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Allianz Trieste-S.Bernardo-Cinelandia Cantù: il recap

di Luigi Ercolani

Lo aveva detto alla vigilia, che non era una gara come le altre quella tra Allianz Trieste-S.Bernardo-Cinelandia Cantù. “Trieste vuol dire sei anni della mia carriera. Se penso a Trieste mi si apre il cuore: ci sono tantissimi tifosi che conosco personalmente e il pubblico triestino lo rispetto davvero tanto. È un pubblico caldo, competente e corretto, che sa spingere la squadra a esaltarsi in campo. In panchina hanno un coach esperto come Eugenio Dalmasson che siede su quella panchina da dieci anni. Se di Attilio Caja dicevo che, di Varese, conosce anche i seggiolini del palazzetto, di Dalmasson dico addirittura che lui conosce nomi e cognomi di tutti i tifosi“.

Poi, come spesso in questi casi, il coach marchigiano è arrivato e ha portato la casa contesa. Ma questo, ovviamente, è un altro paio di maniche.

Allianz Trieste-S.Bernardo-Cinelandia Cantù: la partita

Da principio le due squadre si affrontano con due stili abbastanza divergenti: Cantù abbassa i ritmi, narcotizza il tempo, mentre Trieste prova a spingere sull’acceleratore, cercando di arrivare il prima possibile nei pressi del canestro, e quando non vi riesce comunque punta su un’esecuzione veloce degli schemi.

Le compagini si equivalgono e si ribattono colpo su colpo, e i tentativi di fuga di Trieste, prima con Akil Mitchell e poi con Kodi Justice, vengono rintuzzati dai connazionali canturini. Sullo scadere della prima frazione è Fernandez dalla linea della carità a dare il massimo vantaggio ai padroni di casa, e si va al riposo sul 27-20.

Neanche il tempo di esultare che i lombardi con Andrea La Torre e Wes Clark tornano sul meno 3. Il pick&roll centrale è l’arma con cui la San Bernardo crea superiorità numerica, mandando in cortocircuito le marcature giuliane. La partita  Allianz Trieste-S.Bernardo-Cinelandia Cantù prosegue sui binari dell’equilibrio, e c’è spazio anche perché sventoli la bandiera tricolore con le incisive prestazioni di Da Ros da una parte e Simioni, peraltro ex di turno, dall’altra. Proprio quest’ultimo fornisce ad Andrea Pecchia l’assist del 35-33 che vuol dire primo vantaggio canturino. Inizia una fase in cui il vantaggio cambia più volte padrone, finché gli ospiti non mettono la freccia e Trieste arriva solo al massimo a pareggiare: si va al riposo sul 53-50 con il giro e tiro di Peric.

Dopo la pausa l’Allianz incappa in una serie di errori al tiro e palle perse che regalano, tramite il tiro in sospensione di Burnell, il +6 agli avversari. È un margine che resta grossomodo inalterato, perché a ogni tentativo di riavvicinamento giuliano risponde sempre la Cinelandia, che occupa bene gli spazi e rende difficile per Trieste chiudere l’area. Cooke schiaccia due volte il -4 ma Haynes scrive il 73-67 con cui si va all’ultima pausa breve.

Quarto periodo: Cantù continua a martellare centralmente, trovando blanda opposizione una volta entrata nel pitturato, e una penetrazione di Ragland porta al +10, replicato poco dopo con una tripla da Rodriguez. L’attacco di uscite dai blocchi triestino produce qualcosa, ma è in retroguardia che i padroni di casa faticano. La San Bernardo-Cinelandia ritocca più volte il massimo vantaggio, e Clark è un rebus irrisolvibile per l’Allianz. Sono proprio i suoi due liberi, dopo che le fiammate di Cooke e Cavaliero avevano riportato Trieste sotto la doppia cifra di gap, a garantire la vittoria ai lombardi, che chiudono avanti 96-86 dopo il canestro della bandiera di Justice.

Dagli spogliatoi

Cesare Pancotto: “Vittoria importante, ottenuta con tenacia mentale anche se talvolta abbiamo concesso delle sbavature. Il nostro secondo tempo è stato importante, la difesa è stato l’elemento di fiducia che ci ha permesso di fare percentuali alte. Nel primo tempo invece abbiamo aspettato la partita, aspetto da migliorare così come la capacità di equilibrare in alcune situazioni. Per esempio nel finale ci siamo messi a tirare da tre quando invece bisognava gestire di più”.

Eugenio Dalmasson: “Abbiamo evidenziato grosse difficoltà prima di tutto nella tenuta nervosa, all’interno dei momenti più difficili della partita non siamo rimasti uniti. Stasera la prova difensiva è stata gravemente insufficiente: quando fai 86 punti in casa non puoi perdere. Il livello di intensità fisica e di durezza di questo campionato richiedono un notevole dispendio di energie fisiche ma soprattutto nervose, non tutti i nostri ragazzi sono capaci di sostenerlo. Vedo che molti di loro ci stanno provando e non ci riescono. La tenuta e la mentalità, queste sono le difficoltà emerse in modo particolare negli ultimi 15 minuti”.

Allianz Trieste-S.Bernardo-Cinelandia Cantù: i tabellini statistici

Parziali singoli quarti: 27-20; 23-33; 17-20; 19-23.

Parziali progressivi: 27-20; 50-53; 67-73; 86-96.

Allianz Trieste: A.Coronica n.e, D.Cooke 8, H.Peric 14, J.M.Fernandez 5, D.Jones 2, A.Strautins 3, G.Janelidze n.e, D.Cavaliero 5, M.Da Ros 7, A.Mitchell 9, J.Elmore 17, K.Justice 16. Coach: Eugenio Dalmasson.

S.Bernardo-Cinelandia Cantù: C.Young 6, G.Procida n.e, W.Clark 32, A.La Torre 4, K.Hayes 10, J.Wilson 5, J.Ragland 11, J.Burnell 12, B.Baparapè n.e, A.Simioni 7, Y.Rodriguez 3, A.Pecchia 6. Coach: Cesare Pancotto.

Per i recap delle altre partite della quattordicesima giornata di Lega Basket Serie A clicca qui.

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