Home Lega Basket ATrapani Shark, Petrucci: “Preferisco restare in silenzio”

Trapani Shark, Petrucci: “Preferisco restare in silenzio”

di Maurizio Mombelli

Gianni Petrucci e Maurizio Gherardini, rispettivamente presidenti della FIP e della LBA, hanno rilasciato le prime dichiarazioni sull’esclusione della Trapani Shark, una vicenda che ha messo sotto i riflettori l’intero movimento del basket italiano, ma non per i motivi sperati

La decisione è stata presa dopo che la formazione siciliana si è di fatto astenuta dal giocare le ultime due partite, non presentandosi con la Virtus Bologna (sconfitta 20-0 a tavolino) e poi con la partita farsa contro Varese, minando l’equità competitiva del campionato. Tutte le squadre che avevano già giocato e vinto contro i granata, infatti, vedranno cancellarsi i due punti in classifica. Una situazione surreale, a cui vertici del basket italiano hanno voluto porre fine escludendo la squadra del presidente Antonini dal campionato.

Petrucci e Gherardini commentano l’esclusione della Trapani Shark dalla LBA

Ai microfoni di Sky Sport, i presidenti di FIP e LBA Gianni Petrucci e Maurizio Gherardini si sono esposti per la prima volta dopo la decisione di escludere la Trapani Shark dalla serie A di basket.

Queste le parole del capo della Federazione: “Questa è la realtà, quando si partecipa alla competizione si conoscono in anticipo le regole, devo dire che la giustizia ha fatto il suo corso, non commento perché poi c’è un messaggio che mi diceva sempre, chi tace non sbaglia mai. Non ho parlato in tutta la vicenda, non parlo adesso. Rispettiamo quanto deciso dal giudice sportivo e di tutte le altre cose che ci saranno. Sono state dette tante cose pesanti e poi ci sarà la giustizia che farà il suo corso al di fuori delle aree sportive”.

Il presidente della LBA ha invece rincarato la dose: “Non fa piacere, non è una situazione che può fare piacere per il basket, per i tifosi, per tutto. D’altro canto credo che sia noi che la Federazione si sia perfettamente allineati su quella che deve essere la tutela dell’equità competitiva, e sulla tutela delle regole che gli associati hanno accettato. Quindi non possiamo fare altro che prendere atto di questa situazione e attenerci a quello che è stato deciso“.

 

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