ers. Butler sarà uno dei free agent più ambiti suo mercato nell’estate 2019, una sessione di mercato stravolta già oggi dai gravi infortuni di Kevin Durant e Klay Thompson.

Il prodotto di Marquette è dunque in poche ore diventato “per esclusione” uno dei giocatori su cui si poserà l’interesse maggiore delle squadre con grande disponibilità. Durante la stagione appena conclusasi con la vittoria in 6 partite dei Toronto Raptors di Kawhi Leonard – altro potenziale free agent illustre – sui decimati Golden State Warriors, Jimmy Butler non ha mai nascosto il desiderio di ottenere un contratto al massimo salariale per i prossimi 4 o 5 anni.

Jimmy butler free agent, Lakers “interessati”

Tra i massimi estimatori di Butler ci sarebbero i Los Angeles Lakers, a corto di opzioni dopo gli infortuni delle due star degli Warriors e con l’obbligo di costruire già dalla prossima stagione una squadra da titolo attorno al quasi 35enne LeBron James.

Lakers al momento in trattative con i New Orleans Pelicans per Anthony Davis. Dopo la tregua post trade deadline di febbraio, i rumors attorno alla star dei Pels sono ripresi con vigore, con Los Angeles Lakers e Boston Celtics sulle piste del 7 volte All-Star.

La trattativa per Davis si deciderà probabilmente in base alla disponibilità dei giallo-viola di privarsi di Kyle Kuzma, giocatore che gode di grande stima in Louisiana. I Lakers avranno come noto spazio salariale sufficiente per attrarre un grande free agent con un contratto al massimo salariale, ed in cima alla lista del gm della squadra Rob Pelinka ci sarebbero Kyrie Irving e lo stesso Butler.

In 55 partite disputate con la maglia dei Philadelphia 76ers, Jimmy Butler ha viaggiato a 18.2 punti, 5.3 rimbalzi e 1.8 recuperi a gara. I Sixers avranno come priorità estiva quella di rifirmare l’ex Bulls, alla luce dell’ottima post-season disputata e dalle doti di leadership ed altruismo dimostrate in oltre 4 mesi agli ordini di coach Brett Brown.

Masai Ujiri indagato dopo un alterco con un agente di polizia alla Oracle Arena

masai ujiri

Disavventura proprio nel momento di gloria per Masai Ujiri – presidente ed artefice dei Toronto Raptors campioni – che si ritrova sotto indagine per un incidente occorso con un agente di polizia alla Oracle Arena nei minuti successivi al termine di gara 6 delle finali NBA 2019.

Ujiri avrebbe avuto un alterco con un poliziotto mentre cercava di guadagnare l’acceso al terreno di gioco per unirsi a festeggiamenti dopo la vittoria per 114-110 dei suoi Raptors: “Il vice-sceriffo non ha riconosciuto sul momento Mr Ujiri” Così il sergente Ray Kelly, portavoce dello sceriffo della contea di Alameda, California “L’agente ha richiesto le credenziali, al che (Ujiri, ndr) lo avrebbe spintonato con veemenza, arrivando a colpire al volto un ufficiale in servizio“.

Masai Ujiri indagato, controlli rigidi della NBA

Le autorità stanno al momento indagando sull’accaduto, secondo quanto riportato da ESPN. Kelly ha dichiarato che Masai Ujiri si sarebbe avvicinato alla zona cordonata del terreno di gioco senza le credenziali necessarie, o non esibendole al momento della richiesta. Come dichiarato dal sergente Kelly, la NBA avrebbe “richiesto un controllo severo sulla zona d’accesso al campo da gioco“, che comprendeva il possesso delle necessarie credenziali.

Il protocollo NBA prevede che le persone autorizzate ad accedere al terreno di gioco a partita conclusa esibiscano uno speciale braccialetto al polso: “Stiamo collaborando con le autorità” Così i Raptors in un comunicato ufficialeConfidiamo bel fatto che la situazione possa risolversi al più presto“.

La NBA “indaga su quanto accaduto” in collaborazione con i Toronto Raptors e con le autorità della Contea, come dichiarato da Mike Bass, portavoce della lega.

Zion Williamson in tribunale, fa causa ad agenzia sportiva in Florida

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Zion Williamson fa causa ad una agenzia sportiva con sede in Florida, Gina Ford & Prime Sports, chiedendo l‘annullamento del contratto siglato appena due mesi fa.

A riportare la notizia è Adrian Wojnarowski di ESPN, che cita il documento di citazione in giudizio depositato da Williamson alla Corte Federale del North Carolina.

Dopo aver firmato il contratto il 20 aprile scorso, Zion Williamson aveva deciso già lo scorso 31 maggio di rescindere l’accordo con l’agenzia, che ha però informato la futura prima scelta assoluta al draft NBA 2019 delle pesanti penali previste a carico del cliente in caso di uscita anticipata dal contratto quinquennale, con un massimale che potrebbe lievitare sino ai 100 milioni di dollari.

Secondo i legali di Williamson, il presente contratto non rispetterebbe però le norme federali vigenti in North Carolina, e sarebbe pertanto da considerarsi nullo.

Zion Williamson, gli avvocati: “Violati i suoi diritti di student-athlete”

La decisione di Zion Williamson di recedere dall’accordo è stata motivata dall’intenzione del giocatore di accettare l’offerta della CAA (creative Artists Agency) di Los Angeles. Come riportato nell’atto, la Gina Ford & Prime Sports non sarebbe un’agenzia riconosciuta dalla NBPA (L’associazione giocatori NBA), e non figurerebbe neppure registrata in qualità di agenzia di rappresentanza sportiva ne in Florida ne in North Carolina.

Tra le eccezioni all’accordo rilevate dai legali del prodotto di Duke anche diversi omissis ed irregolarità presenti sul contratto: “Le azioni della Prime Sports sono state portate avanti in aperta violazione dello statuto che in North Carolina regola i diritti degli students-athletes” Così, Jeffrey S. Klein, avvocato di Williamson “Il mio assistito ha pertanto esercitato il diritto di recessione dal contratto in maniera legale, nonostante le minacce di ritorsione della Prime Sports“.

L’agenzia con sede in Florida ha reso nota l’intenzione di difendersi in tribunale: “Confidiamo che la Corte farà valere le nostre ragioni, attendiamo il procedimento con fiducia“.

NBA Finals, Warriors battuti ed a pezzi, Kerr: “Squadra irripetibile, un privilegio allenarli”

warriors battuti

Warriors battuti ed a pezzi nel fisico e nella mente dopo una gara 6 risoltasi solo all’ultimo possesso.

L’ultima recita della Oracle Arena di Oakland, California, si rivela ancor più drammatica della partita precedente, quella dell‘infortunio di Kevin Durant. Con circa 2 minuti da giocare sul cronometro del terzo periodo e la gara in perfetto equilibrio, il fin lì letale Klay Thompson va al ferro di potenza in contropiede, ricade dopo il fallo di Danny Green e nel ricadere il ginocchio destro cede.

L’arena si ammutolisce, Thompson rimane a terra disperato per il dolore e per la consapevolezza di aver chiuso la sua finale NBA, ma come un guerriero si rialza, guadagna gli spogliatoi sulle sue gambe per poi tornare indietro e segnare i due tiri liberi.

Steve Kerr chiede il fallo ai suoi per fermare il gioco e riportare Klay Thompson negli spogliatoi per il verdetto crudele: rottura del legamento crociato del ginocchio destro, partita e serie ovviamente finite ed infortunio che terrà fuori il prodotto di Washington State per almeno 6-8 mesi.

E nonostante tutto” Mastica amaro Steve Kerr nel post gara “Abbiamo avuto un’opportunità di andare a gara 7“. Gli Warriors resistono persino ad un colpo duro come l’infortunio di un giocatore che in 3 quarti di gioco aveva segnato 30 punti con 8 su 12 al tiro e trascinato i suoi, coach Kerr pesca dal fondo della sua panchina e si affida a Quinn Cook, a DeMarcus Cousins, a Shaun Livingston e ad un commovente Andre Iguodala, e con 9 secondi da giocare Golden State ha il possesso per vincere la partita.

Warriors battuti, Green e Curry: “Non è finita per questa squadra”

La rimessa è per Draymond Green (tripla doppia da 11 punti, 19 rimbalzi e 13 assist a fine gara) che riceve in emergenza ma trova Steph Curry in uscita dai blocchi, per un tiro difficile ma realizzabile per lui. Secondo ferro, ottavo errore dalla lunga distanza per Curry e Toronto Raptors campioni NBA 2019, con una vittoria esterna per 114-110 dopo i tiri liberi finali.

Quando mi è stato riferito che Klay (Thompson, ndr) era fuori” Prosegue Steve Kerr “Ho pensato ad uno scherzo… insomma, non poteva essere vero. Ed invece è andata così, non so se gli infortuni siano il prodotto di 5 stagioni giocate al massimo, con 100 partite all’anno, di tutte le fatiche… so solo che è una cosa devastante da subire“.

Steph Curry veste come di consueto i panni del leader dopo una gara da 21 punti (6 su 17 al tiro), 7 assist e tanta, tanta corsa contro una difesa decisa a toglierlo dalla partita: “Questa partita ce la ricorderemo a lungo, ma conoscendoci, conoscendo questa squadra, il nostro carattere, il nostro DNA, so che non è finita per noi, io non scommetterei contro di noi già dal prossimo anno, e più avanti. Sono davvero orgoglioso di come abbiamo lottato, e di questi 5 anni di vittorie“.

L’ultimo tiro? Lo avrei preso 10 volte su 10, siamo riusciti a creare un buon tiro, vedevo il ferro e ci ho provato… un tiro possibile da mettere, lo riprenderei assolutamente

Warriors battuti, Steve Kerr, il più abbattuto: “Grato di aver allenato questo gruppo”

Gli infortuni di Durant – che come riportato da Steve Kerr salterà per intero la stagione NBA 2019\20 dopo l’operazione per rottura del tendine d’Achille della gamba destra – e di Klay Thomspon avranno delle ripercussioni enormi sull’intera lega. Thompson e Durant potranno diventare free agent dal prossimo 1 luglio, i Golden State Warriors vorranno di certo premiare Klay con un contratto al massimo salariale, pur mettendo in preventivo la possibilità che anche il figlio di Mychal possa rimanere fuori per l’intera prossima stagione.

Tutti penseranno ad oggi come alla fine di un’era” Draymond Green nel post gara “Ma non è così, non è una cosa saggia da dire. Questo non è stato il nostro anno, decisamente, ma non tutte le ciambelle riescono col buco, come si suol dire (…) noi torneremo“.

Non si può descrivere ciò che penso di questa squadra” Steve Kerr è decisamente il più deluso in casa WarriorsCosa ho avuto modo di vedere in questi 5 anni è stata una combinazione incredibile di talento, carattere e dedizione totale, qualcosa di irripetibile (…) ed io sono stato un uomo fortunato ad aver avuto la possibilità di allenare un gruppo del genere, come ho detto anche ai ragazzi

La mia gratitudine nei confronti dei miei giocatori non ha limiti, sono stato messo nella posizione di aiutare ed allenare questi ragazzi tutti i giorni, vederli competere, dare tutto quello che avevano. Questa serie e questi playoffs lo dimostrano“.

Warriors battuti, 5 anni da ricordare

Nell’ultima decade, i Golden State Warriors si sono imposti come la squadra più forte e vincente della pallacanestro mondiale. Dal 2014\15 – anno del primo titolo – ad oggi, gli uomini di Steve Kerr hanno vinto il 77% delle partite disputate (399 vittorie totali, il massimo NBA in un periodo di 5 anni), le 5 finali NBA consecutive sono la seconda striscia di finali di fila giocate da una singola squadra (alle spalle degli storici Boston Celtics di ormai 50 ani fa).

Solo San Antonio Spurs, Chicago Bulls e Los Angeles Lakers (all’epoca ancora Minneapolis Lakers) hanno vinto più titoli NBA degli Warriors in un periodo di 5 anni.

Grizzlies, Jonas Valanciunas rinuncia alla player option, sarà free agent

jonas valanciunas

Jonas Valanciunas diventa free agent, il lungo lituano non eserciterà la player option da 17.6 milioni prevista dal suo contratto e si aggiunge pertanto alla lunga lista di free agent di prestigio per l’estate 2019.

La notizia è stata riportata da Adrian Wojnarowski di ESPN. L’intenzione del lituano sarebbe quella di rinegoziare un nuovo accordo con i Memphis Grizzlies, su base pluriennale.

Jonas Valanciunas aveva lasciato i Toronto Raptors lo scorso febbraio in chiusura di trade deadline, in direzione Memphis assieme a C.J. Miles e Delon Wright in cambio di Marc Gasol. In sole 19 partite disputate con la maglia dei Grizzlies, il lituano ha viaggiato a 19.9 punti e 10.7 rimbalzi a partita, prima di fermarsi per un problema alla caviglia destra.

Jonas Valanciunas, Mavs e Hawks oltre ai Grizzlies

Il lituano fu scelto con la quinta scelta assoluta dai Toronto Raptors nel draft NBA 2011. Con la maglia dei canadesi, Valanciunas ha disputato sei stagioni, raggiungendo la post-season per 5 annate consecutive (2014-2018).

All’attivo per Jonas Valanciunas anche due medaglie d’argento ai campionati europei con la nazionale lituana (2013 e 2015), e la nomina nel secondo quintetto di rookie NBA nel 2013.

In 440 partite disputate con la maglia dei Toronto Raptors, Jonas Valanciunas ha viaggiato ad una media di 11.7 punti e 8.6 rimbalzi di media a gara, in 25.5 minuti d’impiego. La sua annata 2018\19 è stata caratterizzata da alcuni problemi fisici, che hanno limitato il 27enne ex Lietuvos Rytas a sole 49 partite: un problema al pollice della mano destra, prima dello stop definitivo dopo l’infortunio alla caviglia.

Come riportato da Bobby Marks di ESPN, in caso di mancato accordo con Memphis, squadre come Dallas Mavericks e Atlanta Hawks, in cerca di un lungo di livello, potrebbero farsi avanti nella corsa al forte centro lituano.

Toronto Raptors verso gara 6, Lowry: “Warriors pronti a battersi, anche noi lo siamo”

toronto raptors

In una serata sportivamente drammatica è sfumato il primo dei due match point per il titolo NBA 2019 per i Toronto Raptors.

I Golden State Warriors hanno resistito al devastante infortunio di Kevin Durant, alla rimonta dei Raptors guidata da Kawhi Leonard e da un ultimo minuto da incubo di DeMarcus Cousins per forzare un’ultima partita alla Oracle Arena di Oakland.

Quale sarà – se vi sarà – il contraccolpo mentale dopo l’infortunio di Durant per gli Warriors, solo il campo potrà dirlo nella notte italiana tra giovedì e venerdì. Ciò su cui i Toronto Raptors vogliono focalizzarsi è la seconda opportunità, per assicurarsi di non sprecarla.

Non vedo l’ora di allenare un’altra partita di queste finali” Coach Nick Nurse conta i minuti alla palla a due “Tutto ciò che è successo, tutte le emozioni, le azioni, le cose che sai di aver potuto fare meglio (…) se riguardiamo oggi (gara 5, ndr), ci sono state delle occasioni in cui abbiamo giocato bene e preso i tiri che volevamo, poi c’è stata un’azione in cui Marc (Gasol, ndr) ha subito un fallo evidente, ma niente fischio, e poi un minuti dopo Kyle (Lowry, ndr) ha preso un buon tiro da tre… piccole cose che avrebbero potuto cambiare tutto“.

Toronto Raptors verso gara 6, Lowry: “Ci siamo”

I Raptors avranno in gara 6 il (presunto) vantaggio di una squadra in salute migliore rispetto ai malmessi Warriors: Kevon Looney sarà della partita nonostante un infortunio al costato, DeMarcus Cousins rimane in difesa un anello debolissimo per coach Kerr, Andre Iguodala e Klay Thompson stanno giocando su alcuni piccoli problemi muscolari.

Dobbiamo solo scendere in campo e fare il nostro dovereKyle Lowry vuole lasciarsi alle spalle l’errore sulla sirena di gara 5 e la stoppata di Draymond Green “Non è una situazione nuova per noi, sappiamo cosa dobbiamo fare. Non siamo una squadra che vive di picchi e cali vistosi, viviamo il momento. Sappiamo che incontreremo una squadra pronta a battersi, ma lo siamo anche noi“.

La vittoria di gara 5 gara ha regalato ai tifosi di Oakland un’ultima recita alla vecchia Oracle Arena, che andrà in pensione dalla prossima stagione. I Golden State Warriors dovranno forzare tra le mura amiche una gara 7 che terrebbe aperto il sogno “Three-Peat” per gli uomini di coach Kerr.

Steph Curry, Klay Thompson, Draymond Green ed il nucleo storico degli Warriors hanno già testato in passato entrambi i lati di una rimonta da uno svantaggio di 1-3, il record casalingo ai playoffs di Golden State non è a dire il vero il viatico migliore per affrontare una partita da dentro o fuori, ma per tanti motivi di versa da tutte le altre già disputate.

Il 12 giugno a Portland, Oregon, è il “Trail Blazers day”, il sindaco: “Ridato vita alla città”

portland trail blazers

Portland, Oregon, il 12 giugno diventa ufficialmente il “Portland Trail Blazers Day“.

Su iniziativa del sindaco della città – il Democratico Ted Wheeler – il consiglio comunale di Portland ha istituito la ricorrenza, come riconoscimento per gli amati Blazers, reduci da una stagione di successo e coronata dalla prima finale di conference della squadra dal lontano 2000.

Alla presenza di coach Terry Stotts, fresco di rinnovo con i Blazers, e del presidente della squadra Neil Olshey, il sindaco Wheeler ha voluto ringraziare pubblicamente Damian Lillard e compagni:

Voglio ringraziarli per aver ridato linfa ed energia alla città” Così il sindaco “Lo dico davvero col cuore, i Blazers hanno dato tutto quello che avevano in campo fino all’ultimo secondo, e la città lo ha capito, i ragazzi sono stati una fonte d’ispirazione“.

In questa giornata onoriamo i Portland Trail Blazers (…) mi congratulo con i giocatori e lo staff per una stagione incredibile. Siamo davvero orgogliosi di avere una squadra come questa, e questa giornata servirà da riconoscimento non solo per i successi ottenuti sul campo, ma per i grandi sforzi profusi con e nella comunità anno dopo anno

Portland Trail Blazers, una stagione da ricordare

I Trail Blazers sono l’unica squadra professionistica dei maggiori 4 sport USA con sede a Portland. I Portland Timbers (Major League Soccer) e le Portland Thornes (National Womes’s Soccer League) le altre due squadre. Blazers (1977) e Timbers (2015) le uniche squadre ad aver vinto un titolo nei rispettivi campionati.

Guidati in campo da Damian Lillard, C.J. McCollum e Jusuf Nurkic, i Trail Blazers hanno chiuso la regular season 208\19 al terzo posto nella Western Conference (53-29), sopravvivendo nel finale di stagione al terribile infortunio del giovane e promettente lungo bosniaco, e reagendo alla scomparsa ad inizio anno dello storico proprietario Paul Allen. I Blazers hanno dunque superato brillantemente gli Oklahoma City Thunder al primo turno di playoffs, riuscendo poi nell’impresa di vincere una difficile gara 7 in trasferta contro i Denver Nuggets nel turno successivo, prima del “cappotto” subito in finale di conference dai campioni in carica Golden State Warriors.

La scomparsa di Allen ha gettato nei mesi scorsi qualche ombra sul futuro della squadra. La franchigia rimane di proprietà del gruppo del co-fondatore di Microsoft, e della sorella di Allen Jody.

Dopo una stagione positiva, sono arrivati i rinnovi contrattuali per coach Stotts e per il presidente Neil Olshey, ed in estate i Blazers provvederanno a blindare con un contratto al massimo salariale la star Damian Lillard, alla sua terza nomina in uno dei primi due quintetti All-NBA in carriera.

Rudy Gay a Kevin Durant: “Niente paura, tornerai alla grande!”

rudy gay a kevin durant

Warriors, i consigli di Rudy Gay a Kevin Durant: “Sarà un processo lungo, non deve avere paura e tornerà quello di prima“.

La rottura del tendine d’Achille è uno degli infortuni più problematici da affrontare per uno sportivo: tempi di recupero lunghi, una riabilitazione difficile accompagnata dal timore – come riportato da tanti “superstiti” – di non poter più tornare l’atleta di un tempo.

Kevin Durant si è sottoposto nella giornata di mercoledì ad un intervento per la rottura del tendine d’Achille della gamba destra, infortunio riportato nel secondo quarto della quinta partita della finale NBA 2019 a Toronto.

Infortunio che lo accomuna, suo malgrado, al suo attuale compagno di squadra DeMarcus Cousins (che si ruppe lo stesso tendine nel gennaio 2018 in maglia New Orleans Pelicans), a J.J. Barea dei Dallas Mavericks (tendine KO lo scorso gennaio per il portoricano) ed a Rudy Gay dei San Antonio Spurs, per citare alcuni degli esempi recenti.

Con lo stesso infortunio, la carriera ad alto livello del 35enne Kobe Bryant terminò il 12 aprile 2013, nelle terzultima partita di regular season contro i Golden State Warriors.

Come riportato da Zach Lowe di ESPN, le proporzioni dell’infortunio di Durant sono tali da mettere in discussione – nei prossimi mesi – numeri e posto nella storia del gioco di un giocatore già oggi, a soli 30 anni d’età, al 31esimo posto nella classifica marcatori NBA ogni epoca. Le medie carriera di Kevin Durant, proiettate per le prossime stagioni, avrebbero permesso alla star dei Golden State Warriors di insidiare addirittura il primato di Kareem-Abdul Jabbar.

Rudy Gay a Kevin Durant: “Non temere, tornerai quello di prima”

Durant potrebbe ritrovarsi costretto a saltare l’intera annata 2019\20 (sono dai 10 ai 12 mesi i tempi di recupero di solito necessari per il ritorno in campo). Nel gennaio del 2017, l’allora giocatore dei Sacramento Kings Rudy Gay chiuse la sua stagione con un infortunio al tendine d’Achille, e fu in grado di ritornare in campo – a San Antonio – nove mesi dopo l’intervento.

L’ala degli Spurs, che sarà free agent in estate, ha raccontato a Marc J. Spears di The Undefeated di aver contattato Durant dopo la notizia del suo infortunio, offrendosi di dargli alcuni consigli “di prima mano”:

“(Durant, ndr) mi ha richiamato, presto faremo una bella chiacchierata (…) la cosa più importante e difficile da fare è saper ascoltare il proprio fisico, trovare il proprio ritmo. Man mano che si sentirà meglio, l’unica cosa davvero importante è imparare ad ascoltare il suo fisico

Dopo l’intervento portai un gesso per tre settimane” prosegue Gay “Sei mesi più tardi ero già in campo, gli Spurs vollero ovviamente andarci cauti“. Nella stagione 2017\18, quella successiva all’infortunio, Rudy Gay giocò 57 partite in maglia nero-argento (11.5 punti e 5 rimbalzi a gara in 21.6 minuti a gara), per poi disputare l’anno successivo una regular season di alto livello, chiusa a 13.7 punti e 6.8 rimbalzi a gara, in 69 partite disputate e 26.7 minuti d’impiego.

Ho capito subito che si trattava del tendine, solo dalle immagini” Rudy Gay torna al momento dell’infortunio con la mente “Ti senti come se una palla di fuoco di attraversasse il corpo dal basso (…) il mio recupero fu uno dei più brevi mai registrati, ma all’inizio fui ben lontano dalla forma migliore, mi ci volle tanto tempo (…) solo nei playoffs (2018, ndr) iniziai a sentire di nuovo buone sensazioni“.

Non dimentichiamo che (Durant, ndr) è altro più di 210 cm, ed è un tiratore incredibile. Anche se all’inizio non dovesse tornare sui suoi livelli, sarebbe comunque migliore della quasi totalità degli altri giocatori. Ma questo è lo scenario peggiore, io so che andrà tutto bene

Lakers e Celtics a colloquio con i Pelicans per Anthony Davis, trade più vicina

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I Boston Celtics ed i Los Angeles Lakers a colloquio con i New Orleans Pelicans per Anthony Davis, come riportato da Adrian Wojnarowksi, Ramona Shelbourne, Brian Windhorst e Zach Lowe di ESPN.

L’obiettivo dei Pelicans è quello di ottenere quanti più asset possibili, se necessario ricorrendo ad una trade che coinvolga più di due team, come riportato nei giorni scorsi. I Lakers avrebbero proposto a David Griffin, presidente dei Pels, la loro quarta scelta assoluta al draft NBA 2019.

Per i Boston Celtics, l’arrivo di Anthony Davis potrebbe rivelarsi la miglior strategia per trattenere in bianco verde la star Kyrie Irving, dato in questi giorni sempre più lontano da Boston dopo una stagione deludente.

Lakers e Celtics in trattative per Anthony Davis, i Pelicans vogliono Kuzma

Proprio nella giornata di mercoledì, l’agente di Anthony Davis Rich Paul aveva confermato l’intenzione del suo assistito di sondare la free agency nel 2020, anno di scadenza dell’attuale contratto di AD, qualunque sia la squadra cui i Pelicans decideranno di cederlo.

“Non ho idea di dove andrà, e non importa” Così Paul “Perché dovrebbe importarmi? Esploreremo la free agency. Ha un anno di contratto, deve giocare, ma dopo di ciò, posso dirlo: Anthony Davis sarà free agent nel 2020”.

Come riportato da Tania Ganguli del LA Times, uno dei giocatori dei Los Angeles Lakers su cui l’attenzione dei Pelicans sarebbe particolarmente alta è Kyle Kuzma. I Lakers sarebbero però al momento restii a cedere il prodotto di Utah. L’offerta di Rob Pelinka, gm dei giallo-viola, sarebbe imperniata su Lonzo Ball, Brandon Ingram e la quarta scelta assoluta 2019.

In un ulteriore sviluppo di una trattativa sempre più ampia, i New Orleans Pelicans potrebbero girare la scelta dei Lakers ad un terzo team, in cambio di un giocatore di impatto immediato. Al contempo, i Los Angeles Lakers potrebbero “risparmiare” e conservare la loro scelta qualora decidessero di cedere su Kuzma.

I Boston Celtics, dal canto loro, saranno costretti dalla Designated Rookie Extension Rule ad attendere sino al 1 luglio (primo giorno della free agency 2019) per tentare ufficialmente l’assalto a Anthony Davis. Le regole salariali NBA vietano al momento a Boston di avere due “designated players” (Davis e Irving) sotto contratto contemporaneamente.