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Esclusiva Awudu Abass: “i miei sogni sono la mia benzina”

di Kevin Martorano

Si è raccontato in esclusiva per noi Awudu Abass, giocatore che ha disputato quest’ultima stagione con la Germani Brescia e che si è messo in mostra grazie alla sua grandissima stagione. Infatti le cifre della sua stagione recitano 14.1 punti, 4.4 rimbalzi e 1.3 assist di media e tirando anche con ottime percentuali (51% da due punti e 38.2% da tre punti). L’impatto avuto dal giocatore in orbita della nazionale italiana è però anche più grande di quanto possano dire i suoi numeri, già di per sé importanti: difatti Awudu Abass si è dimostrato uno dei leader della sua Brescia, sia in campo che fuori.

Il giocatore della Germani Brescia si sviluppa nel settore giovanile della Pallacanestro Cantù, con cui esordisce anche in Serie A ed in Eurolega, diventando tra l’altro il capitano della squadra; nell’estate del 2016 passa all’Olimpia Milano, dove continua il suo percorso di crescita, per poi approdare in quel di Brescia nel 2018. Andiamo a vedere le dichiarazioni interessanti che Awudu Abass ci ha lasciato in questa intervista esclusiva.

L’intervista esclusiva ad Awudu Abass

  • Ciao Awudu, partiamo con una domanda di attualità: come procede la tua quarantena? Che consigli dai ai ragazzi per passare il tempo?

“La mia quarantena procede bene, non mi aspettavo di passarla così tranquillamente visto che sono un ragazzo a cui piace star fuori per andare a correre o vado dai miei genitori, o faccio una passeggiata con la mia famiglia etc etc. Per fortuna ho un cortile in cui riesco a lavorare e fare le mie cose all’interno di esso. Il consiglio che posso dare ai ragazzi è organizzarsi la giornata, cosa che a me aiuta molto avendo una figlia di 5 mesi; il mio suggerimento è di trovare le proprie passioni e svilupparle, come a me piace leggere e studiare ad esempio, per imparare nuove cose. Programmare la giornata ed il proprio futuro è quello che faccio io ora, spero possa essere d’aiuto anche agli altri”.

  • Che bilancio dai alla stagione con la Germani, fin quando si è potuto giocare?

“Dispiace aver finito la stagione in questo modo, visto che le cose stavano andando per il verso giusto e si era creato un gruppo molto unito, fantastico. Stavamo veramente “spaccando”, coach Vincenzo Esposito è stato bravo a formare un gran bel gruppo”.

  • In questa stagione ti sei dimostrato uno dei punti di riferimento della tua squadra: sei soddisfatto della tua stagione individuale?

“Qui a Brescia ho passato due anni bellissimi: sono arrivato che ero un giocatore un po’ “arrugginito”, un giocatore che doveva ritrovare la sua identità e ritmo. Non si capiva se fossi un giocatore di alto, medio o basso livello, quindi credo che il mio percorso a Brescia è stato grandioso e sono molto felice di questo”.

  • Il tuo contratto con la Germani va in scadenza a giugno 2020 e recentemente hai dimostrato affetto per la città di Milano e detto di essere pronto per giocare in Eurolega: speri in una chiamata da parte di Milano, o in alternativa da una squadra europea di Eurolega?

“Si il mio contratto scade quest’anno, ma non è il momento giusto per pensare a questo. Questo è un periodo difficile, per cui penso al presente per stare attenti alla propria salute visto che già solo uscire di casa è molto pericoloso per via del virus.

Si è vero, a Milano mi trovo molto bene a vivere, anche la mia famiglia si trova bene. La città milanese è una città che offre molte opportunità e che guarda al futuro e che sta diventando sempre più internazionale, però non ho mai pensato ad una chiamata di Milano, penso solo al presente. Sicuramente però tra i miei sogni c’è quello di giocare in Eurolega.

  • Ci puoi raccontare un aneddoto divertente riguardante la tua carriera, o qualcosa che ti ha colpito riguardo magari ad un coach, o ad un compagno, o ad un avversario?

“Di aneddoti ne ho avuti tanti nella mia vita, alcuni belli, altri brutti. Uno che mi è sempre rimasto impresso è stato cinque anni fa, prima dei playoffs con Cantù, avevamo perso la partita a Venezia e mentre andavamo verso il pullman Metta World Peace, il quale vide come giocavo, e mi disse “guarda Abi tu in questi playoffs spaccherai”. Questa frase mi ha motivato e unito al grande lavoro con Nicola Brienza in cui lavoravamo un’ora al giorno per due mesi sui fondamentali, nonostante ci fossero gli allenamenti. Queste due cose combinate mi hanno portato a fare dei playoffs di altissimo livello e da lì in avanti il mio percorso è cambiato completamente.

Un altro è quest’anno quando ho avuto una chiacchierata con coach Esposito, in un momento in cui ero stressato per la nascita di mia figlia e dopo due o tre partite in cui non avevo brillato, oltre al fatto che non avevo svolto la preparazione per via dei Mondiali e dovevo quindi trovare la giusta chimica con i miei nuovi compagni. Durante quella chiacchierata lui prendendomi da parte mi disse di credere in me e di vedere grosse potenzialità in me, dicendomi il tipo di giocatore che posso diventare e il leader che posso diventare, oltre a farmi notare i miei errori e gli aspetti del gioco in cui dovevo migliorare. Quel discorso mi è rimasto impresso, visto che a farmelo è stato un allenatore ed ex giocatore. Poi è stato sincero con me e quando una persona dimostra di essere sincera con me, guadagna sempre molti punti”.

  • Il giocatore più forte con cui hai mai giocato insieme e quello più forte che hai affrontato?

“Di giocatori forti con cui ho giocato ce ne sono tantissimi, dai tempi di Cantù, a Milano, in nazionale e a Brescia. La lista è lunga. Per quanto riguarda i giocatori che ho affrontato, mi vengono in mente i giocatori di livello NBA che ho affrontato con la nazionale: Jokic, Bogdanovic, Antetokounmpo, Fournier, Gobert etc etc. Questi sono giocatori davvero forti, che si vede che fanno la differenza in NBA”.

  • Il sogno nel cassetto per la tua carriera?

Ce ne sono tanti, infatti il mio cassetto è pieno ed è arrivata l’ora di svuotarla un po’. Diciamo che tra questi ci sono vincere di nuovo lo scudetto, andare alle Olimpiadi, andare in NBA, vincere l’Eurolega, vincere un Europeo o un Mondiale. Questi sono i miei sogni nel cassetto e che un giocatore può ambire. Sicuramente mi sto impegnando e sacrificando per cercare di esaudire questi sogni.
Inoltre il sogno più grande è quello di diventare sempre più forte, di migliorarmi ogni giorno. Questi sogni sono la mia benzina, che mi portano a darci dentro ogni giorno anche in questo momento in cui siamo rinchiusi in casa”.

Si ringrazia l’Ufficio Stampa della Germani Brescia ed Awudu Abass per la disponibilità mostrata nei nostri confronti e per il tempo che ci hanno dedicato. Auguriamo il meglio alla società ed al giocatore.

 

 

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