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Up and Down della quarta giornata di Eurolega

di Alessandro Minola

Ai vertici ed in fondo alla classifica la situazione non è cambiata dopo la quarta giornata di Eurolega: sempre a punteggio pieno Barcellona e CSKA Mosca ( che purtroppo ha però perso per infortunio uno dei suoi giocatori di punta, Will Clyburn), mentre il Valencia è sempre in fondo alla classifica con 0 punti. Grande equilibrio nel resto della classifica. Molte squadre hanno usufruito del fattore campo e grazie al tifo sono riusciti a portare a casa sfide difficili. Ecco dunque i protagonisti della giornata, sia in positivo che in negativo.

Up della quarta giornata di Eurolega

Bryant Dunston: il centro dell’Anadolu Efes giovedì sera contro il Real ha offerto una prestazione completa da entrambi i lati del campo: 17 punti, 8 rimbalzi (di cui 2 offensivi, uno concretizzato subito con un bel tap-in), 3 assist e 2 stoppate. Dunston si è trovato davanti il miglior difensore della scorsa stagione di Eurolega, il capoverdiano Walter Tavares, che tra l’altro è alto quasi venti centimetri più alto di lui, ma non si è fatto intimorire; anzi, ha limitato il suo apporto a soli cinque rimbalzi difensivi, e nessun punto. Menzione d’onore anche per l’ex Olimpia Milano Krunoslav Simon, i cui numeri sono molto simili a quelli del sopracitato Dunston, che però vince il premio di MVP della partita.

Khimki Moscow Region: la squadra russa quest’anno è senza dubbio una delle favorite a raggiungere i playoffs, forse anche la Final Four con un po’ di fortuna. Nonostante siano ancora privi di due giocatori importanti (il playmaker Stefan Jovic ed il centro ex-NBA Timofey Mozgov),i ragazzi di coach Kurtinaitis hanno conquistato un’ottima vittoria in trasferta all’Audi Dome di Monaco di Baviera, uno dei campi più difficili della competizione. Aleksej Shved si conferma un top player: per lui 19 punti e ben 9 assist; di solito tende a monopolizzare un po’ il gioco, ma quando riesce a far segnare i compagni, come in questo caso, è un vero e proprio valore aggiunto. Sempre più decisivo il cecchino Janis Timma, che sembra in ripresa dopo la pessima annata all’Olympiacos.

Amedeo Della Valle: nelle fila di Milano ci sono certamente giocatori che ieri sera hanno prodotto di più in termini statistici rispetto ad Amedeo, ma la sua prestazione ha stupito tutti. Al momento del suo ingresso in campo sembrava teleguidato da Ettore Messina; ha infatti contribuito con tutto ciò che un allenatore vorrebbe da un giocatore in uscita dalla panchina: energia, punti, concentrazione, intensità. Sono stati 10 i suoi punti (su 15 totali, segnati in un amen) che nel primo quarto hanno scavato un divario che poi nell’arco della partita il Fenerbahçe non è più stato in grado di colmare. Si può addirittura pensare che sia stato d’esempio per tutti i compagni, visto che dopo la sua fiammata tutti hanno innalzato il livello del loro gioco, in particolare Sergio Rodriguez e Arturas Gudaitis, che a tratti è sembrato quello dell’anno scorso, prima dell’infortunio.

Down della: alcune prestazioni sottotono

Jefferey Taylor: per l’ala piccola di passaporto svedese pessima prestazione balistica, 0/8 al tiro in quasi 25 minuti sul parquet. Ho preso lui come esempio, però in realtà l’intera squadra del Real non ha mostrato segnali positivi. Solitamente l’ala forte Anthony Randolph fa grandi giocate su entrambi i lati del campo, mentre contro l’Efes non ha brillato. Anche Facundo Campazzo sbaglia poche partite, ma l’altra sera a parte 7 assist ha influito ben poco sull’andamento della partita. Probabilmente ciò è tutto merito della difesa dell’Efes, allestita dall’esperto coach Ergin Ataman, che ha fatto di questa fase del gioco il punto di forza della sua squadra.

Fenerbahçe Beko Istanbul: quest’anno la squadra turca alla quarta giornata di Eurolega non ha ancora trovato la sua identità. Si pensava che il rientro di Joffrey Lauvergne potesse essere d’aiuto, ma non è cambiato molto. Come affermato da coach Zeljko Obradovic nella conferenza stampa post-partita, non si è visto nulla di ciò che era stato preparato in vista della partita. La prestazione è stata troppo altalenante; alcune azioni erano degne di una squadra di questo livello, altre volte invece sono stati commessi errori banali che non vanno commessi, soprattutto quando di fronte si ha una squadra in palla come l’Olimpia di ieri sera. Unico a salvarsi Jan Vesely: per lui 13 punti e 7 rimbalzi.

Crvena Zvezda mts Belgrado: la partenza di coach Milan Tomic si è fatta sentire eccome: è infatti arrivata una brutta sconfitta casalinga contro il Barcellona, completamente privo di playmaker (erano out infatti Thomas Heurtel, Kevin Pangos e Malcolm Delaney, ai quali si è aggiunta anche l’ala Victor Claver).  I serbi non sono riusciti a sfruttare quest’occasione ghiotta ed hanno resistito per  due quarti; poi sono saliti in cattedra Nikola Mirotic e Kyle Kuric, che hanno ammazzato la partita. Per la Stella Rossa scarso l’apporto degli americani: Charles Jenkins e Lorenzo Brown non riescono ad incidere dopo un promettente inizio.

 

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