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Dolomiti Energia Trento-Allianz Trieste: il recap

di Luigi Ercolani

La quindicesima giornata di Lega Basket Serie A ha visto affrontarsi Dolomiti Energia Trento-Allianz Trieste, due squadre accomunate anche da un pezzo di storia italiana. Infatti il 4 novembre 1918, Trento e Trieste, le città irredente, diventano parte della giovane nazione italiana con il Trattato di Villa Giusti. Sembra proprio passato un secolo!

Umorismo a parte, le due squadre si ritrovano sul parquet della città trentina entrambe in striscia negativa e desiderose di fare punti, anche se Trieste dovrebbe esserlo di più per la penultima posizione in classifica che occupa.

Il caos della settimana in Serie A è scoppiato proprio in casa giuliana: tra il 23 dicembre sera si era diffusa infatti la notizia della separazione dell’Allianz con il proprio allenatore, ma il giorno dopo già l’amministratore delegato Mario Ghiacci, l’uomo il cui contributo è stato fondamentale per portare la società finanziaria bavarese come main sponsor, aveva dichiarato: “Il nostro allenatore è coach Eugenio Dalmasson. Vi è, e vi è sempre stata in questi mesi, la volontà di trovare assieme una soluzione alla attuale posizione in classifica. Questo è il momento per essere concentrati e cercare scelte credibili e di lungo periodo: esse richiedono pazienza e determinazione.

In società, sicuramente, perché concentrazione e determinazione alla squadra sono invece mancate.

Dolomiti Energia Trento-Allianz Trieste: la partita

Entrambe le compagini iniziano contratte, risentendo della tensione per l’importanza della posta in palio. Trento già dopo tre minuti ha due palloni persi per incertezza ma attacca meglio in area, e infatti riesce a trovare il fondo della retina, al contrario di quanto accade agli avversari i quali insistono su un pick&roll con scarico tra gli statunitensi o ricercano il post basso.

Il problema è che in ognuno di questi due tipi di esecuzione è imprecisa al tiro a causa della poca qualità o per poca energia o scelte errate. L’entrata in campo di Fernandez in linea teorica dovrebbe cambiare ritmo alla partita, vista la capacità dell’argentino di scalare rapidamente le marce, ma non succede. Gli ospiti segnano un unico canestro dal campo, ed è 19-3 a fine primo quarto.

Dopo la pausa breve per l’Allianz entra Daniele Cavaliero, che dà ordine alla manovra, mentre al contrario Trento spinge in contropiede e punisce ogni errore in attacco di Trieste che porta al rimbalzo difensivo dei bianco-neri. È il compartimento nostrano a rimettere in rotta Trieste (lo stesso Cavaliero e Da Ros), la quale cavalca uno spread offense che ricorda alla lontana la manovra dei San Antonio Spurs, il cui obiettivo è far muovere la difesa con i passaggi: fin lì anonimi, Elmore e Cooke riescono ad entrare anch’essi in partita.

Dall’altra parte coach Brienza prova il doppio play con Aaron Craft e Toto Forray contemporaneamente in campo, e i giocatori trentini lavorano, anche con gli auto-blocchi, nei pressi del canestro, dove costruiscono il 40-25 con cui si va all’intervallo.

Alla ripresa delle ostilità, Trento aggredisce la partita costruendo un parziale grazie ai propri esterni che attaccano il canestro. Trieste dal canto suo risponde selezionando una serie di schemi più immediatamente eseguibili, basati su movimento continuo di dai-e-cambia. Trento però continua a martellare con il blocco-e-giro che risucchia la difesa giuliana per poi evolversi in scarico ed eventuale extra-pass o passaggio in angolo in post basso, che porta al 58-36 di fine terzo quarto.

Nell’ultima frazione, Trieste torna a mettere fisico in difesa quando le lunghezze di svantaggio dagli avversari sono abbondantemente sopra i venti punti, mentre in attacco se il tiro da oltre l’arco dalla punta non funziona, finisce per ripiega sulla ricerca spesso infruttuosa del post basso.

Una zona del campo che anche Trento cerca, con la differenza che per gli ospiti è il tramite per arrivare alla conclusione, mentre per la Dolomiti Energia può portare anche a un passaggio per il tagliante. Numerosi canestri che portano al punteggio di 80-53 con cui si chiude la partita Trento li segna così.

È dunque gioia in casa Aquila Basket, mentre Trieste deve guardarsi allo specchio e capire perché molti giocatori non stanno dando quanto possono. Il quasi certificato arrivo di Deron Washington in questo senso dovrebbe dare sicuramente una scossa: il lungo americano grazie alla sua bidimensionalità ed esperienza potrebbe conferire ai bianco-rossi quel quid in più che finora è mancato.

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