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Brittney Griner “trasferita in una colonia penale in Mordovia”

di Michele Gibin

Secondo quanto riportato da Reuters, la giocatrice WNBA Brittney Griner è stata trasferita in una colonia penale in Mordovia, regione federale nel distretto del Volga a 500 Km a Est di Mosca.

Trasferimento che era atteso e temuto dalle autorità USA e dai familiari della giocatrice delle Phoenix Mercury dopo il rigetto da parte del tribunale a ottobre dell’appello contro i 9 anni e mezzo di carcere per possesso e traffico di stupefacenti, appello che aveva formalmente chiuso per la giustizia russa il processo a suo carico.

Secondo Reuters, Griner sarebbe stata spostata in una colonia penale femminile a Yavas, dove la Russia ha riconvertito parte delle strutture note durante l’Unione Sovietica e il terrore di Stalin come gulag, a carceri federali di massima sicurezza. Le autorità USA, interpellate dall’agenzia di stampa, hanno risposto di essere “a conoscenza dei report che parlano del trasferimento” di Brittney Griner, “e di essere in contatto con i suoi legali“. Le autorità hanno protestato formalmente con la Russia per la mancata notifica del trasferimento di una cittadina USA, e attraverso l’ambasciata “chiederanno ulteriori informazioni su dove si trovi“.

A Yavas esitono tre grandi colonie penali, tra cui una maschile e una femminile, dove anche l’altro cittadino americano detenuto in Russia, Paul Whelan, è stato trasferito nel 2020 dopo una condanna a 16 anni di carcere per spionaggio. Nelle scorse settimane, alcuni ex detenuti sia russi che americani avevano descritto ai media USA le condizioni durissime della detenzione nelle colonie penali come quella in cui è stata trasferita la giocatrice.

Campi di lavoro forzato, affollati e con scarsa igiene e assistenza medica, in cui di solito le detenute svolgono lavori di sartoria delle divise delle forze dell’ordine e dell’esercito russi, e grandi stanzoni comuni al posto di celle separate. E dove la disciplina è ferrea e le sanzioni anche per infrazioni banali dei regolamenti sono dure, fino alla cella d’isolamento nelle vecchie “gattabuie” sovietiche descritte, tra gli altri, da Alexandr Solzenicyn in Arcipelago Gulag.

Nelle colonie penali di massima sicurezza russe, come descritto dai familiari di Paul Whelan, le detenute e i detenuti hanno diritto a una chiamata di massimo 15 minuti al giorno con un familiare deputato, e nessuna connessione a internet, e spesso l’accesso a farmaci, medicinali o altri generi di conforto “è possibile solo corrompendo le guardie carcerarie (…) le telefonate sono registrate e le lettere trascritte e tradotte“.

Secondo alcune testimonianze, il suo status di detenuta “celebre” e la cittadinanza USA dovrebbero servire a proteggere Brittney Griner e a evitarle vessazioni particolari o lavori tra i più duri nella colonia penale. L’obiettivo delle autorità russe dovrebbe essere quello di preservare l’incolumità fisica della giocatrice, mentre le diplomazie trattano per uno scambio di prigionieri. Le condizioni definie “inumane” delle colonie penali russe sono state oggetto di report per le violazioni dei diritti umani da parte dell’Unione Europea, e del dipartimento di Stato americano.

Brittney Griner è stata arrestata a Mosca all’aeroporto Sheremetyevo lo scorso febbraio, trovata in possesso di meno di un grammo di olio di hashish nel suo bagaglio, in cartucce per sigaretta elettronica, e condannata a 9 anni e mezzo (poi ridotti a 8 in appello) di detenzione per traffico e possesso di stupefacenti. Griner si stava recando a Ekaterinburg per iniziare la preparazione con l’UMMC al campionato russo e all’Eurolega, prima dello scoppio dell’invasione russa all’Ucraina.

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