Umana Reyer Venezia (#2) – Grissin Bon Reggio Emilia (#3)
A distanza di pochi giorni dalle rispettive Gara 5 contro Cantù e Brindisi, Umana Reyer e Grissin Bon si sfidano nella semifinale Play-Off scudetto che oltre ad assegnare la possibilità di giocare per il titolo, garantisce anche la qualificazione alla prossima Eurolega. La stagione 1973/74 è stata l’ultima in cui Venezia è arrivata tra le prime quattro in campionato (girone unico), mentre correva l’annata sportiva 1997/98 quando Reggio Emilia, allenata da Dado Lombardi (mentore di Max Menetti), arrivava in semifinale dopo aver eliminato sorprendentemente Treviso, per essere poi eliminata 0-3 dalla Fortitudo Bologna.
Venezia. Nonostante Venezia sia quindi una debuttante assoluta in semifinale, Carlo Recalcati ha l’esperienza necessaria per gestire questa sfida al meglio, avendola già la affronta per dieci volte (4 vinte e 6 perse). Con il fattore campo dalla propria per il secondo posto raggiunto in classifica al termine della stagione regolare nonostante lo 0-2 proprio con Reggio Emilia, Venezia arriva dallo 0-6 contro le altre tre semifinaliste che potrebbe condizionarne l’approccio alla serie. Di certo la pressione delle prime due gare è tutta sulla Reyer, che tra l’altro deve gestire in maniera meticolosa Tomas Ress, uscito malconcio dal confronto con Metta World Peace e compagni. Ingaggiato per ampliare la rosa per questi Play-Off, Pietro Aradori non risulta essere ancora quell’addizione importante che si pensava; come comprensibile, l’ex Cantù deve entrare ancora nei meccanismi di coach Recalcati e calarsi ancora nel nuovo ruolo di riserva di lusso. Quintetto. Phil Goss, Julyan Stone, Jeff Viggiano, Hrvoje Peric, Tomas Ress.
Reggio Emilia. «Reggio è un’avversaria molto diversa da Cantù, con una miscela di gioventù ed esperienza. Che è stata la chiave del loro successo contro Brindisi, perché le ultime prestazioni di Kaukenas e i playoff che sta disputando Lavrinovic hanno segnato la serie.» Queste le parole di Recalcati per presentare la Grissin Bon alla vigilia di Gara 1. Dopo il pericolo eliminazione scampato nei quarti (sotto 1-2 prima delle ultime due vittorie che hanno ribaltato la situazione), società e squadra sono fermamente convinte di giocarsela alla pari nonostante il fattore campo non favorevole. Già durante il campionato i biancorossi hanno espugnato in rimonta il Taliercio di Mestre quando ancora il roster della squadra era piuttosto condizionato dagli infortuni, in particolare quello di Darius Lavrinovic, letteralmente devastante nella sfida con Brindisi. Dopo le 5 partite contro l’Enel, il lituano è il primo giocatore della storia dei nostri Play-Off nel rapporto punti per minuti giocati (78 punti in 81 minuti). La batteria dei lunghi reggiani potrebbe risultare decisiva per l’andamento della serie: la fisicità di Cervi, l’atletismo di Chikoko, l’esplosività di Polonara e proprio la tecnica di Lavrinovic offrono importanti alternative a Menetti per trovare la chiave di volta della serie, soprattutto se i “piccoli” biancorossi continueranno a tirare con percentuali così deficitarie. Quintetto. Andrea Cinciarini, Drake Diener, Ojars Silins, Achille Polonara, Darius Lavrinovic.
Duello chiave: Peric – Lavrinovic. Prendiamo questi atleti per rappresentare i due reparti lunghi; probabilmente sarà il dominio delle plance a decidere la serie. Hrvoje Peric è un giocatore indigesto per la Grissin Bon, che fatica a limitarlo per la sua mobilità e l’aggressività nell’attaccare il canestro (nella gara di ritorno solo la sua espulsione per doppio fallo tecnico ha determinato la vittoria reggiana). Darius Lavrinovic sta ripagando gli sforzi della società e la lunga attesa di tutta la città nel periodo dei due infortuni (polso e schiena), giocando in maniera divina e con statistiche pazzesche; Max Menetti lo sta gestendo al meglio, centellinando le sue apparizioni in campo in maniera perfetta. Se la condizione lo supporta e se riesce a limitare i falli, Reggio Emilia ha trovato l’uomo a cui aggrapparsi per centrare la finale.
Pronostico: 4-3 o 3-4…comunque gara 7.
Per NBA Passion,
Massimo Barchi (@dirkpeja)

