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NBA Finals: the last shot

di Daniele Guadagno

A distanza di quasi 20 anni, torniamo a parlare delle Finals 1998, le più belle di sempre. In campo le dominatrici delle loro rispettive conference (per giunta con il medesimo record, 62-20), ossia Chicago Bulls e Utah Jazz. Quei Bulls vantavano a roster tre futuri Hall of Fame come Jordan, Pippen e Rodman, un tiratore fenomenale come Steve Kerr e uno dei migliori sesti uomini in assoluto, Tony Kukoc. I Jazz invece erano guidati dalla dinamica coppia Stockton-Malone: un piccolo playmaker di ‘soli’ 185 cm, capace di distribuire 15.000 assist in carriera, a supporto di una possente ala grande di oltre due metri, ad oggi secondo realizzatore NBA all-time.

 

 

Uno scontro tra titani

John Stockton e Karl Malone.

Buona la prima per Utah che vince all’overtime ma si fa subito recuperare in gara 2 dai Bulls, nonostante i 20 punti di Jeff Hornacek. La serie si sposta allo United Center, dove gli uomini di Phil Jackson rifilano 40 punti agli avversari. I Jazz infrangono il record in negativo di punti segnati nella storia delle Finals e chiudono la partita con il solo Malone in doppia cifra. Troppo superiore Chicago, troppo forte MJ. Il dominio biancorosso prosegue anche in gara 4; la coppia Pippen-Jordan realizza 62 punti e porta la serie sul 3-1. I mormoni hanno una reazione di orgoglio in gara 5 grazie al canestro decisivo di Malone. The Mailman marca a referto 39 punti giocando la sua miglior pallacanestro stagionale. Ottime anche le prestazioni del fido Stockton e di un insolito Antonie Carr, mentre ai Bulls non bastano i 30 punti di Kukoc. Jordan per una sera si dimostra umano, Harper non trova la via del canestro e Rodman stranamente non domina a rimbalzo. I Jazz avevano riaperto i giochi e tutti consideravano sicura la loro successiva vittoria al Delta Center. Nessuno però aveva fatto i conti con His Airness.

 

The last shot

Probabilmente la giocata più iconica firmata da Michael Jordan.

Nuto Ravelli diceva:

Il tempo frantuma e poi disperde la verità, e quel che rimane diventa leggenda“.

Potranno passare anche 50 anni, ma nessun appassionato di basket dimenticherà mai quella gara 6. Entriamo nel vivo della partita, ovvero l’ultimo quarto. A 43 secondi dalla fine Stockton infila la tripla che porta in vantaggio i suoi Jazz, 86-83. Timeout Chicago e canestro veloce di Jordan. Poicomincia la leggenda: Karl Malone, marcato da Rodman, si porta in post basso. Michael legge la situazione e gli strappa il pallone. Coast to coast del campo, crossover sul povero Byron Russell, tiro in elevazione e canestro del sorpasso. Nei soli 5 secondi rimasti sul cronometro Utah prova un tiro disperato di Stockton che però si infrange sul primo ferro. 87-86 il risultato finale, 45 punti di Jordan, Bulls campioni NBA. Questo non è solo un jumper, è la gioconda, l’opera che lo ha consacrato quello che per molti è il più grande giocatore di questo sport. The last shot, l’ultimo canestro segnato in maglia Bulls.

 

 

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