Questo pomeriggio, la Pallacanestro Varese ha ufficialmente presentato il suo nuovo playmaker, Elijah Mitrou-Long, in una conferenza stampa ricca di spunti interessanti. Il giocatore canadese, con esperienza in Europa e un recente passato da guardia, ha parlato con grande determinazione del suo arrivo in Italia e delle sue aspettative per la stagione.
Varese, Le prime parole di Mitrou-Long
Il nuovo playmaker biancorosso ha poi sottolineato il legame già esistente con il coach Giorgos Kastritis, con cui aveva già lavorato in passato: “Sono stato già allenato un paio di anni fa da coach Kastritis e so esattamente cosa vuole da me. Sono un giocatore che inizia a lavorare prima di tutto nella metà campo difensiva per poi sviluppare anche tutta la parte offensiva“. Pur avendo giocato nella scorsa stagione prevalentemente da guardia, Mitrou-Long si sente un regista puro e ha spiegato come si approccia al gioco: “Mi piace creare gioco e situazioni per i miei compagni. Sono consapevole che la situazione non sia delle migliori e non credo di essere un salvatore, ma farò il massimo per aiutare i miei compagni“.
Per il canadese si tratta della prima esperienza nel campionato italiano, ma grazie a suo fratello Naz Mitrou-Long, ex giocatore di Brescia e Milano, ha già una buona conoscenza della realtà cestistica del Paese: “Conosco tanto l’Italia grazie a mio fratello Naz, che ha giocato a Brescia e a Milano, per cui non credo che avrò problemi ad ambientarmi. Credo che l’Italia, così come la Grecia e la Spagna, sia tra i migliori campionati in Europa, il livello è davvero molto alto“. Il confronto con Naz è inevitabile, e Elijah ha voluto sottolineare le differenze tra i due: “Entrambi siamo giocatori che amano mettersi al servizio della squadra; lui poi ha più fisico e questo gli permette di essere più scorer mentre io sono più arcigno in difesa“.
Mitrou-Long ha ammesso di non aver ancora avuto modo di conoscere tutti i nuovi compagni, alcuni dei quali erano impegnati con le rispettive Nazionali, ma di essersi informato prima di accettare la proposta di Varese. La sua è stata una scelta ponderata: “Costruiremo il successo giorno dopo giorno. Il futuro? Non ci penso; ora voglio essere focalizzato sul presente e su come migliorare la stagione.”Infine, un passaggio anche su coach Kastritis e sul suo ex compagno di squadra Jaylen Hands, ora suo collega a Varese: “Il coach è un allenatore che punta tanto sulla difesa; Jaylen è stato mio compagno al Peristeri ed è un giocatore di talento. Sono convinto che non ci saranno problemi di feeling con lui e con tutti gli altri compagni“.
Varese tra uscite e ultimo colpo: il mercato entra nel vivo
La Pallacanestro Varese continua a muoversi sul mercato, ma al momento le operazioni riguardano solo le uscite. Con il rientro di Kaodirichi Akobundu-Ehiogu, la squadra di coach Ioannis Kastritis si ritrova con due giocatori fuori dai piani tecnici – Keifer Sykes e Jaron Johnson – e con un contratto in scadenza il 28 febbraio, quello di Desonta Bradford, per il quale si valuta un prolungamento fino al 28 marzo. Il tecnico greco vorrebbe infatti contare su quattro guardie, e la conferma del mancino potrebbe garantire stabilità almeno fino alla prossima finestra di mercato. A riportarlo è La Prealpina.
Sul fronte acquisti, dopo l’arrivo di Elijah Mitrou-Long, Varese è alla ricerca di un ultimo tassello per completare il roster. Le opzioni principali sono due: un’ala forte con capacità di tiro o un pivot più solido difensivamente rispetto ad Akobundu-Ehiogu. Tra i profili sondati spiccano il tedesco Eddy Edigin, attualmente al Chemnitz, e Derek Cooke, soluzione che potrebbe rivelarsi percorribile. Tuttavia, il mercato non offre molte alternative e la società non intende cedere Johnson in Italia, specialmente alla Vanoli Cremona, diretta concorrente per la salvezza.
Le prossime ore saranno decisive: è infatti previsto per domani il Consiglio di Amministrazione del club, che avrà l’ultima parola sulle strategie da adottare per chiudere il mercato con l’innesto giusto.
