Home NBA, National Basketball AssociationEuroleague FINAL FOUR preview: Real-Olympiacos, passato contro presente alla ricerca del trono d’Europa

Euroleague FINAL FOUR preview: Real-Olympiacos, passato contro presente alla ricerca del trono d’Europa

di Lorenzo Prodon
eurolega_olympiacos_real_madrid_getty

Londra, O2 Arena, 12 maggio 2013. Dopo un primo tempo dominato dal Real Madrid, un veemente ritorno dell’Olympiacos a partire dal terzo quarto permette loro di vincere la seconda Eurolega consecutiva, grazie soprattutto allo show finale di Spanoulis, autore di 12 punti nel solo ultimo quarto e nominato MVP delle Final Four di questa manifestazione per la terza volta in carriera.

L'Olympiacos festeggia il trionfo del 2013

L’Olympiacos festeggia il trionfo del 2013 a Londra

Dopo 2 anni e 5 giorni, rieccoci con le stesse squadre protagoniste dell’atto finale, solamente che c’è un vantaggio formale ma non sostanziale che pende verso una delle due parti: si gioca al Palacio de Deportes, casa del Real, e soprattutto, davanti al pubblico amico dei ragazzi di Pablo Laso. Tra loro e la prima affermazione europea in 18 anni (l’ultima fu l’Eurocup vinta nel lontano 1997) c’è però l’Olympiacos di coach Sfairopoulos, alla ricerca del terzo titolo in quattro indimenticabili stagioni.
Per di più, Anche nella passata edizione Llull e compagni hanno raggiunto la finale, perdendola contro il Maccabi Tel Aviv di Tyrese Rice dopo un supplementare e, tra l’altro, al Forum di Assago. In questa occasione, invece, la finale tra CSKA e Real che tutti si aspettavano non è arrivata, ma ciò non preclude nulla allo spettacolo che vedremo in campo questa sera, a partire dalle ore 20:00.

Tyrese Rice in volo contro Sergio Llull nella finale dell'anno scorso

Tyrese Rice in volo contro Sergio Llull nella finale di Eurolega dell’anno scorso

Sarà finalmente l’ora buona e giusta per sfatare un incessante tabù davanti ai propri beniamini, da una parte, o prevarrà un gruppo da una mentalità vincente con pochi eguali?
Per farci meglio un’idea del match, andiamo ad analizzare il momento delle due squadre e il loro cammino verso questa gara cruciale, che non ammette né domani né dopodomani…

REAL MADRID (coach: Pablo Laso)

Una volta aver vinto il proprio girone di Top Sixteen, i “Blancos” vedevano già la strada spianata verso queste Final Four. Ai playoff l’Efes non è un avversario da sottovalutare per la sua esperienza e caparbietà, tuttavia il Real esprime una pallacanestro solida per tutto l’arco della serie e riesce a chiudere la pratica in quattro partite, in scioltezza.

Venerdì, infine, le ultime vittime sacrificali sono stati i Bad Boys di un volpone come Zeljko Obradovic, affondati letteralmente durante il secondo quarto con un parziale di 35-14. Il Fenerbahce ha avvertito duramente il colpo anche nei primi 5′ del secondo tempo, dopodiché, spinto dall’orgoglio e da un Andrew Goudelock (26 punti, 6 rimbalzi e 4 assist alla fine) trascinatore assoluto, ha avviato un disperato tentativo di rimonta fin a chiudere il match con 9 punti di scarto. Sponda Real, 6 giocatori in doppia cifra testimoniano una vittoria corale basata sull’attitudine di squadra. Da segnalare, i 18 punti, 7 rimbalzi e 6 assist di Gustavo Ayon, MVP di serata, e soprattutto un KC Rivers completamente rigenerato dalla sfida playoff contro l’Efes, autore venerdì di 17 punti con 5/6 da 3, oltre a 2 palle rubate.

Questo gruppo dà l’ennesima dimostrazione di avere un talento diffuso senza pari in Europa, ed è pronto a confermarlo anche sul campo. Il vantaggio di giocare in casa può motivare alle stelle chiunque, anche se ciò potrebbe mettere solo pressione sulle spalle di chi è costretto a vincere ad ogni costo, dopo due delusioni atroci negli anni passati. Attenzione perché dall’altra parte ne sanno qualcosa e gente come Spanoulis e Printezis si troverà sicuramente pronta a fronteggiare qualsiasi situazione pur di riportare la coppa nel Pireo.

Il capitano Felipe Reyes chiama a raccolta i suoi alla fine di un match

Il capitano Felipe Reyes chiama a raccolta i suoi alla fine di un match

OLYMPIACOS (coach: Giannis Sfairopoulos)

Cammino più contorto quello di Sloukas e compagni verso questo ultimo atto, una volta superata agevolmente la prima fase. Il girone F alle Top 16 è una polveriera di grandi nomi, dunque 4 sconfitte possono piombarti fino al terzo posto in un amen. In questo caso è accaduto proprio così.

Da sempre ai quarti si è visto come il fattore campo possa risultare decisivo, ma quando ti chiami Olympiacos Piraeus per te nulla è impossibile: 3-1 finale nella serie, di cui 1-1 a Barcellona e bottino pieno in Grecia. Xavi Pascual e compagnia bella rispediti a casa con le tasche vuote, mentre Printezis da solo si carica il peso del team greco e manda tutti a Madrid: è sua la tripla decisiva messa a segno sulla sirena di gara 4. L’ultima impresa, in ordine di tempo, è la vittoria in semifinale ai danni del CSKA Mosca. A 3’30” dalla fine, quando Spanoulis ha segnato la prima tripla nonché suo primo canestro dal campo della partita, il match avrebbe potuto già chiudersi lì!

All’inizio della stagione, in pochi avrebbero preventivato una finale con protagonisti i ragazzi di coach Sfairopoulos. Con il pubblico a sfavore, sperando che arrivi qualcheduno da Atene per incitare questo gruppo sempreverde, nulla sarà rivolto al caso e si vedranno di certo 40 minuti di intensissima pallacanestro, con Spanoulis pronto un’altra volta a scrivere la storia, e magari, a conquistare il suo quarto titolo di MVP delle Final Four di Eurolega.

Vassilis Spanoulis in azione

Vassilis Spanoulis in azione

 

L’attesa è finita, Non resta altro che attendere i verdetti che darà il campo. Il Real per rompere un insistente digiuno, l’Olympiacos per mostrare a tutta Europa cosa vuol dire avere una voglia irrefrenabile di vincere. Che le danze abbiano inizio! E vinca chi merita!

Per Serie A Beko Passion,

Lorenzo Prodon (@ProdonLorenzo on Twitter)

You may also like

Lascia un commento