Justin Robinson è forse l’acquisto più interessante del mercato della Carpegna Prosciutto Pesaro. 27 punti, 7 rimbalzi e 7 assist. Il tutto tirando 9/16 (56%) dal campo e senza perdere neanche un pallone. Una partita magistrale che va a chiudere l’eccellente girone della Supercoppa 2020 disputato dalla Carpegna Prosciutto Pesaro e dal suo playmaker.
L’unico sempre sopra la sufficienza, anche nella partita di ritorno contro l’Happy Casa Brindisi, seppur risicata e, ad ora, il solo in grado di inventare gioco dal nulla. Una qualità che Massenat, Tambone e Filloy devono ritrovare al più presto, altrimenti gestire tutti i possessi da solo sarà difficile contro squadre più attrezzate e preparate. Resta da dire però che se Robinson è questo tipo di giocatore, Pesaro può permettersi di aspettare gli altri “piccoli” del roster.
Una vita da underdog ma piena di rivincite, chi è Justin Robinson
Classe 1995, Robinson è nato e cresciuto a Kingston, città nello stato di New York lontana due ore dalla Grande Mela, dove ha mosso i primi passi verso il basket professionistico. Ha iniziato a giocare nella scuola della sua città, la Kingston High School quando però le idee erano ancora abbastanza confuse. Infatti contemporaneamente alla squadra di basket, Robinson, per via della sua statura, decise di provare anche il football come defensive back. La vera passione però si è rivelata essere presto la pallacanestro, anche se al momento non aveva nessuna offerta in uscita dall’high school.
Si fece avanti il Monmouth University, la cui squadra di basket, gli Monmouth Hawks, militava nella MAAC (Metro Atlantic Athletic Conference). La prima uscita, fu contro la ben più quotata Notre Dame: 22 punti per Robinson nella vittoria con il punteggio di 70-68, la prima della storia dell’ateneo contro un’avversaria di questo calibro.
Il vero miracolo però avvenne alla seconda stagione, quando da sophomore, Robinson mette a referto 20.2 punti, 3.7 assist e 2.1 rubate, portando la sua squadra a vincere il primo titolo della MAAC con 25 vittorie finali (record dell’università). In quella stagione inoltre, venne eletto anche Player of The Year, premio che ha bissato poi nella sua ultima stagione.
Ormai la sua statura non è più un problema, le qualità balistiche sono in grado di superare anche gli addetti ai lavori più prevenuti e, infatti, nel 2017 vola in Russia a giocare per lo Avtodor Saratov, squadra militante in VTB League e in FIBA Europe Cup.
Sono i 10.7 punti, 6.8 assist e 1.5 rubata a match, che gli permettono di mettersi in luce e di strappare un accordo biennale in Francia allo Elan Chalon. Il campionato francese rappresenta un ottimo palcoscenico in cui giocare, essendo uno dei campionati con il livello più alto in Europa. Chiude il primo anno da titolare a 15.2 punti, 8.2 assist e il premio di miglior assist-man del campionato. Cifre confermate anche nel suo secondo anno a Chalon, in cui riusce a sfiorare il 40% da tre punti (39.2%), che gli valgono l’interesse di un allenatore del calibro di coach Jasmin Repesa.
È stato appena acquistato Tyler Cain per il ruolo di centro quando, la VL, bisognosa di un playmaker puro in grado di saperlo servire, decide di abbandonare le piste che portano alle solite combo guard viste negli ultimi anni e si affaccia alla porta del numero 12. Potrebbe essere presto per dirlo, ma la scelta sembra essere azzeccata, così come sembra essere già ottimo il feeling tra i due protagonisti di questo inizio di stagione oltre le aspettative. Per una squadra destinata alla retrocessione in Serie A2 qualora non fosse stato fermato il campionato causa Covid-19, 4 vittorie e 2 sconfitte in Supercoppa rappresentano un ottimo bottino. La vita spesso regala grandi storie di rivincite e questa sembra essere una di quelle, nel segno di Justin Robinson, giocatore di cui tutti sono già innamorati.

