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De’Longhi Treviso: un primo bilancio stagionale

di Alessandro Bisetto

La pausa Nazionali consente di tirare una riga sulla prima parte di stagione in LBA, per stilare quello che è un parziale bilancio dei primi due mesi di campionato. In casa De’Longhi Treviso, l’attuale decimo posto in classifica a quota 6 punti ( a pari merito con Reggio Emilia) racconta già molto del cammino finora percorso dai trevigiani nel torneo. Tre vittorie e tre sconfitte maturate certamente in contesti e modalità differenti, in un calendario funestato dai rinvii causa Covid-19. Sono ben tre infatti, le gare da recuperare per i ragazzi di coach Max Menetti, i quali non sono sempre riusciti a dare continuità alle loro prestazioni sul parquet.

De’Longhi Treviso: i fronti negativi delle prime sei gare

La vittoria all’esordio della De’Longhi Treviso al Palaverde contro l’Aquila Trento per 84-80 aveva già lanciato un piccolo segnale d’allarme tra i trevigiani. Sono soprattutto due i fronti pericolanti, già particolarmente sotto esame anche nella passata stagione. Il primo riguarda la compattezza difensiva, in un reparto che dal ritorno in massima serie ha sempre sofferto e concesso parecchi punti agli avversari. Con 91 punti subiti di media a gara, Treviso è fino a questo momento la peggiore difesa in LBA.  Il secondo fronte riguarda invece la tenuta mentale nell’arco dei 40′ minuti di gioco. 

Proprio il match con la Dolomiti descrive bene la critica in esame. Avanti di 15 alla pausa lunga, la De’Longhi ha completamente staccato la spina nella ripresa, permettendo agli uomini di coach Nicola Brienza di rientrare e addirittura mettere la testa avanti nell’incontro. Una gara che al contrario, per il suo sviluppo iniziale poteva e doveva essere condotta senza particolari patemi. Un episodio che non è isolato e che si è ripresentato poche settimane più tardi in quel di Brindisi. Anche in quella occasione (considerando oltretutto il livello dell’avversario), il calo di rendimento tra primo e secondo tempo ( 38-53 all’intervallo, e 61-30 di contro parziale nella ripresa) è particolarmente preoccupante. 

Entrando nello specifico delle difficoltà difensive fin qui palesate, il punto focale va senza dubbio messo sotto i tabelloni. Treviso è ultima per media di rimbalzi a partita (31.3) e in particolare per quanto concerne quelli difensivi (21) è fanalino di coda in LBA. Difficoltà emerse già nell’anno da rookie in campionato e malgrado i nuovi arrivi del reparto lunghi la questione non è per nulla risolta. Una differenza di fisicità con gli avversari che molte volte ha inciso nelle tre sconfitte maturate (esclusa ovviamente quella netta contro Milano). Nella già citata trasferta pugliese, giusto per fare un esempio, Nick Perkins (18 punti) e Derek Willis (17 e 10 rimbalzi) hanno dominato offensivamente gli opposti pari ruolo.

Cosa salvare nell’ avvio di stagione della De’Longhi

Per una difesa che traballa, c’è un attacco che trabocca di punti e fantasia. De’Longhi Treviso che è infatti quarta in LBA per punti realizzati (88.6). Malgrado il calo notevole della percentuale del tiro da tre rispetto allo scorso anno ( 32.7 %), il  gioco trevigiano ha però trovato ottime alternative in costruzione grazie all’arrivo di DeWayne Russell. Il play americano, dopo un inizio balbettante ha preso decisamente in mano le redini del comando. Migliore circolazione di palla e maggiore fluidità in fase di possesso hanno aumentato le soluzioni in un fondamentale particolarmente statico nel passato campionato. La qualità dei tiri presi dagli uomini di Menetti è aumentata e il 55.4 % da due, che la colloca nel raggio delle prime della classe, non è un dettaglio.

Emblematici sotto questo di punto di vista, i primi due quarti contro Trento e Brindisi e il successo ottenuto all’Unipol Arena contro la Fortitudo Bologna. Una squadra per certi versi sfrontata e che dopo un anno di apprendistato ha preso consapevolezza dei propri mezzi e del proprio posto in campionato. Questo genere di prestazioni necessita chiaramente di un roster in salute, vista la non eccessiva lunghezza dello stesso. Molto inciderà anche sul livello di prestazione tenuto fino a questo momento da David Logan. Il 37 enne della De’Longhi Treviso è a questo punto della stagione al secondo posto per punti realizzati, 22.8. Un decimo di punto separa l’ex Sassari da un altro “giovincello” come Luis Scola, top scorer in LBA, per quello che è a tutti gli effetti un duello tra veterani del basket europeo. 

I 35 punti messi a segno contro Bologna, a due dal suo career-high in campionato ( i 37 in maglia Sassari contro Reggio Emilia nel 2015-16) aggiungono ulteriore valore allo stato di salute del Professore della De’Longhi. Da verificare, come detto, quanto potrà durare a questo ritmo, in un mese, quello di dicembre, in cui Treviso avrà peraltro diversi recuperi.

I top e i flop della De’Longhi Treviso: sorpresa Mekowulu

Detto di Logan e Russell, le note liete di questo avvio di stagione trevigiano comprendono anche Christian Mekowulu. Il centro classe 1995 nel suo anno da rookie in LBA ha impressionato, soprattutto nella metà campo offensiva. Con 12.7 punti di media l’ex Orzinuovi è il secondo miglio realizzatore della De’Longhi. Da migliorare però il posizionamento nella metà campo difensiva, dove sono molte le distrazioni che portano spesso il nigeriano ad avere problemi di falli.

Decisamente positivo anche il ritorno nella sua città natale per Nicola Akele. Il suo atletismo e le sue doti da grande difensore potranno certamente aiutare la squadra nel proseguo della stagione. L’ala ex Cremona (peraltro nel giro della Nazionale) ha fatto vedere sul parquet quanto già si era visto lo scorso anno agli ordini di coach Sacchetti. Un giocatore fondamentale per arrivare a quel salto di qualità necessario per una piazza ambiziosa come quella di Treviso.

Il secondo anno in Serie A di Matteo Chillo sembra essere quello buono. Il lungo nativo di Bologna, proprio contro la sua Fortitudo ha messo in campo la sua miglior prestazione nel massimo campionato italiano; 16 punti e una personalità da vendere in un campo difficile, pur nelle difficoltà, come quello della Unipol Arena. Bottino eguagliato poi nel recupero contro Cantù, gara dove Chillo è partito in quintetto. Necessaria ora la continuità di rendimento, spesso mancata al centro 27 enne.

Una nota di rilievo va spesa per altri due elementi a disposizione di coach Menetti. Il primo è il capitano Matteo Imbrò, finalmente a disposizione dopo i guai fisici che lo hanno tormentato nella scorsa annata. Un giocatore che, se in condizione può essere un’arma in più, soprattutto nelle conclusioni oltre l’arco. Il secondo è Jeffrey Carroll, altro nuovo arrivo proveniente dall’A2. L’americano ha alternato prestazioni di livello a gare sottotono, ma per essere all’esordio in massima serie ha già dimostrato di valere questo palcoscenico. 

Veniamo alle note negative o comunque ai giocatori da rivedere dopo le prime giornate. Doveroso partire da Tyler Cheese, tagliato dal roster trevigiano dopo una partenza disastrosa e sostituito dal polacco Sokolowski. L’americano non ha mostrato il giusto atteggiamento in campo ed è sembrato anche tatticamente non pronto al campionato italiano. Da ricordare che il ragazzo è alla prima esperienza europea dopo gli anni al College negli Stati Uniti e da quel che si è potuto vedere, il lavoro il da fare per poter competere in Europa è ancora tanto. Rimandato, fino a questo momento anche Giovanni Vildera, anch’egli nuovo acquisto del mercato targato Andrea Gracis. Il lungo ex Rieti aveva ben impressionato in Supercoppa, per poi progressivamente calare di rendimento con l’inizio del campionato. La grinta non manca, così come le qualità e quel che serve ora è lo step necessario e magari l’attesa maturazione per emergere definitivamente. 

Cosa aspettarsi dal campionato della De’Longhi

È arrivato il momento di tirare le somme e di definire quale potrebbe e dovrebbe essere l’ambizione di questa De’Longhi Treviso. Obiettivo principe è certamente quello della permanenza in Serie A anche nella prossima stagione. Le carte in regola per riuscire nell’obiettivo ci sono tutte, malgrado le dirette concorrenti si siano rinforzate sul mercato rispetto all’anno passato. Certo, restano da risolvere alcune lacune già evidenziate e riguardanti il lato difesa, ma se la qualità del gioco resta quella espressa nelle recenti uscite, la retrocessione in A2 dovrebbe (doveroso il condizionale) rappresentare soltanto uno spauracchio. Difficile, per ora, pensare a un piazzamento in zona Playoff, malgrado la classifica corta di questo avvio e una stagione dominata dalle incognite legate al Covid-19 potrebbero riservare qualche sorpresa. 

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