L’ex giocatore NBA oggi attivista e provocatore Enes Kanter Freedom è stato allontanato dal suo posto sulle prime file durante la partita tra le Chicago Sky e le Indiana Fever alla Wintrust Aren di Chicago, dopo un confronto verbale con Natasha Cloud.
Freedom, che nelle ultime settimane ha fatto parlare di sé per una provocazione lanciata alla WNBA sulla sua politica di ammissione delle atlete transgender, dichiarando che – dal momento che “regolamento alla mano” sia sufficiente dichiararsi donna per poter giocare nella lega – si sarebbe iscritto al draft WNBA 2027 e avrebbe giocato nella lega femminile, si è presentato alla Wintrust Arena indossando una maglietta con la scritta “WOMAN noun. adult human female” e durante il terzo quarto di gioco ha avuto un confronto verbale con la star delle Sky Natasha Cloud. La giocatrice ha urlato qualcosa all’ex Blazers e Celtics, che a sua volta ha cercato di avvicinarsi al terreno di gioco, venendo fermato dalla security e poi allontanato.
Già prima della palla a due Kanter Freedom aveva avuto degli scambi con alcuni presenti fuori dall’arena, e postati sui social nelle ore successive. Dopo la partita Natasha Cloud non ha parlato con i giornalisti ma ha dato la sua versione di quanto accaduto alla squadra e al personale della sicurezza dell’arena. In campo le Indiana Fever hanno vinto per 113-90 con 37 punti e 8 su 12 da tre di Caitlin Clark, 30 punti di Kesley Mitchell e un quarto periodo da 30-13 di parziale.
Kanter Freedom ha documentato il suo “blitz” alla Wintrust Arena sui suoi canali social, ritraendosi durante l’intervallo della partita mentre andava ai servizi femminili commentando “E’ il momento di una pausa e le regole sono regole…” e quindi dedicandosi all’episodio con Natasha Cloud “Sono appena stato buttato fuori da una partita per aver espresso supporto alle donne! (…) finisce sempre così, sono sempre le donne che si odiano tra loro“. Dopo essere stato allontanato dagli spalti, Freedom ha poi discusso con la security dell’arena per diversi minuti.
A commentare l’accaduto per le Chicago Sky è stato coach Tyler Marsh: “Se uno viene alla partita è perché vuole godersela, credo. E’ davvero così semplice, e queste giocatrici si meritano e si sono guadagnate questo. E se sei un ex giocatore, chi meglio di te può capirlo? Natasha Cloud? Era solo preoccupata di essere stata una distrazione per la squadra ma non è così, noi apprezziamo come voglia proteggere e tutelare il nostro gruppo e le persone. Natasha è fatta così e noi siamo sempre dalla sua parte“.
Enes Kanter Freedom si è “infilato” con un certo grado di successo mediatico nella polemica attorno alla WNBA, e accesa da alcune dichiarazioni della giocatrice delle Fever Sophie Cunningham la quale nelle scorse settimane si era espressa contro la possibilità di permettere alle atlete transgender di competere negli sport femminili, soprattutto a livello giovanile e scolastico. Posizione che Cunningham aveva spiegato essere “di buon senso” e senza volontà discriminatorie. La WNBA non vieta espressamente alle atlete transgender di giocare nella lega e stabilisce solo che un’atleta “debba essere riconosciuta come donna” senza ulteriori definizioni. Nessun’atleta transgender ha mai giocato nella WNBA dal 1997 a oggi.
Dopo l’intervista di Sophie Cunningham, le partite WNBA delle Fever sono state nelle varie città d’America toccate l’occasione per alcune piccole manifestazioni sia in appoggio alla giocatrice e alle sue idee, sia in opposizione. Nessuna di queste ha creato problemi di ordine pubblico né incidenti ma il fenomeno è stato abbastanza regolare perché se ne parlasse sui media e sui social, ancor di più dopo la boutade dell’ex giocatore NBA, oggi attivista politico.

