Marco Belinelli, protagonista indiscusso con l’ Italia agli Europei in corso di svolgimento ad Istanbul, è ormai arrivato ad un bivio nella sua carriera NBA: lottare per un posto da titolare o ricoprire il ruolo di sesto negli Atlanta Hawks di coach Mike Budenholzer.
« È uno dei migliori tiratori che abbia mai visto. »: queste furono le parole che Chris Paul rivolse ad un giornalista dell’ ESPN alla domanda: “Che cosa ne pensi del tuo ex compagno Marco Belinelli?”. Era il 12 dicembre 2012 e Marco aveva appena iniziato la sua nuova avventura ai Bulls, dopo la parentesi di due anni ai New Orleans Hornets dove giocò proprio al fianco di Paul per una stagione. In quell’anno la franchigia della Lousiana raggiunse il suo secondo miglior risultato di sempre, arrivando ai playoff e sorprendendo tutti, grazie agli assist di Paul e alle triple di Beli.
Da lì un escalation di successi per la guardia di San Giovanni in Persiceto: una grande annata ai Chicago Bulls, il titolo NBA nel 2014 con gli Spurs, la vittoria al 3-Point Shoot-out Contest nell’All-Star Game sempre nello stesso anno, il riscatto agli Charlotte Hornets da sesto di lusso. Solo un passaggio a vuoto, nella stagione 2015-2016 a Sacramento. Ora, a 32 anni e arrivato all’ apice della sua maturità e della sua esperienza oltreoceano, Marco Belinelli deve scegliere che ruolo ricoprire nei nuovi Hawks del dopo Millsap.
La scelta non è semplice per varie ragioni: arrivato nella seconda parte della sua carriera Belinelli ha ridotto molto il suo minutaggio passando dai 30 di New Orleans ai 23 della passata stagione a Charlotte, riducendo le sue percentuali al tiro al 36,2% ( poco per un giocatore che ha chiuso anche al 43% dall’arco). D’altronde, giocando meno minuti, è più dinamico e riesce ad essere immarcabile nei momenti decisivi della partita: la scorsa stagione, a Charlotte, il suo contributo dalla panca è stato spesso decisivo. Certo, vedendo le guardie che ha ora a disposizione coach Budenholzer, Marco sembra essere nettamente più forte dei vari Bazemore, Dorsey e Delaney. Bisognerebbe capire, per toglierci dei dubbi, quale sia la volontà dell’ allenatore dei falchi. Sicuramente, a mio parere, Marco Belinelli meriterebbe un’altra chance da titolare dopo le varie esperienze da panchinaro, soprattutto per la sua qualità come tiratore da lontano. Ma non mi sorprenderei se alla fine facesse ancora il sesto uomo, visto che è uno dei migliori della lega in quel ruolo assieme a Jamal Crawford ed Eric Gordon.
I numeri di Belinelli all’ Eurobasket 2017 sembrano però confortare la mia teoria: 17.8 punti di media in 31 minuti giocati, con il 51,5% da tre e 23 triple messe a segno nella competizione. Ottime notizie per il coach e per gli stessi tifosi Hawks che sarebbero molto contenti di vedere cosi in forma il duo europeo Schroeder-Belinelli, magari per confermare il posto nei playoff della Eastern Conference. L’unico azzurro ad aver vinto l’anello NBA è pronto a tornare decisivo e a farci emozionare anche senza indossare la casacca azzurra numero 3, con le sue letali triple da capogiro.
Pierluigi Ninni

