Home Basket femminileAltri guai per Cathy Engelbert: “task force sulle atlete transgender” e ora la grana Carrington-Cunningham

Altri guai per Cathy Engelbert: “task force sulle atlete transgender” e ora la grana Carrington-Cunningham

di Michele Gibin
dijonai carrington fallo sophie cunningham

Ogni giorno pare un problema nuovo per la commissioner WNBA Cathy Engelbert, da mesi in discussione ma che per ora resta al proprio posto mentre la lega da lei presieduta cresce di livello in campo, e quindi anche di popolarità.

Popolarità mediatica però “tirata” anche da questioni extra-campo, come ad esempio la boutade di Enes Kanter Freedom che da attivista-polemista quale si è reinventato, si è provocatoriamente dichiarato eleggibile al prossimo draft WNBA in aperta critica al regolamento della lega, a suo dire vago nel definire i confini di genere di un’atleta. Sparata destinata a restare tale e che non necessita righe extra di spazio, ma che si è inserita nel discorso più ampio di sport femminile e inclusività, e apertura alle atlete transgender.

So che tante di voi hanno ricevuto domande sulla questione di atlete transgender e partecipazione alle competizioni femminili” ha scritto Engelbert in una nota inviata alle squadre e alle giocatrici della WNBA “Ci aspettiamo che resterà un tema pressante e che avrà molta attenzione. Vi scrivo per comunicarvi come stiamo affrontando la questione negli uffici della lega e per ringraziare quante di voi hanno risposto con attenzione professionalità (…) la WNBA affronterà sempre con grande rispetto e attenzione tale tematica, in osservana dei valori fondativi della nostra lega. Le regole che determinano l’eleggibilità sono regole condivise tra le parti, al contrario di altre leghe, e garantire l’integrità del gioco e regole e una competizione giusta sarà sempre la nostra priorità“.

E ancora, “riconosciamo che la questione delle atlete transgender sia sfaccettata e complessa, e continueremo a parlarne nei prossimi giorni e settimane” con una task force ad hoc che comprenderà le presidenti e i presidenti delle squadre, e i rappresentati dei front office come annunciato dalla WNBA.

Se le provocazioni griffate Kanter Freedom sono destinate a restare tali, e se la ben più seria questione dell’apertura o meno agli sport femminili per le atlete transgender sarà una decisione politica a alti livelli negli Stati Uniti, ben più “locale” resta il problema per la WNBA delle innegabili tensioni tra alcune giocatrici, dettate anche dalle dichiarazioni e dalle posizioni di alcune di queste. Nel weekend appena trascorso ha fatto rumore un fallaccio commesso da DiJonai Carrington delle Chicago Sky ai danni di Sophie Cunningham delle Indiana Fever, la giocatrice che con le sue dichiarazioni di alcune settimane fa – peraltro argomentate e assolutamente non discriminatorie – è però diventata anche strumento di lotta politica.

Carrington ha abbrancato e gettato a terra Cunningham che era lanciata a canestro in contropiede, inevitabile il fallo flagrant di tipo 2 per un contatto illegale sopra la linea delle spalle, e l’espulsione diretta per la guardia delle Sky. Evitabilissimo invece il commento a mezzo social della stessa DiJonai Carrington, che subito dopo la partita ha postato su Threads a caratteri maiuscoli “WHITE PRIVILEGE“, insinuando dei supposti trattamenti di favore verso Cunningham e altre altete WNBA bianche. Un caso che scotta, e che ora la WNBA dovrà amministrare oltre la normale espulsione per Carrington. “Penso che la lega se ne occuperà come deve. Ma non penso che il razzismo centri davvero qualcosa. Un anno fa feci un fallo simile e fui cacciata allo stesso modo, come giusto. Non c’era davvero bisogno di usare questa carta del razzismo” ha commentato Sophie Cunningham.

Sempre a mezzo social, Carrington si è difesa: “Sostengo ciò che ho detto, sono stata espulsa perché le giocatrici bianche sono più tutelate. Non ho colpito Sophie apposta, ho cercato il pallone ma ho commesso un errore. Qualunque arbitro dotato di senno lo avrebbe visto e invece tutti si sono voltati dall’altra parte. Non è giusto“. Una posizione oggettivamente complicata da supportare, le immagini mostrano la volontarietà della guardia delle Sky che va dritta sul volto di Sophie Cunningham col braccio sinistro per commettere un fallo duro.

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