Home EurolegaBilly Baron annuncia il ritiro: “Grazie pallacanestro”

Billy Baron annuncia il ritiro: “Grazie pallacanestro”

di Stefano Sanaldi
Billy Baron esulta dopo un canestro in Olimpia Milano-Stella Rossa.

Come un fulmine a ciel sereno arriva una notizia che sconvolge il mondo del basket: Billy Baron ha ufficializzato il suo addio al basket giocato. Alla soglia dei 34 anni, l’ex giocatore di Olimpia Milano ha gettato la spugna dopo l’infortunio al gomito destro che gli ha impedito di giocare la passata stagione. L’annuncio attraverso un post sul suo profilo X.

Billy Baron: “Lo scorso anno ho affrontato il lato brutto del basket” 

Attraverso una lettera pubblicata sul suo profilo X, Billy Baron ha comunicato la decisione di lasciare l’attività agonistica. Termina così la carriera di uno dei tiratori più mortiferi di tutta Europa, un giocatore che ha fatto impazzire le difese avversarie, spesso in difficoltà nel limitarne la pericolosità.

La carriera europea di Billy Baron inizia nel lontano 2014 quando, dopo aver terminato la sua avventura nel college basketball americano. Nei 10 anni trascorsi nel Vecchio Continente, Baron ha vestito le maglie di Ryras, Charleroi, Murcia e Eskisehir. Nel 2018 il passaggio alla Stella Rossa di Belgrado, formazione con sale alla ribalta nel grande basket europeo. In Serbia conquista subito Supercoppa, ABA Liga, di cui è stato nominato MVP della finali, e il campionato serbo. Anche nel campionato nazionale, Baron lascia il segno con il canestro decisivo in gara-4 contro il Partizan. 

Nel 2022 passa allo Zenit di San pPetroburgo, formazione con cui conquista la VTB League dello stesso anno. A causa del conflitto tra Russia e Ucraina, nella stessa estate lascia San Pietroburgo e si trasferisce all’Olimpia Milano, dove resta per due stagioni. Con le scarpette rosse conquista due tricolori.

La lettera di Billy Baron

Ecco il testo integrale della lettere pubblicata da Billi Baron: Non è mai facile smettere di inseguire qualcosa, soprattutto quando lo si fa da sempre. Sono cresciuto in uno spogliatoio, mi sono innamorato del gioco frequentando le squadre di mio padre. Ho vissuto gli alti e i bassi emotivi di questo sport che mi ha fatto nascere questa folle ossessione fin da giovane. Mia madre mi accompagnava a tutte le partite e agli allenamenti. Si è resa disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7 per poter essere dove dovevamo essere. Mio fratello era il mio idolo, ma anche il mio obiettivo. Ha tracciato per me una mappa per aiutarmi a diventare il giocatore che sono diventato e mi ha spinto a migliorare grazie ai suoi successi.

Purtroppo, l’anno scorso ho affrontato il lato brutto del gioco. È stata un’esperienza che non auguro a nessuno. Dopo che l’HSS di New York è stato in grado di rimediare al casino in cui sono stato lasciato , ho lottato per tornare meglio di prima. Dentro di me sentivo di avere ancora molti anni buoni, ma ho subito scoperto che non sarebbe stato così. Non era il modo in cui immaginavo che le cose finissero. Ma mentre sono seduto qui scrivendo, sono frustrato per le cicatrici che mi sono rimaste, ma sono estremamente grato di essere arrivato fin qui.

Grazie a tutti gli allenatori che ho avuto, al Bishop Hendicken e alla Worcester Academy. Grazie al Canisius College,a Lietuvos Rytas, Charlreoi, Murcia e Eskisehir. Grazie a Crvena Zvezda per avermi fatto vivere un’esperienza di basket che avrei potuto solo sognare e per avermi dato l’opportunità di poter giocare di fronte ai migliori tifosi del mondo.

Grazie allo Zenit e soprattutto a Xavi Pascual per aver cambiato il mio approccio. Grazie al Signor Armani per avermi dato l’opportunità di venire in Italia. E grazie agli Shangai Sharks per avermi dato l’ultima possibilità”. 

Nessun cenno all’Olimpia

Nel suo saluto al basket, Billy Baron non cita mai l’Olimpia Milano, se non indirettamente. A un certo punto della sua lettera, il tiratore di Altoon dice: “il casino in cui sono stato lasciato”,  parole critiche verso lo staff medico di Olimpia Milano? Insomma, un messaggio criptico quello di Baron nei confronti della sua ex squadra, che non nomina mai. Nemmeno nei ringraziamenti finali. Per il capitolo Olimpia, Baron cita solo il Signor Armani.

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