In una gara 5 che passerà alla storia, la Virtus Bologna ha battuto la Reyer Venezia guadagnandosi così il pass per le semifinali scudetto. Questa sfida già in passato è stata oggetto di battaglie leggendarie ma ciò che si è visto in questa serie e più in particolare questa sera ha veramente pochi precedenti. La serie ai nastri di partenza sembrava infatti fra le più prevedibili del tabellone e invece i lagunari hanno lottato fino all’ultimo secondo dell’ultima gara prima di doversi arrendere. Una gara, quella di oggi, che è senza dubbio uno spot di altissima qualità per lo sport della pallacanestro in Italia e che arriva in dei playoff che stanno rispettando le aspettative in termini di memorabilia di cui erano stati riposti ai nastri di partenza.
Virtus Bologna-Reyer Venezia: l’analisi della partita
Ciò che si è visto oggi va oltre il mitologico. Non si può non partire da Toko Shengelia che questa partita non doveva giocarla e infatti per più di 33 minuti è rimasto seduto ma quando Ivanovic ha visto il suo svantaggio crescere fino a 9 punti lo ha chiamato in causa e lui, nonostante il dolore fisico e nonostante il fatto di dover entrare a freddo nel momento decisivo di una partita decisiva, ha risposto presente dando agli annali una prova da assoluto leader, sia tecnico che mentale e mettendo anche l’incredibile canestro della vittoria. Ma la partita di oggi porta con sé un alone di misticità anche per altri motivi a partire dal fatto che, come in ogni gara 5 che si rispetti, la lotta è stata totale su tutti i palloni vaganti e non, con una fisicità elevatissima provata anche dai 47 falli totali fischiati dalla terna in grigio.
Le difese poi sono state un elemento centrale nella poetica di questa gara: si passava da degli scivolamenti mossi da grinta e agonismo puri a delle distrazioni drammatiche in termini di posizionamento e concentrazione, ed è nel penultimo possesso offensivo che è uscita fuori completamente tutta l’essenza della gara di oggi: Venezia ha gestito bene l’attacco liberando Parks nell’angolo ma la difesa Virtus, dopo una distrazione grave ha visto i suoi interpreti correre con tutte le energie rimaste loro in corpo per impedire all’ex Napoli di prendersi un tiro facile, e infatti il nativo di Staten Island dopo una partita giocata su livelli mostruosi ha mancato il potenziale game winner.
Come in ogni sfida epica che si rispetti, tutto gira però attorno ai suoi personaggi: è grazie ad allenatori e giocatori se abbiamo assistito ad un tale spettacolo e, quasi nessuno ha deluso. ‘Quasi’ perché i due uomini più attesi, coloro che prima della palla a due avrebbero dovuto calarsi nelle parti di Achille ed Ettore, Will Clyburn e Mfiondu Kabengele, hanno deluso. Sia chiaro, alcune cose positive le hanno tirate fuori anche loro dal cappello e non sono stati totalmente un malus: l’ex Efes a cavallo tra terzo e quarto periodo ha piazzato 5 punti fondamentali, condendoli anche con una stoppata in chasedown incredibile; ma nel resto della partita ha trovato la via del canestro soltanto una volta risultando piuttosto passivo, se non addirittura dannoso. Il nipote di Mutombo invece non può mai essere un malus al 100% e non perché i suoi punti alla fine li mette sempre –oggi 11– ma perché la sua sola presenza in difesa per il 90% delle volte orienta l’attacco ad optare per un piano b e a prendersi tiri più scomodi del previsto. Oggi però offensivamente non è stato prolifico come al solito e poi sull’ultimo possesso ha preso la scelta scellerata di tirare da molto lontano con ancora qualche spiraglio di tempo per cercare una conclusione migliore e ciò è costato la partita ai ‘suoi’ orogranata.
Tolti Clyburn e Kabenegle però nessuno ha deluso: Bologna ha vinto perché i suoi le aspettative le hanno eccedute pochissimo di più rispetto agli uomini di Venezia, che però di demeriti non ne hanno assolutamente.
Partendo dai coach, la gara è stata preparata bene da entrambe le parti: Spahija ha fatto giocare i suoi con un’accortezza da grandissima squadra che, abbinata anche all’intensità di qui sopra, ha portato gli ospiti a produrre 18 assist e a conquistare 12 rimbalzi offensivi. Ivanovic invece è stato impeccabile nel fare di necessità virtù e ricalibrare la sua squadra in funzione della partita fatta dall’avversario, dote che appartiene solo ai grandi coach, cosa che oggi per l’ennesima volta nella sua enorme carriera il montenegrino ha dimostrato di essere. Con i problemi di falli di Cordinier e la prestazione sottotono di Clyburn Dusko dovendosi appunto adattare è dovuto ricorrere di nuovo, come in gara 4 ma per ancora più tempo, a più quintetti formati da 3 playmaker ma stavolta in essi si è vista un’organizzazione decisamente superiore rispetto alla gara di due giorni fa. Oltre a ciò, va sottolineato come la circolazione di palla sia stata molto limitata dall’organizzazione difensiva della Reyer(altro merito di Spahija) e allora Bologna, di nuovo, si è adattata restando più stazionaria sul perimetro e punendo per 12 volte su 21 da tre punti.
Passando ai giocatori invece, detto di Shengelia, vanno menzionati in casa Virtus i suddetti tre play: Hackett ha giocato la miglior partita della sua stagione mettendo a referto 21 punti con 7/9 al tiro, Pajola ha giocato l’ennesima partita di alto livello sia in difesa che in attacco –12 punti stasera– e Morgan, che in realtà si sta trasformando sempre di più in una guardia (di altissimo valore), ha segnato altri 14 punti chiudendo questa serie a più di 13 di media.
Lato Venezia invece innanzitutto bisogna lodare la prova di Tessitori, che ha messo alla grandissima una pezza alla brutta prestazione del titolare Kabengele con tantissime giocate non banali e 9 punti totali. Benissimo anche Ennis che, tolta una brutta e pesantissima palla persa ha tenuto i suoi a galla nel finale con dei canestri senza senso arrivando a quota 16 punti e poi, lo abbiamo già accennato in precedenza, anche Jordan Parks ha giocato in maniera eroica dominando atleticamente-cosa tutt’altro che scontata- la partita di stasera mettendo a referto 18 punti.
Ma come già detto, quasi nessuno è stato un fattore negativo e tutti, chi più chi meno, sono riusciti a dare il loro contributo per rendere la gara di stasera veramente difficile da dimenticare.
Il tabellino statistico del match
Parziali singoli quarti: 22-21; 19-18; 24-26; 21-19
Parziali progressivi: 22-21; 41-39; 65-65; 86-84
Virtus Bologna: Cordinier 13; Belinelli 0; Pajola 12; Clyburn 7; Taylor 3; Shengelia 7; Hackett 21; Morgan 14; Polonara 0; Diouf 7; Zizic 0; Akele 2 Coach: Ivanovic
Reyer Venezia: Tessitori 9; McGruder 4; Lever NE; Munford 5; Casarin 9; Fernandez NE; Moretti 0; Ennis 16; Kabengele 11; Parks 18; Wheatle 9; Wiltjer 3. Coach: Spahija.
