Toronto è nel vivo del suo miglior periodo storico: dopo quattro apparizioni consecutive nei playoff e il raggiungimento delle finali di conference nel 2016, oggi è una delle più solide realtà dell’intero panorama NBA. L’assoluto protagonista della franchigia canadese è un ragazzo introverso di Compton, periferia malfamata di Los Angeles, e con un modo del tutto personale di vedere il basket: DeMar DeRozan.
Arrivato in NBA in punta di piedi, nelle prime stagioni ha suscitato più domande che certezze, poichè lo stile di DeRozan era da affiliare fino a poco tempo alla vecchia scuola, in assoluta controtendenza rispetto al resto del mondo. Prediligeva i ritmi bassi e spadroneggiava spesso in area evitando in ogni modo il tiro da 3. In una NBA sempre più veloce e con una sempre maggiore propensione per il tiro pesante DeRozan ha faticato ad emergere subito.
Il 10 dei Raptors, però, viene da una delle zone più pericolose degli Stati Uniti ed è da sempre abituato a lottare ed a remare contro la corrente. È uno ostinato DeRozan, il suo obbiettivo è sempre stato quello di diventare un grande giocatore. Lontano dalle telecamere e dai glitter dello show business, DeRozan ha lavorato sul suo corpo e sul suo modo di giocare migliorando costantemente, con una silenziosa e inesorabile progressione verso il successo.
In pochi anni DeRozan è diventato uno dei migliori scorer della NBA ed oggi. Nella stagione 2015/2016 ha guidato i Raptors alla prima presenza alle Eastern Conference della loro storia. DeRozan, però, non si è fermato e in questa stagione ha continuato a migliorare aggiungendo il tiro da 3 al suo repertorio e diventando uno dei giocatori più pericolosi della lega.
Oggi i Raptors, proprio grazie al ragazzo di Compton, sono ad un passo dalla vetta ad Est e sono dei seri candidati a giocarsi un posto per le Finals assieme a Boston Celtics e Cleveland Cavaliers.
di Valerio Todini

