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Milwaukee Bucks: come prosegue il corso targato Prunty

di Gianluigi Ambrosiano
Milwaukee Bucks

Il 22 Gennaio 2018 è terminata ufficialmente l’avventura come head coach dei Milwaukee Bucks di Jason Kidd. Si interrompe così un sodalizio che era andato avanti per 3 stagioni e mezza, con alti e bassi, conditi da 2 uscite al primo turno dei playoff. Kidd lascia la squadra all’ottavo posto dell’Eastern Conference con un record di 23-22, giudicato non all’altezza, soprattutto dopo l’aggiunta di Eric Bledsoe.

Al suo posto viene promosso il secondo Joe Prunty, un veterano di questa lega, con le sue 22 stagioni da assistente tra Spurs, Mavs, Blazers e Cavs, e fido scudiero di Kidd dai tempi dei Nets. Nelle 12 partite sotto la gestione Prunty, prima della pausa dell’All Star Weekend, i Bucks hanno messo insieme 9 vittorie e sole 3 sconfitte, issandosi al sesto posto della Eastern Conference.

Prunty ha iniziato innanzitutto a lavorare sulla fase difensiva di questi Milwaukee Bucks. Sotto la gestione Kidd la difesa molto aggressiva, ed allo stesso tempo molto dispendiosa, non offriva un adeguato riscontro numerico. I Bucks erano la ventiquattresima difesa della lega, con un defensive rating di 107.5. Nelle 12 partite sotto la gestione Prunty, la difesa dei Bucks è seconda solo a quella dei Jazz ( squadra più in forma della lega con 11 vittorie consecutive), con soli 100.4 punti subiti per 100 possessi. Dal punto di vista offensivo la squadra ha invece fatto registrare statistiche pressoché identiche. Il pace resta molto basso (97.54 possessi a partita), praticamente i Milwaukee Bucks confermano il ventiquattresimo posto della gestione Kidd e confermandosi una delle squadre più riflessive della lega. Questo nonostante lo strapotere fisico in campo aperto di giocatori come Giannis Antetokounmpo,  colui che maggiormente sfrutta le transizioni per segnare (aggredendo il ferro) o servire un assist ad un compagno. Sotto la guida di Prunty, c’è un utilizzo massiccio di pick and roll: l’obbiettivo è aprire il campo per poi colpire in penetrazione o scaricare il pallone sul perimetro. Praticamente uguale anche il dato relativo all’offensive rating, i Bucks con Kidd potevano vantare un offensive rating di 107.2 punti, passato a 108.1 con Prunty.

 

In campo aperto Antetokounmpo è inarrestabile.

Il calendario ha sicuramente aiutato l’inserimento di Prunty come head coach. Delle 9 vittorie conseguite sin qui, solo una è arrivata contro squadre con un record positivo (Sixers), e le vittorie conquistate contro squadre oramai in dichiarato tanking vanno prese con le molle. Battere Knicks, Nets, Magic, Suns, Bulls e Hawks fa bene al morale, ma ci dice ancora poco delle reali ambizioni dei Milwaukee Bucks. Più preoccupanti sono le 3 sconfitte, arrivate tutte contro squadre in piena lotta playoff come Minnesota, Miami e Denver.

Dal punto di vista infortuni le cose non vanno certo meglio. Se Jabari Parker è finalmente tornato dal secondo infortunio al legamento crociato, ecco che Malcolm Brogdon è stato costretto a fermarsi (stop dalle 6 alle 8 settimane). Il rookie of the year in carica era finalmente riuscito a riconquistare il posto in quintetto, andando a comporre con Bledsoe un backcourt di sicuro interesse.

Ed anche la trade deadline ha risolto i problemi dei Bucks solo a metà. Serviva un lungo capace di vestire i panni del rim protector, per dar manforte alla difesa nel pitturato. Ma invece di DeAndre Jordan del quale si era chiacchierato per giorni, è arrivato Tyler Zeller. Non esattamente lo stesso livello di intimidazione. E con Maker che sembra ancora un po’ indietro nella sua crescita, i Bucks sembrano un po’ corti nel ruolo di centro. La pausa fa sicuramente bene ad una squadra in cerca di una nuova identità. I miglioramenti nella propria metà campo dimostrano un maggiore impegno, base importante dalla quale ripartire in vista dello sprint di fine stagione. I Milwaukee Bucks tendono a cambiare sui pick and roll, utilizzando gli aiuti per difendere al meglio il canestro; la densità creata in area fa si che si conceda qualche tiro da tre in più, anche se sui tentativi dagli angoli l’attenzione è piuttosto alta.

 

Le penetrazioni avversarie vengono spesso fermate con ottimi tempi d’intervento.

Ad oggi Milwaukee ha solo una vittoria di distanza da Washington, quarta ad est, ed obiettivo dichiarato dei Bucks, per affrontare il primo turno dei playoff con il fattore campo a favore. I cervi non passano il primo turno dei playoff dal lontano 2000/01.

Ma quando in squadra hai Giannis Antetokounmpo, tutto potrà essere possibile. I Bucks hanno bisogno di diventare ospiti fissi della offseason e crescere attorno al proprio fenomeno che tutta la lega invidia. E se il greco ha già iniziato a trascinare la squadra mostrando miglioramenti sempre più evidenti, siamo sicuri che in futuro a Milwaukee ci sarà da divertirsi.

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