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Profondo rosso Dinamo, la crisi dei campioni d’Italia

di Mauro Manca

Nel terzo ko rimediato dalla Dinamo Sassari in campionato si rispecchiano tutti i limiti della squadra campione d’Italia. I rari ribaltamenti e gli ancor più rari tiri presi con spazio sono ormai una peculiarità del quinetto piccolo, quello che, per inciso, a discapito di un gap in termini di chili e centimetri si esprime ad un più alto livello di QI cestistico. Brian Sacchetti si fa preferire a Petway nello spot di 4, e pazienza se questo comporti fare a sportellate con avversari che potrebbero essere la sua custodia. Alexander non sempre regala prestazioni prive di sbavature, ma il contributo offerto dalla dinamicità con cui infarcisce il suo talento stravince il confronto col 5 titolare, Jarvis Varnado.

 

I grattacapi non riguardano più nemmeno la chimica o l’empatia, qui si parla di grossolani errori di concentrazione. Alcuni elementi del roster hanno giocato per troppo tempo da gregari, non sono abituati ad assumersi delle responsabilità e probabilmente non hanno idea di cosa voglia dire essere leader. Non è possibile vedere un giocatore dell’esperienza di Petway che, in campo con 3 falli, a 18 secondi dall’inizio del terzo quarto perda banalmente palla per poi commettere un palese antisportivo; è altresì inaccettabile che con la partita in bilico Eyenga vada completamente fuori di testa facendosi cacciare per doppio tecnico, così come si stenta a credere che Varnado, il centro titolare, sia perennemente condizionato dai problemi di falli. Naturalmente le colpe di ciò non sono interamente da imputare al povero Jarvis, ci mancherebbe. Spesso il lungo americano si trova in ritardo negli aiuti per colpa della facilità con cui gli esterni si fanno battere in palleggio, e questo ci rimanda ad uno dei noccioli della questione, ovvero sia la deficitaria tenuta difensiva. A livello di preparazione alla gara, quel che è saltato agli occhi nella sfida bolognese sono stati i pedissequi raddoppi sul big man Dexter Pittman, efficaci nella prima parte di gara ma sterili alla distanza, fondamentalmente resi inefficaci da amnesie e mancate rotazioni.

 

Gli esterni sassaresi rappresentano un altro enigma di ardua risoluzione. I 33 punti di Logan sono figli quasi unicamente del talento, del suo rilascio in uscita dai blocchi e del killer istinct di cui è dotato. Poco altro. Specie perchè Haynes conferma nuovamente di non essere un play capace di orchestrare una fase d’attacco, Stipcevic è apparso in  calo e meno brillante che in altre occasioni e il contributo apportato dai vari Devecchi, D’Ercole Formenti rasenta spesso l’insufficienza. L’impegno e la dedizione non sono materia di discussione, ma è lecito pensare che anche loro siano vittime del difficile momento vissuto da tutta la squadra.

 

I problemi riguardano la testa, l’organizzazione, o c’è dell’altro? Questa versione 2016 della Dinamo al momento sembra un parente abbruttito di quella che l’anno scorso centrò il Grande Slam; diverse grane da risolvere e delicate situazioni sulle quali si dovrà inevitabilmente ragionare. Ieri sera il presidente Sardara ha scelto il suo profilo Facebook per palesare l’ indignazione causata dalla negligenza di alcuni suoi giocatori, sottolineando come gli aeroporti siano sempre a disposizione per chi desiderasse cambiare aria. Anche la pazienza del mansueto coach Meo pare essere giunta al capolinea, la fiducia mal riposta ha scatenato le sue ire nel dopo partita di ieri sera. Il momento attuale lascia pensare a dei probabili provvedimenti, restano solo da attendere quelle che saranno le decisioni della società nei prossimi giorni.

Per NBA Passion,

Mauro Manca

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