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Come due rookie riescano a tenere in ballo i Mavs per i Playoff

di Davide Bomben

Draft. Questa grossa ed immensa parola, che a lungo è stata usata con attenzione dai tifosi dei Dallas Mavericks. Dopo Maurice Ager, Nick Fazekas, Dominique Jones e una miriade di altre ex scelte al draft sono stati presto dimenticati o usciti dalla porta sul retro dal grande mondo dell’NBA, i Mavs hanno sempre preferito un ‘usato sicuro’ dato dai veterani che dall’esuberanza di nuove e giovani promesse. Tuttavia, a seguito degli infortuni che nell’ultimo periodo li hanno perseguitati, Chandler Parsons in primis, a Dallas sono stati rispolverati due inaspettati rookie: Justin Anderson e Salah Mejri. 

Justin Anderson

Justin Anderson

Anderson ha siglato il suo career high nella partita contro i Memphis Grizzlies con ben 19 punti e 10 rimbalzi con ben 37 minuti giocati. È raro, infatti, che un rookie possa giocare così tanti minuti, ma con l’assenza contemporanea di Parson e di Jeremy Evans ha dovuto ricoprire i due ruoli rimasti scoperti, da 3 e da 4, con ottimo carisma. I suoi 2.01 m. di altezza e i 2.34 m. di apertura alare è riuscito a progredire fino a raggiungere i risultati sopracitati. “All’inizio dell’anno il coach (Rick Carlisle N.d.R), dopo che mi metteva nella squadra di D – League mi diceva ‘tu devi ottenere dei giochi per te’”. – ha riferito Anderson ai microfoni di mavsmoneyball.com“Alla fine mi sono mosso in tutti e cinque i ruoli in modo da non dimenticarmeli e da allora non gioco più in D – League.”

I Mavericks sono riusciti con ingegno e astuzia a sfruttare i propri giocatori per farli rendere al meglio in questo finale di stagione. Sia Mejri sia Anderson, in un roster infarciti di veterani ben poco atletici, sono riusciti a trasmettere una grande dose di energia in entrambe le parti del campo, specialmente in difesa portando numerose stoppate in momenti chiave delle partite. Da quando entrambi hanno cominciato a calcare maggiormente il parquet il rating difensivo dei texani è calato fino a un ottimo 87.2. All’inizio stagione sarebbe stato impossibile immaginare che i due rookie potessero trascinare la squadra fino ai playoff, ma a quanto pare la lunga regular season rivela sempre nuove sorprese.

A scapito della sua splendida difesa, il rookie Anderson, però, pecca nella continuità al tiro. Il prodotto da Virginia è stato uno dei principali punti interrogativi quando è stato scelto in relazione alla sua meccanica di tiro. Durante il suo periodo al college, però, ha cercato di cambiarla passando da un 29% a un rispettabile 45%. Entrato nel mondo dei pro le sue medie si sono abbassate a un deludente 25%, seppur durante le ultime 5 partite si aggirava attorno al 38.5.  “Non segno il primo tiro ogni tanto, ma il coach mi continua ad incoraggiare e a riprovarci. Mi dà una grande iniezione di fiducia.” ha concluso Anderson.

Dopo un mese di Marzo che si prefigurava in caduta, i Mavericks sembrano esser ancora legati a un posto per i Playoff grazie a due rookie che potranno, insieme a Dwight Powell, gettare le basi per il futuro di questi Mavs.

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