I Chicago Bulls hanno mostrato una grandissima aggressività in questa free agency: dopo aver scambiato le due scelte al draft per arrivare alla decima, con la quale hanno portato in Illinois, McDermott, guardia dal futuro molto luminoso, si sono mossi con intelligenza anche tra i free agent, prima tentando Carmelo Anthony, con una offerta inferiore rispetto a quella presentata dai Knicks, ma con maggiori garanzie di vincita, e quindi con un piano B, che si sta rivelando tutt’altro che secondario. 
Occorre innanzitutto ricordare che i Chicago Bulls, la scorsa stagione, senza Derrick Rose e senza Deng, sono riusciti ad arrivare a quota 48 vittorie, ottenendo il quarto posto nella Eastern Conference, alle spalle dei Toronto Raptors e delle due imprendibili Heat e Pacers.
Con il ritorno del numero 1 della franchigia dell’Illinois, dal terribile doppio infortuno, e con un pizzico di cattiveria offensiva in più i Bulls possono dire la loro in maniera molto decisa, ma non si sono fermati a questo, ed hanno inserito buonissimi giocatori, rendendo il roster molto competitivo.
Oltre alla gioventù di McDermott, si è puntato molto sull’esperienza di un vincente come lo spagnolo Pau Gasol, una vita nelle fila dei Los Angeles Lakers, con Kobe Bryant. L’accordo da 22 milioni di dollari per il giocatore di Barcellona, per 3 anni, è un buon compromesso tra l’usare molto spazio del salary cap ed inserire in squadra un leader nato. Un giocatore da 17.4 punti e 3.4 assist di media, che si combina perfettamente con gli altri due lunghi in squadra: con il suo gioco in post, e la sua potenza offensiva, rappresenta un giocatore su cui fare sicuro affidamento.
Oltre a questo però c’è l’incognita infortuni: Pau ha saltato 55 gare nelle ultime due stagione, e questo potrebbe preoccupare e non poco i tifosi dei Bulls, ma vista la grande varietà di lunghi, Gasol verrà usato con il conta gocce da Thibodeau per evitare inutili e dannosi infortuni.
L’altro arrivato è Nikola Mirotic, ex ala grande del Real Madrid, che rende ancora più esplosivo il reparto lunghi di Chicago, il piu’ completo e competitivo della lega a mani basse. Buon tiro da tre, buon palleggiatore, può migliorare molto nel gioco in post basso, ed ha ampi margini di crescita difensiva, ma deve ancora dimostrare di avere il carattere giusto per imporsi nella lega americana.
Oltre a questo, la conferma di Kirk Hinrich, la firma della guardia tiratrice Aaron Brooks, e la possibile e definitiva consacrazione di due giocatori giovani ma già ben inseriti come Tony Snell (uno dei migliori nella Summer League) e Jimmy Butler, può far capire perchè anche senza Love, ed anche con l’incognita legata a Rose, i Bulls rappresentino una vera mina vagante.

