La WNBA ha sospeso per 5 partite Celeste Keaton, co-proprietaria delle Seattle Storm che in occasione della partita di martedì contro le Indiana Fever alla Climate Pledge Arena, aveva apostrofato due ragazze che dalle prime file avevano esposto dei cartelli in sostegno a Sophie Cunningham, giocatrice delle Fever al centro del dibattito mediatico per alcune sue dichiarazioni recenti.
Nei cartelli esposti, le due ragazze ringraziavano Cunningham per aver “protetto le più giovani” e “preso posizione“. Sophie Cunnigham si era detta in un’intervista recente per ESPN, contro la possibilità di consentire ad atlete transgender di competere negli sport femminili, soprattutto a livello giovanile e scolastico. Secondo le due tifose, Keaton le avrebbe insultate.
Attestato l’accaduto, la WNBA ha sospeso e multato la donna, le Seattle Storm hanno diffuso un comunicato a firma della proprietaria di maggioranza della squadra Ginny Gilder, in cui le Storm ribadiscono che “chiunque assista alle nostre partite deve sentirsi il benvenuto“. Prima della partita tra Storm e Fever, agli ingressi dell’arena si era tenuta una piccola manifestazione per una proposta di legge dello stato di Washington che proibirebbe alle atlete transgender di partecipare alle gare e competizioni sportive femminili in tutte le scuole dello stato. Battaglia di cui Sophie Cunningham per le sue posizioni, peraltro espresse in maniera del tutto rispettosa e senza volontà discriminatorie, è diventata un simbolo.
La stessa giocatrice di Indiana ha commentato l’accaduto su X spiegando ancora di non avere alcun pregiudizio di sorta, ribadendo come nella società “ci sia spazio per tutti” e che “tutti sono benvenuti alla mia tavola”, aggiungendo “l’imbarazzo per la co-proprietaria” delle Seattle Storm.

