Home Basket femminileWNBA, Women's National Basketball Association“Doveva darsi una regolata”, come Kelsey Plum è rinata in gara 2

“Doveva darsi una regolata”, come Kelsey Plum è rinata in gara 2

di Michele Gibin
kelsey plum

Il tiro da tre punti non ne vuole sapere ancora di entrare, ma Kelsey Plum ha dimostrato anche in gara 2 di saper contribuire in altri modi in campo.

Le Las Vegas Aces sono a una sola vittoria dal primo titolo WNBA della loro storia, in vantaggio per 2-0 sulle Connecticut Sun, e a ispirare le padrone di casa è stata la guarda da Washington, che non ha tirato bene da tre (1 su 6)… ma ha fatto tutto il resto.

Compreso sfidare a testa alta Jonquel Jones e Alyssa Thomas sotto canestro, guadagnarsi 5 tiri liberi e rispondere al tentativo di rimonta delle Sun a inizio terzo quarto in prima persona. Il suo “bottino” di gara 2 recita 20 punti, 7 assist e +14 di plus\minus, e il titolo ufficioso di MVP della partita.

Gara 1 era stata per Plum la peggior partita dei suoi playoffs, le Aces avevano rischiato grosso ed era stata A’ja Wilson a provare a pungolare la sua point guard il giorno successivo. “Kelsey? Le ho detto che deve solo darsi una c***o di regolata“.

Detto, fatto.

Alla fine, si trattava solo di questo, mi sono assicurata che lei capisse che abbiamo bisogno che lei faccia canestro. Magari sono stata un po’ dura ma Kelsey è una professionista, è entrata in campo e ha eseguito“, così Wilson dopo gara 2.

Kelsey Plum è famosa per cercare, e accettare, sempre e solo il meglio da sé stessa, e dopo la malaparata personale di gara 1, in cui coach Becky Hammon l’aveva persino sostituita nel momento migliore per Las Vegas, ce n’era da avere “le mani piene” come si dice in inglese. “Spesso sono fin troppo dura con me stessa e si, il modo in cui ho giocato finora mi ha frustrato un po’. Ringrazio le mie compagne che mi hanno trascinato, ora mi sono aggiunta anche io alla festa. In passato mi sarei sicuramente abbattuta, ma le tante cose che ho vissuto negli anni mi hanno insegnato che in fondo sono sempre in grado di rimbalzare e reagire. Devo solo continuare a tirare (…) gli anni bui a San Antonio tendo a dimenticarli, quello che le Aces stanno facendo qui è fantastico, Marc Davis, l’arrivo di coach Hammon e di tutte queste giocatrici di livello… non è una cosa scontata in questa lega“.

Hammon aveva suggerito a Kelsey Plum in gara 2 di “vivere nell’area dei 3 secondi”, ovvero di attaccare di più il canestro. “Lei è sempre una minaccia, anche se il tiro non va. E’ rapida e veloce, le ho detto di attaccare, noi avremmo vissuto con i risultati“.

Una Kelsey Plum così, è quasi troppa grazia per delle Las Vegas Aces superiori ovunque a Connecticut in gara 2. A’ja Wilson sta giocando da MVP (anche delle Finals?), Chelsea Gray sta disputando semplicemente i migliori playoffs di sempre – WNBA e NBA comprese – per efficienza al tiro. Wilson, Gray e Plum hanno segnato da sole in gara 2 67 punti, contro i 71 complessivi delle Sun. Con numeri del genere, difficile per Connecticut provare ad allungare la serie.

Dopo gara 2,coach Curt Miller ha individuato nel primo quarto (23-15) il momento fatale per le Sun: “Ci è mancato l’approccio giusto. Ora pensiamo solo a gara 3 e non al fatto che dobbiamo vincere tre partite di fila“.

Prima e dopo la partita, le Aces hanno ricevuto la breve visita di Gregg Popovich, alla Michelob Ultra Arena per seguire la sua ex assistant coach Becky Hammon: “Non avete certo bisogno di me, ma vedervi giocare è stato grandioso. Il modo in cui giocate, fisico, e l’esecuzione, è bello da vedere“.

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