Alla Little Caesars Arena di Detroit, Michigan, nella notte, si è giocata la partita Pistons-Cavs, che ha visto uscire vincitori i padroni di casa 125-114. Cavaliers in partita fino al secondo quarto, quando erano in vantaggio 63-59. Poi il canestro di Stanley Johnson dopo 3 minuti dall’inizio del terzo quarto, che ha portato in vantaggio i Pistons. Da lì i Cavs non sono più riusciti a recuperare lo svantaggio, e alla fine hanno perso. Attraverso i soliti cinque spunti di riflessione, andiamo ad analizzare meglio la partita.
1) NON BASTA LEBRON
Può sembrare ripetitivo dirlo, ma allo stesso modo è doveroso farlo: LeBron risulta anche in Pistons-Cavs il migliore dei suoi in qualcosa. Per lui 21 punti, 6 rimbalzi e 7 assist, che lo rendono il migliore dei suoi per punti e assist. Che il gioco dei Cavaliers si basi molto sul Re, non è una novità, d’altronde, chi non lo vorrebbe in squadra e chi non gli darebbe carta bianca? Comunque non ha giocato da solo, ma i compagni hanno provato a dargli una mano: 20 punti e 6 rimbalzi per Channing Frye, 19 punti, 3 rimbalzi e 5 assist per Isaiah Thomas, 18 punti, 8 rimbalzi e 5 assist per Dwayne Wade. Poi però, il nulla (o quasi). Gli ospiti infatti sono stati quasi per tutta la partita succubi dei padroni di casa, e la seconda sconfitta consecutiva non è stata un caso.
2) DRUMMOND VERSIONE ALL-STAR

Andre Drummond, assoluto protagonista di Pistons-Cavs.Il numero 0 dei Pistons ha dato spettacolo: 21 punti, 22 rimbalzi e 7 assist, mettendo a referto una doppia doppia incredibile. I 22 rimbalzi fanno capire quanto abbia dominato sotto canestro, visto che la sua squadra in totale ne ha collezionati 47. Insomma, quasi la metà dei rimbalzi dei Pistons i ha catturati lui. Tra l’altro Andre, a causa dell’infortunio di John Wall, sostituirà il numero 2 dei Wizards proprio nel Team LeBron il 18 febbraio all’All Star Game. Per lui, che viaggia a 14,7 punti e 15,1 rimbalzi (record in carriera, al momento) di media in stagione, sarà la seconda partecipazione alla partita delle stelle in sei anni di NBA. Per il centro ventiquattrenne la stagione sta andando bene fino a questo momento, e i suoi Pistons sono in piena lotta per i playoff. Adesso che è arrivato Blake Griffin, vedremo se troverà da subito l’intesa con l’altro lungo e se riusciranno a portare i Pistons in postseason dopo un anno di assenza.
3) BLAKE, GUARDA CHE PISTONS!
In attesa del suo esordio, Blake Griffin può dirsi soddisfatto della trade, visto che va in una squadra con molto potenziale (anche se senza qualche giocatore importante come Avery Bradley, Tobias Harris e Boban Marjanovic ). Lo stesso Andre Drummond gli ha dato il benvenuto così: “Blake naturalmente è un giocatore speciale, e in più un grandissimo passatore; non vedo l’ora di costruire qualcosa di importante insieme. Lo conosco molto bene, e ci ho parlato appena dopo l’annuncio della trade. È molto contento di essere qui, e di venire ai Pistons”. I due insieme potranno sicuramente far bene, ma questo sarà il campo a dircelo. Per ora, ci dice che i Pistons, anche senza Griffin, non vanno poi così male. Stanley Johnson nella notte, ha dimostrato che non solo Drummond da una mano ai Pistons: doppia doppia con 26 punti e 10 rimbalzi. Con anche Reggie Bullock e Anthony Tolliver sopra i 20 punti, in casa Pistons non possono che essere positivi. Ora non resta che far ambientare Blake il più presto possibile, e lì ci divertiremo.
4) TIRI DA 2
La differenza in Pistons-Cavs l’hanno fatta i tiri da 2: 40-25 per Detroit in questa particolare statistica, e una differenza di 30 punti solo per quanto riguarda i tiri da 2 punti. Un vantaggio sostanziale, che non può che aver indirizzato la patita verso un’unica direzione. Nonostante le percentuali simili (57% Pistons, 51% Cavs), i padroni di casa hanno tirato molto di più, complice una difesa poco attenta dei Cavaliers e le molte palle perse (ben 15, di cui addirittura 10 tra LeBron e Thomas). I Cavs, se vogliono invertire la rotta, devono migliorare anche la difesa.
5) PROSSIMAMENTE
Dopo Pistons-Cavs, i padroni di casa ospiteranno giovedì i Memphis Grizzlies, reduci dalla vittoria contro i Suns di ieri e che avranno il back-to-back prima contro i Pacers e poi, appunto, contro i Pistons. Grizzlies che non sono certo un avversario troppo complicato, ma comunque si prevede una partita abbastanza equilibrata. I Cavs invece ospiteranno domani i Miami Heat, reduci da due vittorie consecutive. Riusciranno LeBron e compagni a invertire il trend negativo di sole 3 vittorie nelle ultime 10 partite?





